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Insigne Real Ordine di San Gennaro
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Insigne Real Ordine di San Gennaro
Real Casa Borbone-Due Sicilie
Status: attivo
Gran maestro: titolo in disputa
○ S.A.R. il principe don Pedro, duca di Calabria – re titolare del Regno delle Due Sicilie (n. 1968)
○ S.A.R. il principe Carlo, duca di Castro – re titolare del Regno delle Due Sicilie (n. 1963)
Competenza/autorizzazione: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
L’Insigne e Real Ordine di San Gennaro, o più comunemente Ordine di San Gennaro, è un Ordine cavalleresco di collare, il principale tra gli Ordini della Real Casa e prende il nome dal patrono della città di Napoli. Era destinato a ricompensare il merito civile e la fedeltà alla persona del Sovrano, con limitazione dell’ammissione ai soli cattolici nobili sino al numero massimo di sessanta insigniti, esclusi i principi della Casata.
Fu istituito il 6 luglio 1738 dal re di Napoli e Sicilia Carlo di Borbone, in occasione del suo matrimonio con la principessa Maria Amalia Walburga di Polonia e Sassonia, al termine di un percorso iniziato alcuni anni prima. Già nel 1735 Carlo aveva infatti sottoposto al padre Filippo V di Spagna la volontà di fondare un nuovo Ordine cavalleresco, intitolato al santo patrono, vescovo e martire Gennaro.
Papa Benedetto XIV, con la bolla Romanae Ecclesiae benignitas del 30 giugno 1741, successivamente modificata il 26 luglio dello stesso anno, approvò l’Ordine, confermando al re e ai suoi successori l’Ufficio Magisteriale e i relativi statuti.
Il titolo di “Reale” fu concesso all’Ordine già nei primi statuti, mentre quello di “Insigne” comparve per la prima volta nel 1749, divenendo poi di uso corrente negli atti ufficiali.
Nonostante le disposizioni, i successivi gran maestri accolsero talvolta anche nobili non cattolici e il numero complessivo degli insigniti superò le sessanta unità previste. Le candidature dei nuovi cavalieri furono scelte da Carlo unitamente al padre, re di Spagna, il quale investì molti di essi personalmente presso la corte di Madrid.

L’Ordine, istituzione di rango pari all’Ordine del Toson d’Oro e all’Ordine dello Spirito Santo, era composto da un’unica classe di cavaliere e conferito a sovrani, capi di grandi famiglie nobiliari ed eccezionalmente a cardinali di Santa Romana Chiesa.
Con regio decreto del 1738 i cavalieri furono distinti in professi, tenuti a solenni promesse, e novizi, con differenze nelle cerimonie e nelle uniformi, distinzione successivamente abbandonata. Originariamente erano previste anche le cariche di cancelliere, maestro delle cerimonie, tesoriere e segretario, con insegne proprie consistenti in una placca leggermente diversa da quella degli altri cavalieri; con la riforma del 1827 tali funzioni non furono progressivamente più rinnovate, ad eccezione del segretario, che continuò ad amministrare l’istituzione.
La trasmissione del Gran Magistero proseguì attraverso i discendenti della Casa Reale e l’Ordine sopravvisse alla soppressione, avvenuta nel 1860 con l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna. Continuò a esistere nonostante i successivi mutamenti istituzionali con l’avvento della Repubblica Italiana.
L’Ordine continua ancora oggi a essere conferito, con grande parsimonia, dai pretendenti al trono delle Due Sicilie, nell’unica classe di cavaliere, ad appartenenti a case reali, all’Ordine Costantiniano o a personalità di particolare rilievo. Il numero massimo degli insigniti, inclusi i principi reali, non supera le ottanta unità.
Le insegne consistono in una croce a quattro braccia biforcate, listate d’oro, con un grande orlo di smalto bianco e fiamme in smalto rosso, accantonate da quattro gigli in oro. Al diritto, al centro, è raffigurato San Gennaro in abiti vescovili, con le ampolle e il pastorale, resi in oro e smalti bianchi, rossi, blu e verdi. Al verso, al centro, sono rappresentate le ampolle in oro e smalto rosso, poste sul Libro dei Vangeli in oro, il tutto circondato da due palme in smalto verde. La medaglia è sospesa a una fascia di colore rosso ondeggiato.
La placca è composta da una croce d’argento a otto punte; tra ogni braccio è posto un fleur-de-lys. Al centro figura San Gennaro con il motto in oro su smalto blu IN SANGUINE FOEDUS.
Il collare, di cui esiste anche una miniatura, è costituito da diciotto maglie d’oro intervallate da otto fleur-de-lys, due lettere C riferite a Carlo, due torri e due Vangeli aperti su cui poggiano le fiale del sangue del martire, bastoni pastorali e calici. Al centro del collare si trova una mitra vescovile su una croce e un pastorale, a cui è sospesa l’insegna dell’Ordine.

LA DISPUTA DINASTICA
Dagli anni 1960 la Casa Borbone delle Due Sicilie è interessata da una disputa dinastica che si sviluppa tra due linee: il ramo di Calabria, guidato da S.A.R. il principe don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, duca di Calabria (primogenito farnesiano), e il ramo di Castro, guidato da S.A.R. il principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, duca di Castro.
Sicché negli anni ’60 le due linee della Casa entrarono ufficialmente in conflitto. Al centro della controversia c’era la rappresentanza della Real Casa e la legittimità a conferire gli storici Ordini cavallereschi, in particolare l’Ordine Costantiniano di San Giorgio e l’Ordine di San Gennaro.
Per completezza, va ricordato che, a seguito di pareri unanimi resi da cinque organi giurisdizionali e di governo dello Stato spagnolo e dal Consiglio di Stato del Regno di Spagna, sin dal 1984 la posizione del re di Spagna – titolare del ceppo principale della famiglia e unico Borbone attualmente regnante – è stata quella di riconoscere come legittimo capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e gran maestro degli Ordini dinastici S.A.R. il principe don Carlos, duca di Calabria, infante di Spagna e padre del principe don Pedro. Per questo motivo, nel 1994 S.M. don Juan Carlos I, re di Spagna, conferì a don Carlos di Borbone delle Due Sicilie e Borbone-Parma la dignità di infante di Spagna quale rappresentante della linea dinastica Borbone delle Due Sicilie, storicamente vincolata alla Corona di Spagna. C’è quindi una netta presa di posizione da parte del ramo ancora regnante, quello spagnolo, a favore della linea primogenita.
Lo Stato italiano, nonostante la disputa dinastica tuttora in atto, autorizza il porto delle insegne conferite da entrambe le obbedienze.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

















