Cognac, tra storia e leggenda

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Cognac, tra storia e leggenda

Il Cognac, probabilmente il brandy francese (acquavite di vino) più famoso al mondo, prende il nome dall’omonima città nel dipartimento della Charente, a nord di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, vicino alla costa atlantica, l’unica regione dove si può distillare il Cognac.

La leggenda attribuisce l’invenzione della duplice distillazione dell’acquavite di vino a Jacques Maron, nato a Bordeaux nel 1558 e noto come Chevalier de la Croix Maron, Seigneur de Segonzac, che una volta in pensione, alla fine del XVI secolo, divenne viticoltore e distillatore. 

Si narra che l’idea di sottoporre l’acquavite ad una seconda distillazione, gli venne dopo aver fatto un sogno  in cui il Diavolo voleva rubargli l’anima bruciandola in un calderone. Tuttavia, grazie alla sua fede incrollabile, sopravvisse indenne alla prova, ma il Diavolo promise al cavaliere che avrebbe fatto una secondo tentativo, anch’esso senza successo, e fu così che a Jacques Maron venne l’ispirazione di distillare il vino due volte.

Fatta l’acquavite, per averne un giudizio qualitativo, il Cavaliere della Croix Maron, decise di portare due botticelle ad esperti assaggiatori, i monaci della Cappella di Renorville. Il distillato fu così apprezzato che la prima botticella finì rapidamente, pertanto il padre priore per assicurare la possibilità di poterlo sorseggiare anche in futuro decise di nascondere la seconda.

Per dimenticanza, però, la botticella rivide la luce solo 15 anni dopo, durante la visita al monastero del vescovo di Saintes che chiese di assaggiare la famosa acquavite bianca. Con la sorpresa di tutti il livello del distillato si era ridotto della metà, e il legno di quercia del fusto aveva provocato grandi trasformazioni. Il colore da bianco era diventato giallo oro, e il gusto si era arricchito di un aroma unico.

Ma l’invenzione del liquore degli dei, come disse Victor Hugo, dove genio e arte si sono incontrate e fuse per ottenere questa acquavite unica, è supportata anche da fonti storiche. 

Quando Giulio Cesare (100-44 a.C.) conquistò la Gallia, i suoi legionari avrebbero introdotto l’uva Trebbiano (Ugni Blanc), che in seguito divenne il vitigno principale per la produzione del cognac, nella regione di Cognac, che fu fondata dal capo gallo Conos e ribattezzata dai romani Coniacum o Compiacum.

Nel XII secolo fu introdotto il processo di conservazione del vino mediante l’aggiunta di alcol etilico. Si scoprì anche che il vino della regione di Cognac era particolarmente adatto alla distillazione.

Nella Francia del ‘500 la distillazione del vino era divenuta una pratica ormai comune. A Colmar, ad esempio, si distilla vino per farne acquavite fin dal 1506. Nel 1514 a Parigi venne fondata la corporazione dei fabbricanti d’aceto e dei distillatori; quest’ultimi nel 1637 si separano dai produttori d’aceto e formarono un’associazione indipendente.

A Bordeaux, verso la metà del ‘500, la distillazione era così diffusa che, per evitare il pericolo d’incendi nei boschi circostanti, fu necessario imporre il divieto di distillare all’interno della città. In Charente, destinata a diventare la regione del cognac, l’acquavite di vino fu soggetta a fortune alterne, e vide il suo pieno sviluppo con un ritardo di oltre un secolo rispetto alle altre regioni francesi a causa delle guerre religiose del XVI secolo.

Per assistere alla grande espansione dell’acquavite di vino bisogna attendere gli inizi del Seicento, anche se, almeno fino alla rivoluzione, la distillazione restò retaggio esclusivo di nobili e clero. A dare impulso alla distillazione in Charente furono le grandi famiglie aristocratiche e i proprietari terrieri, desiderosi di investire i propri capitali in una nuova attività che prometteva lauti profitti.

Ai nobili francesi si affiancarono ben presto le nobiltà straniere, soprattutto inglese, attratte da un commercio in forte espansione, mentre il clero, che disponeva d’alambicchi propri, distillava acquavite già da tempo. Solo agli inizi del ‘600, con l’introduzione in Charente della doppia distillazione, si comincia a parlare del distillato di vino chiamato cognac.

La nuova bevanda prese rapidamente piede grazie e l’olandese Augustin Godet fu il primo a ricevere il permesso statale di esportare il cognac. Nel 1634 fu fondata la prima casa commerciale di cognac “Maison Augier”, che esiste ancora oggi. Jean Martell si stabilì a Cognac nel 1715 e produsse cognac, seguito da Richard Hennessy e altri, che ancora oggi sono tra i marchi più rinomati.

Il cognac, nato agli inizi del ‘600, vide così negli anni successivi la sua espansione, e dall’inizio del XVII secolo iniziò a diffondersi nel mondo con uno sviluppo che continuò fino al 1880, quando l’esistenza dell’acquavite fu messa seriamente in pericolo dalla fillossera. 

La viticoltura e il cognac furono salvati attraverso l’innesto su radici americane del vitigno Ugni Blanc, o Saint Emilion. La ricostruzione del vitigno in Charente richiese circa trent’anni, e nel 1914 quest’impresa poteva dirsi completata.

Il primo disciplinare di produzione risale al 1909 dove vennero definiti i confini e le 6 zone di produzione: Grande Champagne, Petite Champagne, Borderies, Fins Bois, Bons Bois e Bois Ordinaires. Inoltre, il Trattato di Versailles, dal 1920 impone che solo il brandy francese proveniente dalla regione del Cognac possa essere etichettato come cognac. Questa è una delle poche disposizioni del Trattato di Versailles valide ancora oggi. 

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Andrea Sansoni

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

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