Gli Ordini cavallereschi e la legge 3 marzo 1951, n. 178

  • Home
  • Gli Ordini cavallereschi e la legge 3 marzo 1951, n. 178

Gli Ordini cavallereschi e la legge 3 marzo 1951, n. 178

L’origine dei cavalieri e dei valori spirituali a loro associati risale all’VIII secolo, durante le battaglie della Cristianità contro gli Arabi. Con il tempo, e sotto l’influenza della Chiesa, i cavalieri abbandonarono la brutalità, diventando strumenti del bene e formando congregazioni con regole precise, chiamate Ordini. Allo stesso tempo, si sviluppò un codice cavalleresco che esigeva virtù come fedeltà, pietà, lealtà e onore.

A partire dal XVI secolo si cominciò a classificare gli Ordini cavallereschi in base a caratteristiche formali e simboliche. In tempi più recenti, il Ministero degli Affari Esteri ha avviato un lavoro di regolamentazione della materia, affidandosi all’operato delle Commissioni consultive sugli Ordini cavallereschi “non nazionali” e non statali, istituite presso il Cerimoniale Diplomatico. Questo processo si è consolidato anche grazie a numerose sentenze emesse da Preture, Tribunali e Corti d’Appello, nonché ai pareri espressi dal Consiglio di Stato.

Da questo percorso normativo e giurisprudenziale è emersa una classificazione degli Ordini cavallereschi in diverse tipologie: quelli conferiti da Stati esteri, quelli pontifici, quelli dinastici, sovrani, fino ad arrivare agli Ordini “non nazionali”. Quest’ultima categoria presenta caratteristiche particolarmente complesse. Gli Ordini “non nazionali”, infatti, sono quelli appartenenti al patrimonio araldico e familiare delle dinastie ex regnanti, nei quali il Gran Magistero è ereditario in una famiglia ex sovrana. Si tratta di un fenomeno unico nel panorama mondiale: la sopravvivenza di un sistema premiale dinastico, riconosciuto all’interno di uno Stato repubblicano.

Tavole delle insegne cavalleresche contenute nell’opera di Mario Volpe, Raccolta di tavole illustrative sui sistemi premiali mondiali, International Commission for Orders of Chivalry – ICOC, 2023

A questo punto, è lecito chiedersi perché si parli di autorizzazione all’uso e chi sia deputato a concederla.

Per rispondere, è necessario fare un passo indietro nel tempo: a seguito del mutamento istituzionale da monarchia a repubblica e del conseguente decadere dello Statuto Albertino, si verificò un vuoto normativo. Questo contesto favorì una notevole proliferazione di sempre nuovi Ordini cavallereschi, più o meno regolari, che trovando terreno fertile, distribuivano a caro prezzo titoli nobiliari e distinzioni cavalleresche che in molti casi si rivelarono illegittime.

Questo fenomeno diede vita a una vera e propria industria delle onorificenze, che provocò anche situazioni di imbarazzo per lo Stato italiano nei confronti di Stati esteri, amici e alleati. Inoltre, ad opera di privati sorsero Ordini cavallereschi indipendenti, i quali furono un’ulteriore fonte di caos.

In quel contesto divenne urgente regolamentare la materia; fu così emanata la legge 3 marzo 1951, n. 178, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 marzo 1951, n. 73.

La 178 del 1951 è la norma che istituisce l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e regola l’uso o il divieto di onorificenze e distinzioni cavalleresche estranee al sistema premiale italiano, una norma che costantemente ci accompagnerà nel panorama degli Ordini cavallereschi.

Essa si basa sul principio secondo cui la Repubblica Italiana è l’unica fonte di onori, secondo il diritto statuale, e consente l’uso di onorificenze conferite da altri soggetti solo a seguito di esplicita autorizzazione.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 73 del 30 marzo 1951

Oggi, in Italia, il conferimento di onori da parte di ordinamenti diversi — ossia tutto ciò che è esterno al sistema onorifico della Repubblica — deve essere autorizzato attraverso un preciso iter burocratico.

Un atto autorizzativo che ha la funzione di parificare le onorificenze estere (l’Italia riconosce gli Ordini cavallereschi dei Paesi con cui intrattiene formali relazioni diplomatiche) e “non nazionali” a quelle italiane, permettendone, così, l’uso all’insignito.

Tuttavia, il fenomeno dei falsi Ordini continua a persistere, spesso alimentato da una diffusa disinformazione sul tema.

Per offrire maggiore chiarezza, è utile delineare quali siano, oggi, le istituzioni cavalleresche legate “all’area italiana” per le quali è possibile ottenere il decreto autorizzativo previsto dalla normativa vigente. Accanto a queste, è doveroso anche considerare il sistema cavalleresco repubblicano, composto da cinque Ordini i cui insigniti non necessitano di ulteriori passaggi burocratici: il conferimento stesso dell’onorificenza basta a legittimarne l’uso.

Infine, per la loro importanza storica, meritano attenzione anche gli Ordini cavallereschi sabaudi, che, tuttavia, non possono essere autorizzati nel territorio nazionale per ragioni principalmente politiche.

In questa rubrica ci occuperemo, dunque, degli Ordini cavallereschi riconducibili alla Real Casa d’Italia, di quelli propri della Repubblica Italiana, del Sovrano Militare Ordine di Malta, degli Ordini di collazione diretta e di subcollazione pontificia, di quelli legati alla Serenissima Repubblica di San Marino e, infine, degli Ordini delle antiche dinastie italiane preunitarie.

  • Share

Alessandro Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

  1. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

teatro shakespeare verona

Gli Ultimi Articoli

Cav. Claudio Gasparini

DIRETTORE

Collaboratori

Marica Preto

Alchimie Fotografiche

Claudia Farina

Cultura

Dott. essa Silvia Stefanini

In Salute

Stefano Valdegamberi

Turismo Lessinia

Maurizio Marogna

Turismo Baldo

Franco Visentini

Hobby&Arte

Paolo Forgia

Enogastronomia

Andrea Sansoni

Enogastronomia

Gerardo Decaro

Finanza

Dalia Arablu

Rivoluzione Eco Chic

Alessandro Scandola

Ordini Cavallereschi

Erika Silvestri

Psiconutrizione

Imma Cerciello

Psiconutrizione