L’IMPATTO DEL MICROBIOTA SULLA SALUTE UMANA
- Home
- L’IMPATTO DEL MICROBIOTA SULLA SALUTE UMANA
L’IMPATTO DEL MICROBIOTA SULLA SALUTE UMANA
Con il termine microbiota si identifica l’insieme dei microrganismi, in maggior parte batteri, che vivono in simbiosi con il nostro organismo. L’insieme del patrimonio genetico del microbiota viene, invece, definito microbioma. Il microbiota umano si compone di circa 30.000 miliardi di batteri, distribuiti su tutte le superfici interne ed esterne dell’organismo umano, fatta eccezione per il sistema nervoso e il sistema circolatorio, e rappresenta una delle più significative materie di studio nello scenario della salute umana degli ultimi anni. Di grande interesse, in particolare, è lo studio della comunità microbiotica presente nell’apparato digerente, in particolare a livello del colon, che viene definita microbiota intestinale (termine scientifico corretto che ha sostituito “flora intestinale”).
I risultati epidemiologici osservazionali ottenuti negli ultimi due decenni suggeriscono che il microbiota intestinale può contribuire alla salute metabolica dell’ospite umano e, quando aberrante, alla patogenesi di vari disturbi metabolici comuni, tra cui obesità, diabete mellito di tipo 2, epatopatia non alcolica, malattie cardiometaboliche e malnutrizione.
Microbiota intestinale e eubiosi
Condizione fondamentale affinché il microbiota intestinale possa contribuire al mantenimento dello stato di salute dell’organismo è che venga conservata la condizione di eubiosi, l’equilibrio tra i diversi componenti microbiotici del microbiota stesso. La mancanza di questo equilibrio, dovuta a scorretti stili di vita (fumo, consumo eccessivo di alcolici, dieta non equilibrata, sedentarietà) o all’eccessivo utilizzo di antibiotici, porta all’instaurarsi di una condizione di disbiosi, la quale è associata all’insorgenza di patologie metaboliche, autoimmuni, allergiche, oncologiche (cancro del colon), infezioni batteriche, oppure al peggioramento di patologie preesistenti.
Il microbiota, in condizioni di eubiosi, contribuisce al corretto funzionamento dell’intero organismo su più fronti: metabolico (produzione di acidi grassi a catena corta o Short Chain Fatty Acids – SCFA) derivanti dalla degradazione delle fibre alimentari e dagli amidi resistenti), immunitario (modulare la risposta immunitaria locale e sistemica), del sistema nervoso e di resistenza ai patogeni. Benché il profilo batterico intestinale sia differente da individuo a individuo e venga influenzato da un’ampia serie di fattori, le 160 specie di microrganismi non patogeni che si trovano nell’intestino umano (almeno 57 sono comuni a tutti gli individui) possono essere riportate a cinque phyla microbici: Firmicutes, Bacteroides, Actinobacteria, Proteobacteria e Fusobacteria.
La parte costituita da batteri viene indicata con il nome di batteriota, quella costituita dai virus è detta virota, quella rappresentata dai funghi è chiamata micota. Tuttavia, quando si parla di microbiota si intende generalmente la parte batterica di esso, per la maggiore capacità dei batteri di metabolizzare, elaborare e convertire in altre sostanze preziose per la salute i prodotti della digestione.
L’uomo e i microrganismi che popolano il suo intestino convivono stabilendo una relazione basata sullo scambio di vantaggi reciproci. Il primo fornisce le sostanze nutritive, mentre i secondi svolgono funzioni fisiologiche, metaboliche e immunologiche indispensabili per mantenere uno stato di benessere fisico e mentale. Il microbiota è in grado di sintetizzare importanti vitamine, come le vitamine B5 e B12, la vitamina K e contribuisce all’assorbimento intestinale del calcio, del magnesio e del ferro. Inoltre, metabolizza i polifenoli di origine vegetale.
Recenti evidenze sottolineano una stretta relazione bidirezionale tra l’intestino, e quindi, il microbiota residente, e il sistema nervoso centrale, definita asse cervello – intestino (brain-gut-axis). Condizioni di stress possono impattare negativamente sulla composizione del microbiota intestinale, determinando non solo un’alterazione della funzione immunitaria, ma anche disfunzioni a livello comportamentale, influenzando stati ansiosi e comportamenti simil-depressivi.
Al fine di influenzare positivamente la composizione del microbiota intestinale e mantenerne l’eubiosi, è indispensabile adottare abitudini alimentari che forniscano i corretti substrati ai microrganismi residenti. Il consumo abituale di frutta, verdure, legumi e cereali integrali, caratteristico della Dieta Mediterranea, garantisce fibre e carboidrati complessi in grado di modulare positivamente la composizione del microbiota (effetto prebiotico) portando benefici alla salute dell’ospite. Al contrario, una dieta ricca di proteine di origine animale e grassi saturi (Western diet) può determinare la perdita di alcune specie batteriche e una generale riduzione della biodiversità con ripercussioni negative sulla salute.
Disbiosi e corretto stile di vita
Una delle cause più rilevanti della disbiosi è rappresentata da scorretti stili di vita, in particolare da una dieta squilibrata. Lo squilibrio può essere dato sia dalla qualità, sia dalla quantità degli alimenti consumati. Junk food, zuccheri raffinati, bevande zuccherate, grandi quantità di grassi saturi, eccessive quantità di proteine di origine animale, così come l’esclusione completa di alcuni alimenti, può avere conseguenze dannose per la salute. Da una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati deriva, ad esempio, una minore produzione di metaboliti SCFA e un aumento di metaboliti tossici quali ammoniaca, fenoli e acido solforico che alterano il microbiota e danneggiano la struttura dei tessuti dell’intestino causando un’infiammazione della mucosa del colon. Anche il fumo, l’abuso di alcol e una vita sedentaria influiscono negativamente. Altra causa di squilibrio può essere l’assunzione di antibiotici.
La disbiosi, se protratta nel tempo, può contribuire allo sviluppo di molte malattie, oltre a quelle strettamente correlate all’intestino, come le malattie infiammatorie croniche intestinali, gastrite, ulcera peptica, sindrome dell’intestino irritabile, cancro dello stomaco e del colon, può favorire anche obesità, malattie metaboliche, asma e allergie.
Probiotici
Un aiuto in tal senso potrebbe venire dai probiotici: una specifica categoria di fermenti lattici costituita da microrganismi (soprattutto batteri) viventi e attivi, per lo più dei ceppi Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus gasseri, Lactobacillus casei e Bifidobacterium, presenti in alimenti o integratori in numero sufficiente da esercitare un effetto positivo sulla salute umana. Il loro utilizzo può favorire il ripristino della biodiversità in tempi più brevi. Affinché l’azione dei probiotici possa dare effettivamente risultati positivi, sembra utile aiutare lo sviluppo dei batteri introdotti con la somministrazione contemporanea di prebiotici, vale a dire di quelle sostanze importanti per il mantenimento dei batteri probiotici. Alimenti ricchi di prebiotici sono le verdure, in particolare cicoria, carciofi e asparagi, il grano, l’avena, la soia, le banane, la cipolla, l’aglio, il porro e il miele.
FONTI:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38077626
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32234490
https://www.marionegri.it/magazine/microbiota
https://www.recentiprogressi.it/archivio/2296/articoli/24680
https://www.eufic.org/en/healthy-living/article/what-is-the-role-of-gut-bacteria-in-human-health#
https://www.inrae.fr/en/reports/gut-microbiota-our-new-health-ally
Seguici anche su WhatsApp
Ricevi i nuovi articoli di Poliedrico Magazine direttamente sul tuo telefono.
🟢 Entra nel canale WhatsApp- Share
Silvia Stefanini
Medico Chirurgo Spec. in Igiene e Medicina Preventiva, iscritta all’OMCeO di Verona. Socio SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), EUPHA (Società Europea di Sanità Pubblica) e SIMET (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale). Ho eseguito attività di medicina territoriale per ULSS9 Scaligera di Verona e Azienda USL Toscana Sud-Est, attualmente lavoro presso AOUI Verona. Nel percorso universitario ho ricoperto ruoli di redattrice e speaker radiofonico per uRadio, web radio dell’Università degli Studi di Siena. Collaboro come co-redattrice al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

















