Ordine Militare di Savoia

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Ordine Militare di Savoia

Croce da cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, in argento dorato e smalti (Torino, Aste Bolaffi). Sopra: insegne di commendatore, in argento dorato e smalti, prima metà XX secolo (Roma, Bertolami Fine Art – Casa d’Aste)

Real Casa di Savoia – Regno d’Italia

Ordine statuale

Status: cessato

Fu un Ordine cavalleresco con carattere statuale, prima del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia, creato da Vittorio Emanuele I il 14 agosto 1815. Si originò dalle decorazioni al valor militare concesse nel 1793 da Vittorio Amedeo III di Savoia, che, durante l’era napoleonica (1796-1815), erano cadute completamente in disuso.

L’obiettivo era quello di premiare alti meriti militari di soldati che si fossero distinti “in battaglia o in altro fatto di guerra”, indipendentemente dal grado o dalla religione.

L’Ordine si componeva delle classi di cavaliere di gran croce, commendatore, cavaliere e milite e il re e i suoi legittimi successori ne furono dichiarati capi e gran maestri.

Fu stabilita una paga di centoventi lire annue per cavalieri e militi non ufficiali, da convertirsi in pensione per le vedove e i figli minori di quindici anni.

L’insegna consisteva in una croce sabauda d’oro, smaltata di rosso e bianco, contornata da un serto d’alloro smaltato di verde e sormontata dalla corona reale; per i militi, la croce era d’argento.

Contrariamente a quanto accade oggi, allora le concessioni non si escludevano reciprocamente. Era così possibile ottenere due croci da cavaliere o indossare simultaneamente l’insegna di una classe insieme a quella di un grado superiore.

Essendo rimasta la croce militare di Savoia “un illustre, ma sterile testimonio di fede e bravura” e divenuta desueta, con difficoltà spesso insuperabili a causa delle restrizioni imposte, Vittorio Emanuele II nel 1855 decise una riforma totale dell’Ordine.

Esso venne suddiviso nei gradi di cavaliere di gran croce, commendatore di prima e seconda classe, uffiziali e cavalieri, e vennero fissate le modalità per le concessioni delle decorazioni. Si cambiò il nastro azzurro, tramezzandolo d’una lista rossa al centro, della larghezza di un terzo.

Anche il modello della croce venne modificato in una patente smaltata di bianco, orlata d’oro, i cui bracci terminavano in tre punte, formate da due segmenti di circolo. Nel centro, in un disco tondo rosso, campeggiava la croce bianca di Savoia, con le parole in oro nel contorno AL MERITO MILITARE; anche il disco del rovescio era rosso, con due spade d’oro in croce di Sant’Andrea, con le punte in alto, tra le quali vi erano la data 1855 e le cifre VE. Attorno alla croce girava una collana di alloro e di quercia verde filettata d’oro.

L’onorificenza poteva anche essere conferita sul campo dal comandante superiore del militare o alla bandiera di reparti distintisi nel corso di azioni collettive.

Placca di gran croce dell’Ordine, in argento e smalti (Genova, Wannenes Art Auctions)

Con successive modifiche avvenute nel 1857, le classi dei decorati vennero così suddivise: cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, ufficiale e cavaliere.

Con decreto del 15 dicembre 1861, furono stabiliti dei vitalizi per gli insigniti.

Nel 1947, a seguito dell’esito del referendum costituzionale che portò alla proclamazione della Repubblica Italiana e alla fine della monarchia, la denominazione “Ordine Militare di Savoia” venne cambiata in “Ordine Militare d’Italia”.

Con la legge 9 gennaio 1956, n. 25, a seguito di un riordino, furono fatti confluire nell’Ordine Militare d’Italia tutti i decorati dell’omonima istituzione sabauda, mantenendo l’anzianità di classe e gli onori militari. Avendo carattere statuale e non dinastico, le insegne dell’Ordine non furono più concesse dal capo della Real Casa.

Sito ufficiale dell’autore

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Alessandro Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

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Commenti

  1. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  2. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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