Come si produce l’Armagnac ?

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Come si produce l’Armagnac ?

L’Armagnac, la più antica acquavite di Francia prodotta nella regione della Guascogna, si ottiene dalla distillazione di vini bianchi secchi, acidi, poco aromatici e dal basso tenore alcolico ( titolo alcolometrico volumico di riferimento del 10%).

I principali vitigni a bacca bianca utilizzati sono: Colombard, Ugni Blanc (Trebbiano Toscano), Folle Blanche o Piquepoult, Baco Blanc o Baco 22A (vitigno a bacca bianca ibrido franco-americano, ottenuto dall’incrocio tra la varietà francese Folle Blanche e l’americana Noah creato nel 1898 dal viticoltore francese François Baco). 

Per produrre l’Armagnac la resa massima autorizzata è fissata a 120 ettolitri di vino per ettaro e le uve devono essere vendemmiate premature verso la metà di settembre. Inoltre, è vietato l’arricchimento e la solfitazione delle uve raccolte, dei mosti e dei vini. I vini vengono distillati senza le fecce grossolane, ma devono contenere le fecce fini. Infine, la fase di distillazione deve essere completata entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo alla vendemmia.

L’uva arriva nelle cantine, dove viene pressata dolcemente per estrarre il mosto fiore, e poi fatta fermentare. La lievitazione del mosto perdura all’incirca per una settimana e successivamente viene distillato (di norma) i primi giorno di novembre. L’Armagnac viene composto con un’unica distillazione, grazie all’alambicco Armagnacais, apparecchio continuo a colonna con piatti il cui brevetto fu stato depositato nel 1818 dal Tuillière e perfezionato nel tempo dai distillatori della Guascogna. La maggioranza viene realizzato con questo metodo, mentre il 5% della produzione avviene con l’alambicco Charentais (discontinuo), utilizzato per la produzione del Cognac

L’Alambicco Armagnacais è costituito da una caldaia sormontata da una colonna a piatti e da un insieme di riscaldatori di vino refrigeranti, che racchiudono una serpentina. La cosa più difficoltosa riuscire a conservare invariata la temperatura di lavoro. Infatti, se la colonna di filtrazione non ha calore a sufficienza, non avviene la salita dell’emissione di alcol verso la punta. In questa procedura, il calore scalda i piatti più alti e la distillazione è resa così efficace.

La caldaia, il serpentino, la colonna e i piatti sono in rame. La colonna di distillazione è dotata di piatti che comprendono gli elementi di gorgogliamento. Il numero totale di piatti di esaurimento e di concentrazione è pari al massimo a quindici, mentre il numero di piatti di concentrazione è limitato a due. La capacità totale della caldaia, inoltre, deve essere almeno pari a quella degli organi di refrigerazione comprendenti scaldavino e refrigerante, ma non può superare i 40 hl.

L’Alambicco Armagnacais può essere dotato di dispositivi di estrazione delle teste o delle code: l’estrazione delle teste viene effettuata sui vapori del distillato o del vino preriscaldato; l’estrazione delle code viene effettuata sul condensato che circola nella parte inferiore dei piatti di concentrazione o fino alle prime spire del serpentino.

Il volume della produzione di alcol puro in 24h non può superare una volta e mezzo quello corrispondente alla capacità complessiva degli organi di refrigerazione. Tuttavia, è ammessa una tolleranza del 25% in più di tale produzione per gli alambicchi le cui caldaie hanno una capacità totale inferiore a 3 hl. Indipendentemente dagli impianti, il volume giornaliero di alcol puro prodotto non supera i 40 hl per alambicco e il titolo alcolometrico volumico delle acquaviti deve essere compreso tra il 52% e il 72,4%. Mentre nel caso di utilizzo di alambicco discontinuo l’intervallo del titolo alcolometrico volumico sarà tra il 65%e il 72,4%.

Il risultato è un distillato che viene fatto invecchiare e maturare in botti di legno di quercia esclusivamente di specie sessile, peduncolata o loro incroci. Per maturare adeguatamente l’Armagnac deve riposare per almeno un anno a partire dal 1° aprile successivo all’inizio della maturazione. Questo è considerato il periodo minimo necessario per arrotondare il gusto, sviluppare i tannini e prendere il colore e il profumo del legno, in modo che il distillato diventi sempre più complesso e maturo. Dopodiché l’Armagnac, ad eccezione delle versioni millesimate, viene assemblato. 

L’uniformità del distillato è una delle caratteristiche più importanti, anche se vengono realizzati dalle Maison edizioni limitate e/o particolari. Possono essere immesse al consumo solo le acquaviti a denominazione di origine controllata con un titolo alcolometrico volumico minimo del 40%. La «Armagnac», riservata alle acquaviti di vino maturate in legno o maturate in recipienti inerti, è definita nell’allegato II, punto 4, del regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008. Tale denominazione è registrata nell’allegato III del suddetto regolamento.

La denominazione di origine controllata «Armagnac» può essere completata dalle seguenti denominazioni geografiche complementari: Bas Armagnac, Armagnac Ténarèze, Haut Armagnac, con la condizione che il distillato sia prodotto da vini ottenuti da uve raccolte nei territori dei comuni delle tre regioni. Mentre la menzione Blanche Armagnac identifica le acquaviti maturate per un periodo minimo di tre mesi dalla distillazione, in recipienti inerti per il colore e che non presentino alcuna colorazione.

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Andrea Sansoni

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

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Commenti

  1. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  2. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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