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Ordine al Merito del Lavoro
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Ordine al Merito del Lavoro

Repubblica Italiana
Status: attivo
Capo: presidente della Repubblica Italiana
Competenza/autorizzazione: nessuna – l’atto di conferimento è sufficiente a legittimarne l’uso
Istituito da Vittorio Emanuele III con regio decreto del 9 maggio 1901, e successivamente avocato dalla Repubblica con la legge 27 marzo 1952, n. 199, l’Ordine è stato riformato con le leggi 15 novembre 1952, n. 1793, 12 ottobre 1964, n. 1080, e 15 maggio 1986, n. 194. Esso rappresenta la continuità dell’omonima distinzione monarchica.
L’attuale denominazione, introdotta nel 1921, fu mantenuta da Camera e Senato nel 1952, i quali sottolinearono come, in una Repubblica “fondata sul lavoro”, fosse proprio il lavoro a costituire un merito tale da elevare a Ordine equestre, vincolando a un impegno etico e sociale per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del Paese.
L’Ordine è destinato a premiare cittadini che, per particolari benemerenze verso la Nazione, si siano indiscutibilmente distinti nei campi del lavoro, dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dell’artigianato, delle attività creditizie e assicurative, e così via.
L’Ordine comprende una sola classe, quella di cavaliere.
Il presidente della Repubblica è il capo dell’Ordine, assistito da un apposito Consiglio.
Nel 1986 l’Ordine fu riordinato in senso più restrittivo: fu introdotto come requisito primario il possesso di una “specchiata condotta civile e sociale” e fu prevista la possibilità di conferire l’onorificenza anche a cittadini stranieri che avessero operato a favore dell’economia nazionale.
Ogni anno vengono proposti al presidente della Repubblica quaranta candidati, tra i quali ne vengono selezionati venticinque. A questi viene conferito il titolo il 1° giugno, con cerimonia ufficiale.
La decorazione consiste in una croce greca smaltata di verde e bordata d’oro, caricata di uno scudetto tondo recante, da un lato, l’emblema della Repubblica Italiana e, dall’altro, dicitura AL MERITO DEL LAVORO – 1901.
Il nastro è verde, listato da una fascia centrale di rosso.

La Stella al Merito del Lavoro, ricompensa di merito e non onorificenza cavalleresca, fu istituita in epoca sabauda da Vittorio Emanuele III e destinata a premiare le benemerenze dei lavoratori subordinati distintisi per “buona condotta e laboriosità”. Anche questa decorazione è stata mantenuta dalla Repubblica.
Ai cittadini italiani (o ai lavoratori italiani residenti all’estero ma con modalità di conferimento differenti) che abbiano prestato attività lavorativa ininterrotta per almeno venticinque anni presso la stessa azienda, oppure per trenta anni in aziende diverse, il presidente della Repubblica conferisce – solitamente il 1° maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori – il titolo di maestro del lavoro.
La decorazione consiste in una stella a cinque punte, di color oro, smaltata di bianco, con al centro un’immagine in rilievo in argento dorato raffigurante la testa dell’Italia turrita, su di uno scudetto circolare di verde. Sul rovescio, sempre su medesimo scudetto di verde, la dicitura in oro AL MERITO DEL LAVORO-1924.
Il nastro è giallo al palo di verde. Per i lavoratori italiani all’estero sul tergo della decorazione sono aggiunte le parole: “all’estero”.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).


















