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CHE COS’E’ LA MALATTIA DA NIPAH VIRUS
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CHE COS’E’ LA MALATTIA DA NIPAH VIRUS
La malattia da virus Nipah (NiVD) è una malattia infettiva zoonotica emergente causata dal virus Nipah (NiV) appartenente al genere Henipavirus, della famiglia Paramyxoviridae. Gli Henipavirus sono pleomorfi (di forma variabile da sferica a filamentosa) e di dimensioni variabili da 40 a 1900 nm. Il genoma del NiV è costituito da un singolo filamento di DNA non segmentato.

Tale patologia è stata riconosciuta per la prima volta durante una grande epidemia di 276 casi in Malesia e a Singapore nel 1998. I suoi serbatoi sono i pipistrelli della frutta o volpi volanti (pipistrelli del genere Pteropus), distribuiti nelle regioni costiere e in diverse isole dell’Oceano Indiano, dell’India, del Sud-est asiatico e dell’Oceania. Il virus può essere trasmesso all’uomo da animali selvatici e domestici ma anche da uomo a uomo, sia attraverso il contatto diretto che attraverso il contatto con i fluidi corporei. Può anche verificarsi attraverso la manipolazione o l’ingestione di alimenti contaminati (come frutta o linfa di palma da dattero cruda) e attraverso aerosol e contatto ravvicinato con i fluidi corporei di una persona infetta.

Le infezioni umane causate dal virus Nipah possono rimanere asintomatiche. Le principali manifestazioni cliniche della malattia acuta, tuttavia, possono includere febbre, mal di testa, dolore muscolare, nausea, vomito, mal di gola, tosse, distress respiratorio ed encefalite (vertigini, sonnolenza, stato di coscienza alterato e qualsiasi altro segno neurologico indicativo).
I casi di Nipah nell’uomo tendono a verificarsi in cluster o come epidemia, specialmente tra persone a stretto contatto e operatori sanitari. Il CDC lo identifica come agente di bioterrorismo di categoria C (patogeni emergenti) e l’OMS lo identifica come agente patogeno di rischio biologico di gruppo 4 (agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani). Attualmente non esistono trattamenti o vaccini noti disponibili né per gli esseri umani né per gli animali.

La sorveglianza attiva, il tracciamento meticoloso dei contatti, l’isolamento e la quarantena dei casi sospetti e confermati, le misure preventive attraverso efficaci pratiche di IPC (Infection Prevention and Control) sono i pilastri della gestione dei focolai. Gli operatori sanitari dovrebbero prendere in considerazione il Nipah virus per i pazienti con sintomi rilevanti che si sono recate in luoghi in cui la malattia è presente, come il Bangladesh o l’India e possono sottoporli al test per la Nipah. Gli operatori sanitari che assistono un paziente affetto da Nipah corrono un rischio maggiore di contrarre l’infezione.
Raccomandazioni per i viaggiatori internazionali
Se viaggi o vivi in una zona in cui si sono verificate epidemie del virus Nipah, dovresti applicare le seguenti precauzioni:
- Lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone
- Evitare il contatto con pipistrelli volanti o maiali malati
- Evitare le zone dove i pipistrelli si appollaiano
- Evitare di toccare qualsiasi cosa che potrebbe essere sporcata dai pipistrelli
- Evitare di mangiare la linfa cruda della palma da datteri o i frutti che potrebbero essere contaminati dai pipistrelli
- Evitare il contatto con il sangue o i fluidi corporei di una persona affetta da Nipah
Situazione epidemiologica

I più rilevanti focolai di Nipah sono stati segnalati in Bangladesh, India, Malesia, Filippine e Singapore. Tuttavia, ricordiamo che i pipistrelli della frutta portatori del virus Nipah sono presenti in tutta l’Asia, nel Pacifico meridionale e in Australia. I tassi di mortalità durante le epidemie in Bangladesh e India hanno oscillato tra il 75% e il 100%. Altre regioni a rischio di infezione da NiV, dove prove sierologiche hanno riscontrato la presenza del NiV nel serbatoio naturale Pteropus e in diverse altre specie di pipistrelli sono Cambogia, Thailandia, Indonesia, Madagascar e Ghana. Nell’ epidemia del 1998-1999 in Malesia, il NiV si è diffuso dai pipistrelli ai suini, causando la trasmissione del virus da suino a suino, da suino a uomo e, sebbene in misura limitata, da uomo a uomo. Inoltre, diverse altre specie di animali domestici presenti nelle fattorie coinvolte nell’epidemia (tra cui cavalli, gatti e cani) sono risultate infette dal NiV. Nelle epidemie in Bangladesh, gli ospiti intermedi tra pipistrelli e esseri umani non hanno svolto un ruolo importante, poiché le modalità principali di trasmissione del NiV sono state il consumo umano di linfa di palma da dattero cruda contaminata dai pipistrelli e la successiva trasmissione da persona a persona.
Il potenziale zoonotico del NiV è significativo, in particolare per la sua capacità di amplificarsi nel bestiame, che può fungere da fonte di esposizione per l’uomo. Il sequenziamento genomico ha dimostrato che esistono diversi ceppi di NiV; ad esempio, il ceppo responsabile dell’epidemia in Malesia è diverso da quelli identificati in Bangladesh e in India. Sono state riscontrate alcune differenze nei sintomi clinici dell’infezione, con ceppi diversi negli esseri umani e nei primati non umani infettati sperimentalmente.

Recentemente, a febbraio 2026, le autorità sanitarie indiane hanno confermato due casi di infezione da virus Nipah nello Stato del Bengala Occidentale, nell’India orientale. Secondo quanto riferito dal National Centre for Disease Control (NCDC), sono state individuate e monitorate quasi 200 persone considerate contatti stretti dei casi confermati, che però, al momento, sono asintomatiche e negative ai test diagnostici. Le autorità locali e nazionali hanno attivato le misure di contenimento previste, tra cui l’isolamento dei contatti, il rafforzamento della sorveglianza sanitaria e il tracciamento epidemiologico, con l’obiettivo di prevenire una possibile diffusione più ampia del virus.
L’OMS valuta il rischio complessivo per la salute pubblica rappresentato dal NiV come basso a livello nazionale, regionale e globale. Il rischio di diffusione internazionale della malattia è considerato basso anche se tale patologia, benché rara, crea allerta per il futuro a causa dell’alta mortalità e della scarsa disponibilità di cure.
FONTI:
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/nipah-virus
https://www.who.int/emergencies/disease-outbreak-news/item/2026-DON593
https://www.salute.gov.it/new/it/comunicato-stampa/virus-nipah-ministero-della-salute-monitoraggio-costante-rischio-molto-basso/https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/cdcf42a9-0bd3-4632-a855-781465409216/content
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Silvia Stefanini
Medico Chirurgo Spec. in Igiene e Medicina Preventiva, iscritta all’OMCeO di Verona. Socio SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), EUPHA (Società Europea di Sanità Pubblica) e SIMET (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale). Ho eseguito attività di medicina territoriale per ULSS9 Scaligera di Verona e Azienda USL Toscana Sud-Est, attualmente lavoro presso AOUI Verona. Nel percorso universitario ho ricoperto ruoli di redattrice e speaker radiofonico per uRadio, web radio dell’Università degli Studi di Siena. Collaboro come co-redattrice al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

















