...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…
Oltre il nuovo. Il lusso circolare di desiderare ciò che già esiste.
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Oltre il nuovo. Il lusso circolare di desiderare ciò che già esiste.
Siamo arrivati a quel momento dell’anno in cui il marketing ci bombarda di messaggi che per essere “di tendenza” dobbiamo possedere qualcosa di nuovo.
E se invece il vero lusso per il 2026, non fosse l’acquisto compulsivo dell’ennesimo capo sintetico, bensì il desiderio consapevole di indossare con amore ciò che già esiste?
Allora benvenuti nell’era della moda circolare, dove il concetto di nuovo non è più un dato anagrafico dell’oggetto, ma uno stato mentale e un atto di ribellione ad una manipolazione sistematica di cui siamo bersaglio.

Rigenerare un vecchio cappotto o dare nuova vita a un jeans logoro, non è solo una scelta di portafoglio, è una terapia d’urto per la nostra mente in quanto decidere di riparare, significa sottrarsi dalla dittatura di un mondo che corre verso l’obsolescenza programmata.
In questo tipo di scelta, c’è qualcosa di profondamente umano e sano, in quanto riflette la capacità di perdonare i difetti, di accettare il passaggio del tempo e di trovare valore di unicità nelle imperfezioni.
Quando si rammenda o ripara stiamo dando valore al già vissuto, questa è la vera rigenerazione mentale: smettere di cercare fuori la soluzione a un vuoto interiore.
La moda circolare diventa specchio di un ritrovato benessere, in quanto, se impariamo a non essere preda dell’impulso di buttare via un vestito solo perchè è passato di moda o ha un difetto dovuto all’usura, guarderemo anche alle nostre imperfezioni e a quelle degli altri con più indulgenza e avremo più cura delle relazioni.

Ma non possiamo parlare di benessere e umanità, ignorando l’elefante nella stanza: la salute e la vita di chi quei vestiti li fabbrica.
Non può esserci benessere per il cliente finale se gli articoli che compra sono fatti da persone che vengono sfruttate, il desiderio che deve essere in cima ad ogni lista delle priorità, quello più urgente è la sicurezza sul lavoro.
Il vero lusso non è una borsa firmata, prodotta in una fabbrica che cade a pezzi, il vero lusso è la certezza che ogni lavoratore possa tornare a casa integro alla fine del turno di lavoro.
La sicurezza sul lavoro è la base minima dell’ etica e della sanità mentale collettiva, meno velocità frenetica e più attenzione a ciò che si fa, perchè un sistema che riempie gli scaffali dei negozi a ritmi vertiginosi ma consuma le vite umane, è un sistema malato che induce ad un appagamento vuoto di sostanza, mascherato da sconto.

Voglio scrivere una lista di desideri per il nuovo anno:
- Che la sicurezza sul lavoro smetta di essere vista come un costo e diventi indice di benessere collettivo;
- Trascorrere più pomeriggi a riparare o rigenerare qualcosa, invece di scorrere feed per un tempo indefinito;
- Riscoprire ciò che già abbiamo, valorizzando la nostra storia personale attraverso capi che abbiamo scelto negli anni;
- Il lusso di non aver bisogno di nulla di nuovo per sentirsi “abbastanza”.
Il mio augurio per il 2026 è che possiate vestirvi di gentilezza, che il vostro guardaroba diventi un archivio di scelte fatte con cura, di capi che amerete indossare innumerevoli volte.
Auguro una rigenerazione che parta dalla consapevolezza che dobbiamo comprare meno, liberandoci dal peso del superfluo, una rigenerazione che parta dai tessuti scegliendo fibre naturali, fino ad arrivare ai pensieri che auspico ci facciano brillare più per l’etica e meno per il glitter.

Che il nuovo anno ci porti la capacità di desiderare e apprezzare, ciò che abbiamo la fortuna di possedere già e che sia un anno (circolare) dove ogni fine è solo l’occasione per un nuovo inizio, dove l’oggetto non è scarto, ma diventa compagno delle nostre mille avventure.
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Dalia Arablu
Nata a Torre Annunziata nel 1977, studio Chimica Tintoria a Napoli, subito dopo la scuola parto per un anno di apprendimento/lavoro a Londra e da lì si aprono le porte per collaborazioni con aziende estere che mi porteranno a viaggiare per il mondo nei 15 anni successivi. Nel 2021 fondo Devalia-a scientific approach to circular economy, con l’obiettivo di sviluppare progetti di economia circolare, con un approccio scientifico. Le scelte professionali, mi hanno consentito di assecondare una delle mie più grandi passioni: viaggiare, parlare con persone nuove e confrontarmi con culture diverse. Tutto questo si fonde con il piacere di ampliare le prospettive, osservare la natura umana e studiarne le abitudini, cosa che non smette mai di affascinarmi. La svolta consapevole mi permette di assecondare una delle mie esigenze principali, esprimere amore per la natura e cercare di passare più tempo possibile all’aria aperta, a contatto con essa.


















