..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…
Catari Capitolo VI
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Catari Capitolo VI
Dante era cataro?
Nel capitolo V ho scritto, a conclusione delle vicende di Montsegur, l’ultima roccaforte catara che capitolò il 2 marzo del 1244: “Si narra che i fuggitivi si divisero in modo tale da portare i libri sacri su quattro rotte europee, verso ovest, est, sud, nord. Marsiglia fu luogo d’espatrio nelle varie direzioni e, talvolta, i Templari stessi assolsero il compito di mettere in salvo la verità occulta in terre lontane. Giunsero, si narra, fino all’Islanda. Partecipe di tale conoscenza sarebbe stato lo stesso Dante Alighieri, e le cantiche rappresenterebbero i livelli di iniziazione catara”.
“Libertà va cercando. Il catarismo nella «Commedia» di Dante” è il libro di Maria Soresina, scomparsa nel 2024, in cui l’autrice sostiene, dopo studi approfonditi, che Dante era un cataro. Collocò i papi all’ Inferno, non nominò mai la Messa e la Comunione ma ciò non basta per definirlo eretico. Piuttosto, sostiene Soresina, la dottrina che espone non è cattolica ma si ispira a quella catara, che nega la crocifissione e la transustanziazione, ritenendo Gesù un Angelo, puro spirito e quindi non materiale. Una caratteristica dirimente del catarismo è l’esistenza di un unico sacramento, il “consolamentum” – il battesimo spirituale -, che prevedeva un percorso spirituale complesso, segnato da varie tappe, che sono chiaramente individuate dall’autrice nel cammino di Dante attraverso il Purgatorio. La tesi può apparire ardita ma Soresina individua e descrive numerosi riscontri nel testo del poema. Poema che sembra nascere dall’urgenza di trasmettere la conoscenza di un mondo di idee e di valori che l’inquisizione aveva quasi del tutto cancellato, in contemporanea con la quasi-fine della cultura occitana: il mondo dei Boni Homini e Boni Cristiani, con il loro messaggio di amore, libertà, razionalità, compassione per tutti gli esseri viventi. Anche in ambito rosacrociano, si riconosce la gerarchia dantesca tra materia e spirito: dall’inferno cui corrisponde il corpus, al purgatorio con il percorso di purificazione attraverso lo Spirito Santo, al paradiso e a Dio, puro spirito, verso cui una donna, Beatrice, conduce Dante. Nella visione stilnovistica, la donna ha la funzione di indirizzare l’animo dell’uomo verso la sua nobilitazione e sublimazione: quella dell’Amore assoluto identificabile con l’immagine di Dio. E già la figura di Beatrice è più occitana che cattolica, se pensiamo a quante migliaia di donne sono state seviziate e uccise con l’accusa di stregoneria.
A proposito, se il tema vi interessa, consiglio di visitare la mostra “Stregherie. Iconografia, riti e simboli delle eretiche del sapere”, aperta fino il 1° febbraio 2026, presso Cattedrale ex Macello di Padova.
Infine, segnalo una curiosità. Quando sono stata ad Orvieto per la ricerca sulla chiesa catara di Orvieto-Spoleto, di cui ho scritto in “Boni homini”, ho scoperto che nell’ufficio del Sindaco (nessuno sa dire fin da quando si trova lì) c’è un quadro presumibilmente dipinto nel Cinquecento, che ritrae Dante con la barba, secondo l’iconografia trasmessa da Boccaccio. Portare la barba era segno distintivo di “Perfetto” cataro, chiamato anche, appunto, Barba e pure nei Valdesi c’era la figura del Barba. Chissà!
(foto: Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto)
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Claudia Farina
Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medievali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino). Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”. Scrive di tutto ciò che la interessa sul blog del suo sito www.claudiafarina.com


















