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Catari Capitolo VII
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Catari Capitolo VII
Maddalena venerata dai Catari.
Maria Maddalena è venerata dai Catari come Apostola degli Apostoli, a cui Gesù affidò il suo messaggio più spiritale, come si legge nei Vangeli gnostici. Vive negli occhi di chi la guarda, Maria Maddalena, ritratta e scolpita in modi particolari a lei dedicati: con il teschio simbolo del Golgota, con il suo Vangelo gnostico, l’ampolla dell’unguento del Nardo e i lunghi capelli rossi liberi dal velo. E’ inconfondibile Maria Maddalena, diversa dalle immagini della Madonna, delle Pie donne e delle Mirofore della Chiesa d’Oriente. Nella tradizione cattolica romana è una, ma in origine tre nei Vangeli canonici: Maria di Betania, la peccatrice, l’indemoniata fino alla sovrapposizione operata da Papa Gregorio Magno – VI secolo -, che la codificò nella figura della penitente che vide per prima il Risorto. Non si contano le chiese, le basiliche, le opere d’arte e le cerimonie a lei dedicate; figura di culto del misticismo e dello gnosticismo nei secoli, fino al rinnovato riconoscimento di “Apostola degli apostoli” fatta da Papa Francesco durante il Giubileo della Misericordia del 2016: il 22 luglio, giorno a lei dedicato, è assurto così da memoria a festa. A dire il vero già Tommaso D’Aquino la chiamò Apostola degli Apostoli ma la glorificazione a poco a poco svanì per essere ribadita nel 1969 e poi scivolare ancora nel silenzio fino al 2016.
Il luogo d’irradiazione in Europa del culto della Maddalena sta nella regione francese di Provenza-Alpi-Costa Azzurra, una collezione di paesaggi estesa dalle Alpi meridionali alla pianura della Camargue, dalle colline ammantate di vigneti, uliveti e lavanda fino alla celeberrima Costa Azzurra.
Nel dipartimento del Var, la narrazione maddalenica è centrata su due luoghi: la Basilica di Marie Madeleine (detta anche di Saint Maximin) nella città di Saint Maximin-Le Sainte Baume e la Sainte Baume, la sacra grotta dove visse per circa trent’anni, fino all’incirca al 64 d. C
Morì nel villaggio ai piedi del gruppo montuoso, tra le braccia di Maximin vescovo di Aix en Provence; il villaggio prese allora il nome di Saint-Maximin in onore del vescovo divenuto santo e il massiccio montuoso assunse il nome di Sainte Baume.
Le reliquie della Maddalena vennero gelosamente conservate in un sarcofago all’interno di un tempietto gallo-romano-merovingio. Per metterle in salvo dalle nefaste incursioni saracene in Provenza, vennero occultate attorno al 710, e dimenticate per secoli fino a perderne le tracce. Finché, nel 1279, furono riscoperte per via prodigiosa da Carlo II d’Angiò, conte di Provenza e futuro re di Sicilia.
Tale fu la risonanza e l’afflusso di pellegrini che il re fece costruire l’imponente basilica (lunga 73 metri, larga 28 e alta 37) con annesso Convento a partire dal 1295 e fu terminata nel 1532 lasciando incompiuta la facciata centrale: ancora adesso i mattoni a vista testimoniano il progetto abbozzato di un grande portale racchiuso da una torre, forse la campanaria. L’edificio sacro, unico esempio gotico della Provenza, è monumento nazionale dal 1840.
Foto di copertina: Basilica di Marie Madeleine
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Claudia Farina
Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medievali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino). Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”. Scrive di tutto ciò che la interessa sul blog del suo sito www.claudiafarina.com


















