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Ordine del Merito sotto il Titolo di San Giuseppe
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Ordine del Merito sotto il Titolo di San Giuseppe
Imperiale e Reale Casa Granducale di Toscana
Status: attivo
Gran maestro: S.A.I. e R. il principe Sigismondo, arciduca d’Austria – granduca titolare di Toscana (n. 1966)
Competenza/autorizzazione: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
L’Ordine del Merito sotto il Titolo di San Giuseppe venne fondato da Ferdinando III il 9 marzo 1807, a seguito dell’affidamento da parte di Napoleone del Granducato di Würzburg sul Meno, antico principato ecclesiastico tedesco ricevuto in cambio della perduta Toscana, con lo scopo di premiare “chiunque si distingua nella società per le sue virtù, per nobili azioni, o per qualunque egregia qualità di mente e di cuore”.
Dal 1807, nei nuovi Stati tedeschi aderenti alla Confederazione del Reno si diffuse la tendenza a istituire Ordini di merito, spesso molto simili tra loro e destinati a ricompensare i membri delle rispettive armate, come l’Ordine Militare di Carlo Federico (1807), l’Ordine di Luigi (1807), l’Ordine al Merito della Corona Bavarese (1808), e così via.
La nascita dell’Ordine di San Giuseppe fu determinata anche da motivazioni personali. Ferdinando III nutriva infatti una sincera ammirazione per l’imperatore dei francesi, soprattutto per le sue imprese militari, mentre Napoleone Bonaparte ambiva a essere insignito dell’Ordine austriaco del Toson d’Oro, onorificenza che gli era sempre stata negata. Il granduca individuò così nell’Ordine di San Giuseppe una valida soluzione, insignendo nel 1807 proprio Napoleone come primo decorato.
Rientrato sul trono di Toscana, Ferdinando III rinnovò l’Ordine nel 1817, dotandolo di statuti più aggiornati, al fine di “remunerare, e distinguere chiunque per l’integrità dei costumi, per fedeltà, ed attaccamento al Sovrano, per virtuose azioni, o per importanti Servigi resi allo Stato siasi reso degno di speciale considerazione, ed abbia acquistata nel pubblico quella buona reputazione, che è fondata sulle Doti pregevoli del cuore, e dello spirito”. Con lo stesso decreto, l’Ordine venne posto subito dopo il più antico Ordine di Santo Stefano.

Il granduca, che ricopriva la carica di gran maestro, concedeva le insegne principalmente ai cattolici e con estrema moderazione, e l’Ordine comprendeva le classi di cavaliere di gran croce e commendatore, che attribuivano entrambe la nobiltà ereditaria, e cavaliere, che conferiva nobiltà personale.
L’Ordine di San Giuseppe, per la sua natura dinastica, ha mantenuto la propria continuità nel tempo. Nel 1971 l’arciduca Goffredo ne riconfermò l’esistenza come istituzione cavalleresca. Nel 1992 l’arciduca Leopoldo riformò gli statuti e, nel 1994, l’arciduca Sigismondo, nuovo gran maestro, promulgò regolamenti che limitarono i conferimenti ai meriti documentati verso la Casa Asburgo-Lorena e alle benemerenze legate al progresso e alla cultura in Toscana.
Nel 1997 vennero ampliati gli statuti con l’introduzione delle classi di cavaliere ufficiale e grande ufficiale, ma nel 2014 i gradi tornarono a tre, come in precedenza.
L’Ordine è oggi suddiviso nei seguenti gradi: cavaliere di gran croce, dama di gran croce, commendatore, dama di commenda, cavaliere e dama.
Pur essendo un Ordine al merito, conserva tratti religiosi, a partire dall’intitolazione a San Giuseppe, patrono della Toscana. Il parroco della chiesa di San Giuseppe a Firenze ne è anche il cappellano.
Le insegne consistono in una croce a sei bracci biforcati con punte dorate e arrotondate, smaltata di bianco, caricata di uno scudo ovale riportante l’effigie di San Giuseppe, e circondata dalla leggenda UBIQUE SIMILIS e l’anno di fondazione 1807; nel rovescio, le lettere S.J.F. (Sancto Josepho Ferdinandus). Il nastro è rosso con larga bordatura bianca ai lati.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

















