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LE MALATTIE PARASSITARIE: LA CLASSIFICAZIONE E L’IMPATTO GLOBALE
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LE MALATTIE PARASSITARIE: LA CLASSIFICAZIONE E L’IMPATTO GLOBALE
Le infezioni parassitarie, come quelle causate da endoparassiti, da ectoparassiti come zecche, acari, pulci, mosche e zanzare o da protozoi patogeni come leishmaniosi, coccidi e Plasmodium, sono un fenomeno globale, associato a sintomi da lievi a gravi, che rappresentano un continuo rischio di malattia sia per gli animali che per gli esseri umani.
Le infezioni parassitarie intestinali sono tra le infezioni più comuni al mondo. Si stima che ne siano colpite circa 3,5 miliardi di persone e che 450 milioni si ammalino a causa di esse, la maggior parte delle quali sono bambini. Le infezioni parassitarie intestinali sono considerate un grave problema di salute pubblica, in quanto causano carenza di ferro, anemia e ritardo della crescita nei bambini.

Pertanto, un trattamento efficace e una prevenzione di tali infezioni, anche attraverso la riduzione del rischio di infezione zoonotica, sono fondamentali per il benessere di animali domestici, bestiame ed esseri umani. Più di 200 specie di parassiti e le malattie che causano sono di natura zoonotica, un esempio di malattia zoonotica trasmissibile dai cani all’uomo è la leishmaniosi viscerale, nota anche come kala-azar.
Mentre, una delle malattie parassitarie endemiche più conosciute è la malaria, causata da Plasmodium, trasmesse dai vettori zanzare ectoparassite del genere Anopheles. La malaria è responsabile di circa 249 milioni di casi a livello globale e causa oltre 600.000 decessi ogni anno.

La popolazione stimata colpita da alcune delle malattie parassitarie più diffuse si aggira intorno ai 300 milioni per la malaria, 200 milioni per Giardiasi e Tricomoniasi, 200 milioni per la Schistosomiasi, 400 milioni per Enterobius vermicularis e 12 milioni per la Leishmaniosi. Le infezioni parassitarie sono di solito multiple. Gli elminti intestinali infestano almeno un miliardo di uomini; 300 milioni di persone sono esposti alla schistosomiasi e 250 milioni alla filariasi, 50 milioni all’oncocerchiasi. Di queste elmintiasi 13% sono trasmesse da artropodi, 46% acquisite dal suolo e il 7% trasmesse da molluschi.
La parassitologia è considerata da molti una disciplina quasi esclusivamente tropicalistica. Se è vero che la diffusione delle malattie parassitarie rappresenta nelle regioni tropicali un fenomeno ancora molto grave ed allarmante, è altrettanto vero che le altre regioni del globo non sono indenni da parassitosi di rilievo clinico e medico-sociale. L’attuale facilità e rapidità di spostamenti internazionali pone non di rado i medici di fronte a pazienti affetti da malattie parassitarie.

Parassiti come Toxoplasma gondii, Cryptosporidium spp., Giardia, Trichomonas vaginalia e Enterobius vermicularis prosperano in mezzo a noi. Molti altri, invece, rappresentano un rischio come agenti d’importazione, verso i quali le comunità mediche sono sottoposte a una continua sfida nel tentativo di identificarli e trattarli. In alcune parti del mondo, instabilità politica, socioeconomica e medica finanche guerre hanno portato ad una drammatica recrudescenza di diverse malattie parassitarie.
Nonostante le numerose differenze, molti parassiti condividono alcuni tratti comuni importanti: sono opportunisti per natura e, all’interno dei loro ospiti, sfruttano nicchie ambientali e stili di vita che si adattano alle loro esigenze individuali. Il principale raggruppamento tassonomico include i sottoregni dei Protozoa (protozoi) e Metazoa (che include trematodi cestodi Platyhelminthes e nematodi Nemathelmintes).
I protozoi sono organismi eucarioti monocellulari, microscopici, la cui cellula contiene un nucleo delimitato da membrana e organuli. Gli elminti, per contro, sono vermi pluricellulari, macroscopici, dotati di tessuti differenziati e di complessi sistemi di organi, con lunghezza variabile da 1 m a meno di 1mm. Nella maggior parte dei casi i protozoi e gli elminti sono organismi a vita libera, svolgono un ruolo ecologico significativo nel pianeta ma raramente infastidiscono la razza umana. Tuttavia, ci sono specie patogene, parassiti obbligati, dipendenti per la loro sopravvivenza da ospiti vertebrati, ospiti artropodi o entrambi. La maggior parte vive in perfetto equilibrio con il proprio ospite; tuttavia la parassitologia medica si occupa di quei parassiti che alterano questa relazione, portando lo sviluppo di malattia.

Nell’intestino possono essere presenti molti parassiti patogeni e commensali non patogeni allo stesso tempo. I protozoi intestinali sono trasmessi per via oro-fecale. I più importanti patogeni intestinali protozoari che causano infezioni enteriche nell’uomo comprendono Cryptosporidium spp (Cryptosporidiosis), Cyclospora cayetanensis (Cyclosporiasi), Cystoisospora belli (Cistoisosporiasi), Entamoeba histolytica (Amebiasi), Giardia duodenalis (precedentemente noto come G lamblia, G intestinalis, Giardiasi). Le malattie sistemiche protozoarie, invece, comprendono malaria, babesiosi, toxoplasmosi, leishmaniosi, malattia di Chagas, e tripanosomiasi africana.
PATOGENESI
La patogenesi delle malattie protozoarie ed elmintiche è molto variabile: dipende infatti dalla dimensione del parassita, dalle lesioni indotte, dal potenziale riproduttivo, dai fabbisogni nutritivi (inclusi metaboliti e tossine prodotte), dalla selezione della nicchia ecologica (influenzata dal ciclo di vita del parassita e dalla migrazione all’interno dei tessuti dell’ospite) e dalle conseguenze immunologiche dell’infezione. I danni indotti dai parassiti sono di solito dovuti all’invasione parassitaria dei tessuti dell’ospite, come nel caso dei parassiti elmintici che invadono la mucosa intestinale e il colon, e contemporaneamente anche dalla loro quantità, con attivazione della risposta immunitaria (in questo caso immuno-mediata). Anche la deposizione di uova può contribuire alla patogenesi, con estesa infiammazione e fibrosi dei tessuti colpiti. I protozoi, essendo asessuati, hanno una riproduzione più breve, rispetto agli elminti.
SINTOMI E DIAGNOSI
Le manifestazioni cliniche delle infezioni parassitarie sono molto varie. Il test diagnostico più idoneo è quello che mira alla ricerca morfologica del parassita attraverso matrici biologiche quali feci (ricerca parassitaria per elminti intestinali), urine, espettorato, sangue o tessuti dell’ospite umano. Dall’esame del sangue può emergere un aumento degli eosinofili, soprattutto nel caso di una fase attiva di migrazione del parassita nei tessuti (attraverso il circolo ematico). Tecniche di biologia molecolare tramite amplificazione genetica PCR (PCR e RT-PCR) sono entrare nel pacchetto diagnostico a disposizione del medico.
TERAPIA
La maggior parte delle infezioni e infestazioni parassitarie può essere trattata. I parassiti ci accompagnano dalle origini della storia umana e l’uso di rimedi naturali per trattare queste infezioni risale a tempi antichi. Gli indigeni dell’Amazzonia furono i primi a utilizzare sostanze contenenti chinina per trattare pazienti malarici. In Cina, già secoli prima che nel continente americano, una ricetta per il trattamento della malaria era basata sull’impiego di infusi di qinghaosu (artemisinina).

Già nel 1930 erano in commercio farmaci di sintesi per il trattamento della malaria, della tripanosomiasi e della schistosomiasi. Tuttavia, rispetto agli antibatterici che in seguito alla loro introduzione hanno visto un aumento esplosivo, il numero di antiparassitari è ancora limitato, a causa della concentrazione di tali patologie nelle zone più povere del mondo. Le misure di sanità pubblica basate sulla comunità, volte ad interrompere la trasmissione dei patogeni, come la fornitura di servizi igienici, di fonti di approvvigionamento dell’acqua potabile e di zanzariere impregnate di insetticidi, hanno spesso un costo che va oltre le possibilità dei budget locali.
In sintesi, una terapia ottimale per le infezioni parassitarie richiede farmaci efficaci preferibilmente in singola dose, facilmente somministrabili e sicuri da poter essere dispensati anche con ridotta supervisione medica, sufficientemente economici da poter essere ampiamente utilizzati e con un basso rischio di fenomeni di resistenza farmacologica.
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Silvia Stefanini
Medico Chirurgo Spec. in Igiene e Medicina Preventiva, iscritta all’OMCeO di Verona. Socio SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), EUPHA (Società Europea di Sanità Pubblica) e SIMET (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale). Ho eseguito attività di medicina territoriale per ULSS9 Scaligera di Verona e Azienda USL Toscana Sud-Est, attualmente lavoro presso AOUI Verona. Nel percorso universitario ho ricoperto ruoli di redattrice e speaker radiofonico per uRadio, web radio dell’Università degli Studi di Siena. Collaboro come co-redattrice al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.


















