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Ordine della Stella d’Italia
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Ordine della Stella d’Italia
Repubblica Italiana
Status: attivo
Capo: presidente della Repubblica Italiana
Competenza/autorizzazione: nessuna – l’atto di conferimento è sufficiente a legittimarne l’uso
Fu istituito come Ordine della Stella della Solidarietà Italiana con decreto del capo provvisorio dello Stato del 27 gennaio 1947, n. 703, per premiare coloro che avessero contribuito in modo significativo alla ricostruzione dell’Italia nel difficile periodo del dopoguerra, nelle classi di grande ufficiale, commendatore e cavaliere. L’Ordine fu riformato il 9 marzo 1948, il 20 gennaio 1949 e il 29 gennaio 1965.
Il 21 settembre 2001 venne innovata la foggia delle insegne e furono introdotte decorazioni specifiche per le signore, precedentemente identiche a quelle maschili.
L’istituzione è stata rinominata Ordine della Stella d’Italia con la legge 3 febbraio 2011, n. 13.
Le insegne sono concesse “quale attestato in favore di tutti coloro che, italiani o stranieri, hanno acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia”.
Si è quindi abbandonata la connotazione post-bellica, sostituita dalla finalità di preservare l’italianità e promuovere il prestigio nazionale all’estero, valorizzando la lingua italiana, le attività di volontariato e assistenza, le imprese commerciali, la promozione enogastronomica, e così via.
L’onorificenza viene conferita dal presidente della Repubblica, capo dell’Ordine, su proposta del ministro degli Affari Esteri, solitamente a partire dalla nomina a cavaliere (salvo casi di altissime benemerenze o per motivi di cortesia internazionale). È prevista la possibilità di avanzamento dopo almeno tre anni nel grado precedente e previa presentazione di ulteriori e documentate benemerenze nei confronti del Paese.

I conferimenti dell’Ordine avvengono due volte l’anno, in date stabilite dal Consiglio dell’Ordine, il quale è incaricato anche di darne notizia nella Gazzetta Ufficiale.
L’Ordine è attualmente suddiviso nelle seguenti classi: cavaliere di gran croce d’onore, cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, ufficiale e cavaliere.
La classe speciale che conferisce il titolo di gran croce d’onore, come stabilito dalla normativa, è “destinata a coloro che hanno perso la vita o subito gravi menomazioni fisiche nello svolgimento di attività di alto valore umanitario all’estero”.
Le insegne consistono in una croce stellata smaltata di bianco, filettata d’oro, sovrapposta a un’altra croce stellata di verde, anch’essa filettata d’oro, posta in secondo piano in posizione decussata. Entrambe le croci attraversano due rami di ulivo e di quercia d’oro, posti in cerchio. Al centro si trova uno scudetto circolare d’oro, bordato d’azzurro, recante una raffigurazione in oro dell’emblema della Repubblica Italiana. All’interno della bordatura, in lettere dorate, compaiono nell’area superiore la parola STELLA, in quella inferiore D’ITALIA.
Il nastro dell’Ordine è di rosso, bordato alle estremità da due liste affiancate, l’estrema di verde, l’altra di bianco.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).


















