..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…
L’essenza di Sara Beltrami – Il Meráki e la felicità del fare con l’anima
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L’essenza di Sara Beltrami – Il Meráki e la felicità del fare con l’anima
“Stay hungry, stay foolish” è la sua filosofia.
Sara Beltrami, 28 anni, originaria di Isola della Scala ma cresciuta a Salizzole (Verona), racconta un percorso fatto di radici profonde, viaggi, amore per l’arte e una forte urgenza di indipendenza. Oggi imprenditrice nel settore eventi, racchiude la sua essenza in una parola tatuata sulla pelle: Meráki, il fare con l’anima.
Sara, partiamo dalle tue radici. In che modo hanno influenzato la tua storia?
Crescere a Salizzole, in una famiglia numerosissima e unita, ha regalato alla mia infanzia una felicità autentica. Queste origini semplici, umili e profonde mi hanno radicata fortemente, donandomi un senso pratico ed estremamente concreto della vita, senza però mai spegnere il cuore di una grande sognatrice e una curiosità viscerale che mi spingeva a guardare oltre l’orizzonte del paese. Le mie radici stabili non sono state catene, ma il trampolino ideale per spiegare le ali. Spinta da una fame di mondo insaziabile, ho sentito presto il bisogno di rompere la bolla della mia timidezza ed esplorare l’altrove.

Il viaggio è stato quindi una chiave di volta per te?
Assolutamente sì. Ho vissuto e viaggiato in Spagna – tra Madrid, Alcalá de Henares e Valencia –, in Inghilterra, Germania, Danimarca e Svezia, fino a perdermi nella mia amata Venezia. Il viaggio è stato l’alleato fondamentale per emanciparmi come ragazza e come donna, acquisendo un’immensa apertura mentale e la capacità di stringere legami duraturi in tutto il mondo. Ogni partenza mi ha insegnato a trovare il mio baricentro con giovialità e serenità, scoprendo che casa è ovunque si riesca a portare la propria luce.
Da piccola sognavi di fare la stilista per sfogare la tua vena creativa. Poi cosa è cambiato?
La vita si è divertita a sparigliare le carte. Mossa dal desiderio di lasciare un segno tangibile, volevo la moda, ma le decisioni importanti le prendo d’istinto: scartate le scuole del settore – una troppo costosa, l’altra poco convincente –, ho cambiato rotta grazie all’incontro con una professoressa carismatica che mi ha guidata verso il Liceo Linguistico “G. Cotta” di Legnago. Lì sono stata temprata nel profondo. In seguito, grazie al professor Guglielmi, ho scoperto l’arte come tekné, armonia perfetta di razionale e impeto, capace di curare e scuotere chi guarda. Questa folgorazione mi ha portata alla Facoltà di Culture e Civiltà dell’Università di Verona, dove mi sono laureata in Storia dell’Arte.

Durante l’università hai vissuto una “doppia vita”, lavorando intensamente. Come hai gestito quel periodo?
Dai 17 anni ho lavorato duramente come barlady per conquistare la mia indipendenza e non gravare sulla famiglia. È stato un percorso tortuoso e faticoso, diviso anche tra babysitting e ripetizioni. Ci sono stati momenti di buio in cui la stanchezza mi schiacciava e pensavo di mollare, convinta di non poter reggere contemporaneamente il peso di libri e banconi. Eppure, nel 2021, la corona d’alloro è arrivata: una soddisfazione enorme e il sapore dolce del riscatto. L’ingresso precoce nel lavoro è stato guidato da un forte senso di responsabilità; il bar è stato la mia palestra per vincere la timidezza e sperimentare la gestione dei primi eventi, mentre fare ripetizioni a una ragazzina disabile mi ha insegnato a cercare l’essenziale in un mondo pieno di parole inutili.

Che strada hai imboccato dopo la laurea?
Ho rifiutato il precariato dell’insegnamento per tutelare la mia indipendenza e sono entrata nel settore eventi di Eataly Verona. In concomitanza, ho lavorato nel wedding planning per coppie straniere, un’opportunità straordinaria che mi ha permesso di ricucire il cordone ombelicale con la storia dell’arte, progettando allestimenti in ville storiche e location UNESCO. Oggi sono Responsabile Eventi per Confesercenti Verona, un ruolo totalizzante tra grandi manifestazioni di piazza, budget e responsabilità. La soddisfazione di guardare il risultato e dire “Questo l’ho creato io” ripaga ogni notte in bianco. Inoltre, il dinamismo è la mia linfa: insieme al mio compagno ho da poco aperto la mia agenzia, la BBevents&more, coronando il sogno di essere titolare di me stessa. Le porte in faccia ricevute si sono trasformate in lezioni di vita e forte leadership.

Come ti rigeneri nel tempo libero?
Mi rifugio nelle mie passioni. La musica è il mio porto sicuro: oggi canto in un Vocal Group pop e rock tutto al femminile, dove venti donne si fondono in un’unica, potentissima anima libera che mi ricarica. A questo unisco la pittura, la lettura e una fame insaziabile di scoprire cose nuove, l’unico vero segreto per mantenere la mente elastica.

Se dovessi descriverti guardandoti allo specchio, quali parole sceglieresti?
Mi riconosco in tre parole: empatica, per l’ipersensibilità che mi spinge a voler far sentire speciali le persone che amo; tenace, perché affronto ogni tempesta puntando dritta agli obiettivi; e curiosa, per l’allenamento costante del pensiero. La mia essenza è tatuata sulla schiena: Meráki. Questa parola greca racchiude il mio modo di stare al mondo: fare qualcosa con passione, amore e anima, lasciando un pezzo di sé in tutto ciò che si realizza. Il mio futuro è un evento ancora da scrivere, ma so che sul foglio bianco continuerò a versare tutta la mia anima, trasformando la vita nella mia più fiera opera d’arte.
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.


















