...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…
Incontro con Elisabetta de Strobel
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Incontro con Elisabetta de Strobel
Interior Designer e Art Director di fama internazionale, una mente creativa che trasforma le connessioni in progetti di vita
Di origini altoatesine, nata a Roma e residente a Verona, Elisabetta de Strobel conserva da sempre un legame profondo con la Svezia, dove si sente a casa. Si definisce una “cittadina del mondo” e la sua carriera è lo specchio di questa apertura culturale.
Elisabetta, il tuo percorso di studi in filosofia sembra lontano dal design. Come si concilia questa radice con la tua professione?
In realtà, la filosofia della scienza applicata alle teorie della conoscenza è la radice stessa di ciò che faccio. Sebbene abbia iniziato come insegnante, lo sbocco allora più naturale, portavo con me la passione per il bello, l’arte e la musica trasmessa da mio padre. La svolta è avvenuta quasi per caso: mi chiesero di curare dei set fotografici d’arredamento perché dicevano che “avevo gusto”. Da quel momento, l’immagine, la composizione e il senso dello spazio sono diventati il mio mondo. La mia creatività e la capacità di personalizzare ogni progetto nascono proprio da quella precisa visione filosofica.
Cosa ti appassiona maggiormente della tua ricerca quotidiana?
Amo lo stupore e la meraviglia; li considero strumenti per indagare il mondo e tracciare strade inedite. Fin da bambina non riuscivo a realizzare due lavori all’uncinetto uguali: è una metafora perfetta della mia natura. Mi riconosco molto in una frase di Frida Kahlo: “Non far caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io vedo ancora orizzonti dove tu disegni confini”.

Questa visione “senza confini” come influenza il tuo approccio al lavoro?
Credo fermamente nell’importanza di una visione globale, una Weltanschauung alimentata dalle mie passioni: i viaggi, la cucina esplorativa e la lettura, che spazia dalla poesia di Pessoa al teatro di Brecht, fino ai saggi di Bauman. La mia colonna sonora riflette questa varietà, tra le sinfonie di Mahler, Paolo Conte e Tom Waits. Cerco sempre la contaminazione e l’inclusione; mi interessa far dialogare linguaggi diversi per costruire qualcosa che resti nel tempo.

Visionaria, indipendente, intuitiva: ti ritrovi in questi tre aggettivi?
Assolutamente sì. Visionaria perché guardo sempre oltre l’esistente. Indipendente perché ho costruito il mio percorso senza seguire mappe già tracciate. Intuitiva perché spesso arrivo alla soluzione prima ancora di saperla spiegare; i miei progetti migliori nascono proprio in quello spazio tra il sentire e il comprendere.
Dallo styling alla comunicazione internazionale: come si è evoluta la tua carriera?
In breve tempo sono passata da stylist ad art director per diverse aziende di design. Dopo l’incontro con mio marito, il fotografo Maurizio Marcato, ho esteso il mio raggio d’azione alla comunicazione, collaborando con le principali riviste italiane di settore e accompagnando le imprese nello sviluppo della loro identità. Ho progettato showroom, case e hotel in tutto il mondo: dall’Europa alla Russia, dal Vietnam all’Egitto, tornando in Giappone oltre settanta volte.


Ti sei occupata anche di progetti a forte impatto sociale e territoriale.
Sì, ho lavorato a progetti istituzionali, come quello in Pakistan per la valorizzazione del lavoro femminile e con l’AFAO per le donne dell’Africa occidentale. A Verona, nel 2015, ho ideato TO BE VERONA, un progetto di marketing territoriale che per quattro anni ha ospitato conferenze internazionali sulle opportunità future della città.

Qual è oggi il centro della tua attività professionale?
Lo studio delle tendenze, fondamentale per aprire scenari nuovi. Grazie alla conoscenza diretta dei mercati acquisita nei miei viaggi, sviluppo consulenze internazionali, anche per la Cina. Tutto parte da un’idea semplice: l’importanza delle connessioni. Vedo il mondo come una trama infinita: più si intrecciano relazioni, più si costruisce un disegno ampio che ci unisce tutti.
Foto in alto: Ritratto di Maurizio Marcato
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.


















