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Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
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Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Santa Sede
Status: attivo
Gran maestro: S.E. il cardinale Fernando Filoni
Competenza/autorizzazione: Presidenza del Consiglio dei Ministri
L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme è un Ordine di subcollazione pontificia, che comprende anche canonici, eretto dalla Santa Sede e da essa direttamente dipendente. Esso è persona giuridica pubblica nell’ordinamento canonico nonché persona giuridica vaticana e, in ragione della sua attività, opera come ente centrale della Chiesa Cattolica.
Le origini dell’Ordine sono incerte: le prime attestazioni documentarie di cavalieri “del Santo Sepolcro” risalgono al 1336, mentre la tradizione ne fa risalire la nascita al 1099, con la conquista di Gerusalemme da parte dei crociati guidati da Goffredo di Buglione, “advocatus” della città. Egli avrebbe istituito un capitolo di venti canonici e affidato a cavalieri crociati la custodia della chiesa del Santo Sepolcro, tesi priva di prove ma accolta dalla Santa Sede.
Nel 1103 Baldovino I, fratello di Goffredo e primo re di Gerusalemme, assunse la guida dell’Ordine dei canonici del Santo Sepolcro con il diritto di creare cavalieri, diritto esteso al patriarca in caso d’impedimento. Nel 1114 il Capitolo fu riformato secondo la regola di sant’Agostino, nascendo l’Ordine dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro, approvato più volte dai papi, tra cui Celestino II, che nella bolla del 1144 lo definì “militare”.
L’Ordine, composto da canonici regolari, canonici secolari e cavalieri, partecipò alle crociate sotto la croce potenziata di Gerusalemme e dopo la prima crociata sorsero numerosi Priorati in Europa. L’Ordine acquisì ingenti beni in molte regioni, da Gerusalemme a Costantinopoli, Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Danimarca, Inghilterra, Georgia, Italia, Spagna e Francia.

La riconquista di Gerusalemme da parte di Saladino nel 1182 e la caduta di San Giovanni d’Acri nel 1291 causarono la perdita dell’unità dell’Ordine come corpo militare, pur continuando esso a esistere nei Priorati europei sotto la protezione dei sovrani e della Santa Sede. Nel 1342 Clemente VI affidò ai Francescani la cura del Santo Sepolcro, segnando l’abbandono della funzione militare.
Nel 1489 Innocenzo VIII tentò di annettere i Canonici del Santo Sepolcro e i loro beni all’Ordine di Malta, decisione contestata e poco applicata; nel 1496 Alessandro VI attribuì ai papi l’Ufficio Magisteriale e delegò ai francescani l’investitura dei cavalieri.
La configurazione moderna dell’Ordine risale al 1847, quando Pio IX ristabilì il Patriarcato Latino di Gerusalemme, concesse al patriarca il Gran Magistero e pubblicò nuovi statuti. Nel 1868 Pio IX creò tre classi cavalleresche e definì uniformi e decorazioni. Leone XIII, nel 1888, estese l’accesso al sodalizio anche alle donne. Nel 1907 Pio X riprese il Gran Magistero, aggiunse all’insegna elmo e corazza, introdusse la dignità di balì e stabilì che la croce potenziata dovesse essere rossa. Nel 1928 l’Ufficio Magisteriale tornò al patriarca latino.
Nel 1932 Pio XI permise le investiture anche fuori da Gerusalemme. Pio XII nel 1940 nominò un cardinale “patrono”, centralizzando l’Ordine a Roma; nel 1949 approvò nuovi statuti, stabilendo un cardinale come gran maestro e il patriarca latino come gran priore. Ulteriori revisioni statutarie furono emanate nel 1962, 1967, 1977, 1986, 1994, 1996 e 2020.
Il sodalizio oggi è governato da un cardinale gran maestro, nominato dal papa che rappresenta l’Ordine presso la Santa Sede. La carica di gran priore compete di diritto al patriarca latino di Gerusalemme, il quale esercita alcune prerogative spettanti al gran maestro.

L’Ordine ha sede nello Stato della Città del Vaticano e conta circa 30.000 unità nel mondo, tra cavalieri e dame: possono essere accolti nell’Ordine uomini e donne di fede cattolica e di specchiata ed esemplare condotta morale. L’Ordine è suddiviso in Luogotenenze, nell’ambito delle quali possono essere istituite Sezioni e Delegazioni locali.
Tra i compiti principali vi è quello di provvedere alle necessità del Patriarcato Latino di Gerusalemme, assistere la Chiesa di Terra Santa, rafforzare la pratica della vita cristiana e promuovere l’organizzazione dei pellegrinaggi, in particolare quello in Terra Santa.
Per antica tradizione, l’Ordine porta lo stemma attribuito al Regno Latino di Gerusalemme; il motto è “Deus lo vult”.
L’Ordine è attualmente suddiviso nei seguenti gradi: cavaliere di collare, dama di collare, cavaliere di gran croce, commendatore con placca, commendatore, cavaliere, dama di gran croce, dama di commenda con placca, dama di commenda e dama.
Le insegne consistono in una croce d’oro, smaltata di rosso, potenziata e accantonata da quattro crocette semplici, dello stesso colore. La croce è sormontata da trofeo d’armi dorato per i cavalieri e da un fiocco in oro per le dame. Il nastro della decorazione è in seta nera. L’Ordine dispone anche di una distinzione al merito, la croce al merito del Santo Sepolcro, suddivisa in tre classi (al decorato non spetta però il titolo di membro dell’Ordine) e due distinzioni speciali, la palma di Gerusalemme, in oro, argento e bronzo, e la conchiglia del pellegrino.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).


















