Ordine Militare e Religioso dei Santi Maurizio e Lazzaro
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Ordine Militare e Religioso dei Santi Maurizio e Lazzaro

Real Casa di Savoia
Status: attivo
Gran maestro: S.A.R. il principe reale Emanuele Filiberto di Savoia, duca di Savoia e principe di Venezia – re titolare d’Italia (n. 1972).
○ S.A.R. il principe Amedeo, duca d’Aosta (1943–2021), e successivamente suo figlio, S.A.R. il principe Aimone, duca d’Aosta (n. 1967), ne hanno contestato la legittimità a partire dal 7 luglio 2006.
Competenza/autorizzazione: nessuna – non autorizzabile in Italia ai sensi della legge 178/1951
Fu istituito con le Bolle Cristiani Populi del 16 settembre 1572 e Pro Commissa Nobis del 13 novembre dello stesso anno da papa Gregorio XIII, con l’intento di ripristinare l’Ordine Militare Religioso di San Maurizio, fondendolo con l’Ordine Ospitaliero Gerosolimitano di San Lazzaro, uno dei più antichi Ordini crociati.
Venne quindi concessa la nuova insegna della Milizia, che consisteva nell’unione della croce verde dei cavalieri di San Lazzaro e della croce bianca dell’Ordine di San Maurizio, quest’ultimo fondato nel 1434 dal duca Amedeo VIII di Savoia.
Il Gran Magistero fu affidato al duca di Savoia Emanuele Filiberto, detto “Testa di Ferro”, trasmissibile in perpetuo, con l’obbligo di garantire la difesa della Santa Sede.
Tra le partecipazioni più rilevanti si ricorda la battaglia di Lepanto, nella quale i cavalieri si distinsero con le galee del Ducato di Savoia piemontese.
Tra gli scopi dell’Ordine vi era l’accoglienza ospedaliera, la liberazione dei mari dai pirati e la lotta contro gli infedeli.
Furono recuperate tutte le commende dell’Ordine di San Lazzaro e vennero fondate due case conventuali, una nella Cittadella di Nizza per il servizio di mare e l’altra nella chiesa Conventuale Maggiore del castello di Torino per il servizio di terra.
Gli ammessi nell’Ordine, oltre a presentare la prova nobiliare dei quattro quarti, erano obbligati ai voti di povertà, obbedienza e castità coniugale.
Gli appartenenti si distinguevano in: cavalieri militi, sacerdoti (se cavalieri di giustizia) o cappellani (se cavalieri di grazia), serventi d’arme o d’ufficio, donati o conversi, impiegati come infermieri, confrati ed addetti ad altri servizi nelle chiese.
I successi militari, le iniziative benefiche e la severità nei criteri di ammissione fecero dell’Ordine un vero corpo d’élite, dotato di possedimenti e territori, come confermato anche da papa Clemente VIII con una bolla del 10 settembre 1603.
Ad Emanuele Filiberto successe il figlio Carlo Emanuele I, il quale apportò alcune modifiche alle insegne dell’Ordine sicché la croce mauriziana prevalse nello stemma su quella lazzarita. Nel 1608 i cavalieri furono esentati negli Stati sabaudi da qualunque dazio e potevano portare armi senza incorrere in alcuna sanzione.
La bufera rivoluzionaria francese soppresse tutte le attività del sodalizio in Piemonte, nazionalizzandone i beni; tuttavia l’istituzione continuò ad operare in Sardegna, ove si era trasferita Casa Savoia, fino al ritorno della monarchia sabauda negli Stati legittimi.
Regole e statuti dell’Ordine, negli anni rimasti invariati e non più al passo coi tempi, vennero aggiornati da re Carlo Alberto con regie magistrali patenti del 9 dicembre 1831.

Il 19 luglio 1839 venne istituita la medaglia d’oro mauriziana, riservandola ai soli ufficiali decorati dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e nel 1924 re Vittorio Emanuele III la estese a tutti gli ufficiali delle forze armate.
La Repubblica Italiana fece suo l’Ordine Mauriziano e, con legge 5 novembre 1962, n. 1596, i beni del sodalizio vennero eretti in ente ospedaliero, con compiti di istruzione, beneficenza e culto, posto sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica.
L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, tuttavia, in quanto Ordine dinastico appartenente jure sanguinis a una Casa Sovrana, ha conservato intatta la propria legittimità, indipendentemente da ogni mutamento politico, continuando a esistere e a essere conferito.
S.A.R. il principe reale Emanuele Filiberto, capo della Real Casa, è l’attuale gran maestro, il quale ha aggiornato gli statuti.
L’Ordine è suddiviso nelle seguenti classi: cavaliere di collare, dama di collare, cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, ufficiale, cavaliere, dama di gran croce, dama grande ufficiale, dama di commenda, dama ufficiale, dama.
Secondo gli statuti del 22 giugno 2024, le insegne sono costituite dalla croce di San Maurizio smaltata di bianco, dalla cui intersezione dei bracci fuoriescono i quattro bracci dalla croce di San Lazzaro, smaltati di verde. Il nastro dell’Ordine è di colore verde.
La Medaglia Mauriziana ha la forma di un disco circolare ed è realizzata in oro, argento e bronzo. Sul lato anteriore presenta, in rilievo, l’insegna dell’Ordine.
Il porto pubblico delle relative onorificenze sul territorio nazionale non è attualmente autorizzabile dalle autorità italiane, ai sensi della legge 3 marzo 1951, n. 178.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

















