Arena di Verona – Sei spettacoli in sei giorni.

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Arena di Verona – Sei spettacoli in sei giorni.

Dopo i concerti immersivi Paganini Paradise e Viva Vivaldi, torna la grande opera lirica con quattro diversi titoli di Verdi e Puccini

Ieri sera, giovedì 20 agosto, il Nabucco ‘atomico’ secondo Stefano Poda, venerdì 21 la fiabesca Turandot firmata da Franco Zeffirelli, sabato 22 la nuova Traviata con l’ultima direzione di Michele Spotti, domenica 23 Aida nell’allestimento aureo di Zeffirelli.

Sul palcoscenico, per quattro sere, interpreti internazionali tra importanti debutti e attesi ritorni: Salsi, Torbidoni, Vinogradov, Werle, Lindstrom, Eyvazov, Oropesa, Pertusi, Feola, Smith, Alagna, Kurzak, Margaine, Park, Lim diretti dai maestri Rolli, Battistoni, Spotti e Ommassini.

Turandot, venerdì 21 agosto, ore 21. Esattamente 100 anni fa, andava in scena l’ultima opera di Puccini, Turandot, sfida grandiosa rimasta incompiuta alla morte del compositore ma completata dalle cure dell’editore Ricordi, della penna di Franco Alfano e della bacchetta di Toscanini. Venerdì torna in Arena nello spettacolo da fiaba con regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi della premio Oscar Emi Wada, luci di Paolo Mazzon, movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli. Nei panni della principessa di gelo, Lise Lindstrom torna in Anfiteatro dopo quattordici anni in cui è divenuta una delle Turandot più richieste al mondo, affiancata dal tenore Yusif Eyvazov, il principe ignoto che la sfida, con l’aiuto della dolce Liù di Lisette Oropesa – forte del debutto nel ruolo – e del padre Timur, interpretato da Michele Pertursi. A completare il cast Carlo Bosi, Gëzim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore e Ankhbayar Enkhbold. Sul podio, alla guida dell’Orchestra a pieni ranghi, delle Voci bianche areniane e del Coro, il maestro Andrea Battistoni, veronese dalla carriera internazionale.

La Traviata, sabato 22 agosto, ore 21. L’opera di Verdi più amata e rappresentata al mondo ritorna protagonista in anfiteatro nella produzione inaugurale del Festival 2026 tra splendori, contrasti ed eccessi della Belle époque parigina. Lo spettacolo, realizzato con la collaborazione del Moulin Rouge di Parigi, ha la regia di Paul Curran, scene di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, le coreografie di Kyle Lang, le luci di Fabio Barettin. Accanto alla Violetta di Rosa Feola, e al Germont padre di Luca Salsi, debutta sul palcoscenico areniano il tenore Adam Smith come Alfredo. Con loro Anna Werle, Francesca Maionchi, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Jan Atem, Gabriele Sagona, Eder Vincenzi e Carlo Bombieri. Sabato sarà l’ultima occasione per poter assistere alla conduzione del Maestro Michele Spotti, applaudito in Arena per l’inaugurazione 2026 e nelle prime recite di Nabucco. Le ultime tre repliche della Traviata saranno dirette da Francesco Ivan Ciampa, fino al 12 settembre, serata conclusiva del Festival.

Aida, domenica 23 agosto, ore 21. Il capolavoro verdiano, nonché opera regina dell’Arena, torna in scena nell’ormai classico allestimento ideato da Franco Zeffirelli. Atmosfera aurea, una grande piramide che crea diversi ambienti, pietre multicolori e tessuti preziosi in un avvincente Antico Egitto, con un cast di artisti affermati: Aleksandra Kurzak è Aida, accanto al Radames del tenore Roberto Alagna, compagno d’arte e di vita. Ad opporsi all’amore dei protagonisti, la principessa Amneris di Clémentine Margaine, il gran sacerdote Ramfis di Simon Lim, il re etiope Amonasro di Youngjun Park e il Re egizio rappresentato da Mariano Buccino, all’esordio nel ruolo in Arena. Completano il cast Francesca Maionchi – Sacerdotessa – e Riccardo Rados – messaggero. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ommassini. In scena centinaia tra mimi, comparse e Ballo areniano, coordinato da Gaetano Petrosino nelle coreografie originali di Vladimir Vasiliev, con i ballerini Tea Bajc e, al debutto in Arena, Virna Toppi e Nicola Del Freo, primi ballerini del Teatro alla Scala. Ultime repliche il 30 agosto, 4 e 10 settembre.

L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.

Foto dall’alto in basso: tre immagini di Turandot, La Traviata e Aida (con Alagna e Kurzak) in scena al 103° Opera Festival 2026 (per tutte @EnneviFoto/Fondazione Arena di Verona)

Biglietterie

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800 51 51

www.arena.it

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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