Al Film Festival della Lessinia si parla cimbro e altre 80 lingue del mondo

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Al Film Festival della Lessinia si parla cimbro e altre 80 lingue del mondo

Domenica 23 agosto esperti e linguisti a confronto sulla sterminata varietà linguistica del nostro pianeta. Una panoramica che intreccia epoche lontane, luoghi vicini e remoti, arrivando ai giorni nostri e al modo di comunicare di oggi spiegato dalla linguista tra le più apprezzate sui social, Veronica Repetti.

Continuano le proiezioni al Teatro Vittoria, con uno spazio speciale dedicato al progetto intergenerazionale Cinegenerazioni

Continua il viaggio intorno al mondo del Film Festival della Lessinia (FFDL) attraverso le immagini che scorrono con le opere cinematografiche in visione al Teatro Vittoria e le voci degli ospiti di Parole Alte. Domenica 23 agosto, alle 10.30, si parla cimbro e altre lingue in Sala Olimpica all’incontro “La lingua madre: radici e prospettive” a cura del Curatorium Cimbricum Veronense.

Si confrontano Giovanni Destro Bisol (Università La Sapienza di Roma) su “Dai Neanderthal al cimbro, il lungo viaggio del linguaggio umano in Lessinia”, Alberto Castaldini (Università Bolyai Cluj-Napoca Transilvania) su “Orfani ma consapevoli. La lingua madre dei Cimbri fra uso perduto e svolta iconica”, Giancarlo Maculotti (Incontri tra Montani) “Antichi dialetti lombardi e dialetti arcaici di Valcamonica” ed Ezio Bonomi (Curatorium) “Il dialetto era la nostra lingua madre”. Modera Vito Massalongo, presidente del Curatorium.

La varietà linguistica del pianeta non ha confini, è pressoché sterminata, con particolarità e differenze enormi a seconda dei luoghi e dei tempi. Lo spiega con aneddoti, curiosità e stranezze l’apprezzata linguista Veronica Repetti (autrice del libro Il giro del mondo in 80 lingue. Un viaggio tra le meraviglie, i misteri, le curiosità dell’espressione umana, Ponte alle Grazie, 2025) che alle 16, nella Piazza del Festival, esplora l’omaggio tematico alla “Lingua Madre”. Le lingue sono forse il prodotto più originale e variegato del genere umano. Dalle vocali lunghe della giungla amazzonica ai “click” delle tribù africane, dal “non-passato” del giapponese fino agli accenti dei dialetti italiani, i nostri modi di comunicare sono diversissimi tra loro, con particolarità curiose e inimmaginabili.

Evento speciale. Al Teatro Vittoria, alle 10, presentazione di Cinegenerazioni: il progetto intergenerazionale che mette in dialogo la “generazione Alpha” (6-14 anni) con quella degli adulti e degli anziani, in un percorso di sperimentazione con l’arte audiovisiva, a mitigare il gap culturale e sociale creato dal frenetico sviluppo della tecnologia. Nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, oltre 1.400 studenti di diciannove scuole di montagna, riunite negli istituti comprensivi di Bosco Chiesanuova e Tregnago, sono stati coinvolti in un percorso di visione, sperimentazione e restituzione, a valorizzare memorie e abilità intergenerazionali, su temi ambientali e sociali, al fine di accrescere nei giovanissimi sguardi e abilità consapevoli con il mezzo audiovisivo.

Dopo la visione e la discussione collettiva di film tratti dall’archivio multimediale del Festival (H.A.D.A.MO. Hub e Archivio Digitale Audiovisivo della Montagna), esperti e professionisti dell’audiovisivo hanno condotto sei laboratori in altrettante scuole primarie e secondarie di primo grado, nei generi della fiction (Piero Facci), del documentario (Michele Sammarco) e dell’animazione (Solenn Le Marchand e Silvia Dal Piva), coinvolgendo studenti e docenti insieme ad adulti e anziani delle comunità di riferimento. I film realizzati vengono presentati al Festival in un evento speciale, con la partecipazione di alcuni dei protagonisti. In visione: Filò di Solenn Le Marchand e Silvia Dal Piva; Noi siamo il futuro di Michele Sammarco; Come tutte le mattine di Piero Facci; A scuola di memorie di Michele Sammarco; Lettera a Remigio di Piero Facci; I racconti di supernonna di Solenn Le Marchand e Silvia Dal Piva.

Film al Teatro Vittoria. Alle 14 Evento speciale con la visione di Le farfalle della Giudecca di Rosa L. Galantino e Luigi G. Ceccarelli. Un viaggio tra i volti, le parole e i sentimenti delle donne detenute nella Casa di Reclusione della Giudecca, a Venezia. Artiste, cosmetiche, sarte, cuoche, edili, ortolane e attrici, queste donne sono capaci di sorprendere, in una trasformazione da recluse a lavoratrici. La voce di Ottavia Piccolo narra un esperimento, un sogno, un’emozione e una prova di coraggio e di orgoglio tutto femminile.

Per FFDLgreen, alle 15.30, il grande schermo si illumina con Anguane, le voci dell’acqua di Giovanni Pellegrini. Lungo un fiume immaginario, che scorre tra le Dolomiti e la Laguna di Venezia, la performer Maria Roveran cerca i suoni, le tracce, le memorie dei misteriosi esseri dell’immaginario popolare veneto: le anguane. Ma il suo viaggio, accompagnato da altre testimonianze di biologi, speleologi e attivisti, non è solo una ricerca musicale ma anche una riflessione sul nostro legame con l’acqua e sul nostro rapporto predatorio e distruttivo con l’ambiente.

Nella sezione Concorso, alle 18, proiezione di Nous sommes les fruits de la forêt di Rithy Panh. La così detta “civiltà” sta segnando la fine di una delle ultime tribù indigene della Cambogia, i Bunong. Legati alla foresta da tradizioni millenarie e da usanze in armonia con i cicli naturali, oggi, oberati da debiti, gli ultimi superstiti sono costretti ad abbattere alberi secolari e a lottare per preservare le coltivazioni di riso, devastate dalle piogge fuori stagione. Uno sguardo su un mondo che, come l’antico rituale del chicco di riso, sta scomparendo, per sempre.

Sempre in Concorso, dalle 21, protagonisti sono i cortometraggi. Fačuk di Maida Srabović che racconta di un figlio illegittimo, un peccato mortale per la donna incinta che si aggira per la campagna e da cui tutti stanno lontani. La paura cresce dentro di lei, avanza l’ombra, si scatena una tempesta, viene scavata una tomba, si alzano mani inquietanti ad afferrare il bambino e portarselo via. In L’mina di Randa Maroufi parla della miniera di carbone di Jerada, nel nord-est del deserto marocchino, ufficialmente chiusa nel 2001, eppure i minatori vi continuano a lavorare, clandestinamente, per necessità. Chuuraa di Evgenia Arbugaeva racconta del paleontologo indigeno Aisen Klimovskii che compie un viaggio nelle profondità del permafrost. In Shulka, Raquel Maria Soaje e Maria Cecilia Casanova accompagnano a Tafí del Valle, sulle montagne del Tucumán, in Argentina, dove Lucila è destinata a prendersi cura dell’anziana madre. I suoi gesti e i suoi silenzi dicono di un dovere che svolge con amore e con rassegnazione, come le fosse stato consegnato dai suoi antenati. Infine Turisti di Mária Kralovič, in cui sembrerebbe un’escursione di routine quella di Hana e Kornel, impegnati a rinfrescare, con pennello e vernice, le indicazioni dei sentieri in una remota foresta. Ma il loro viaggio si trasforma presto in una rocambolesca avventura per la sopravvivenza.

Altri eventi della giornata.

Escursione. Alle 9, partenza dalla Chiesa di Santa Margherita verso le contrade Cenise di Sotto e Tezza Micheloni per visitare quello che un tempo era un vecchio edificio rustico di contrada e che, grazie a un attento restauro di bioedilizia, è stato trasformato in abitazione e spazio di condivisione.

Laboratori. Nella Piazza del Festival, alle 9.15, “Facciamo i colori”. Bucce, frutti, foglie e fiori sono gli ingredienti per creare, sotto la guida esperta di Marta Scalvi, un erbario di piante fantastiche. Alle 9.30 alla Trattoria del Festival “Gnocco e i suoi fratelli”. Gnochi, gnochi di malga, gnochi sbatui… tanti nomi e tante varianti di un piatto che più di altri rappresenta l’identità di Verona e della Lessinia. Un viaggio alla scoperta delle sue origini, conservate nella montagna veronese, attraverso documenti, racconti, poesie e immagini illustrati dal dialogo tra uno storico, Andrea Brugnoli, e un cuoco per diletto, Michele Valbusa. Segue degustazione.

Paroline Alte. Alle 11, nella Piazza del Festival, tornano gli appuntamenti letterari per i più piccoli di Paroline Alte. Nel bosco le giornate trascorrono tranquille e chi lo abita non conosce pericoli. Certo: la lepre deve guardarsi dalla volpe che deve guardarsi dal lupo che deve guardarsi dall’orso, mentre il capriolo deve guardarsi un po’ da tutti. Finché un giorno gli umani decidono di tagliare il bosco. Cosa faranno gli animali? Lo svela Mariapaola Pesce, scrittrice e autrice di Tana dolce casa (Errekappa, 2024) attraverso la lettura e la narrazione.

Esplorazioni. Nel bosco di Boscopark, alle 16.30, va in scena “Pugnetto, storia di un bambino di pane” con Noemi Valentini e Marco Pomari. In un mondo fatto di campi, profumo di grano e piccoli gesti nasce Pugnetto, il bambino di pane capace di trasformare la semplicità in meraviglia. Un racconto poetico ispirato al racconto di Dino Coltro, cantore del mondo contadino, che parla di natura, amicizia e del valore delle cose semplici.

Esplorazioni. Nella Piazza del Festival, alle 18.30, evento “Liendas, legendas, quntis: la lingua madre attraversa le montagne”. Per secoli le leggende, con i loro personaggi mitici, hanno attraversato le montagne, tramandate oralmente nella lingua madre dei narratori. Il Gism (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) presenta una serata di filò, dal Piemonte al Veneto, con Marco Blatto (presidente del sodalizio ed esperto della lingua franco-provenzale) e Paola Favero (vicepresidente e conoscitrice delle leggende ladine e cimbre). Con loro Pina Sabatini (chitarra e voce) e Nelso Salton (contrabbasso e voce) de Al tei e Na Fuoia.

Biglietteria fino al 30 agosto al Teatro Vittoria (in Piazza Guglielmo Marconi, 35) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 23. Info: biglietteria@ffdl.it o ffdl.it.

Nella foto: Veronica Repetti

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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