Ordine Piano

Ordine Piano

Placca di gran croce dell’Ordine Piano, in argento con parti dorate e smalti (Torino, Aste Bolaffi). Sopra: insegne di commendatore con placca, primo quarto XX secolo (Roma, Bertolami Fine Art – Casa d’Aste)

Santa Sede

Status: attivo

Capo: Santo Padre

Competenza/autorizzazione: Presidenza del Consiglio dei Ministri

L’Ordine Piano, chiamato anche Ordine di Pio IX, è il terzo Ordine cavalleresco pontificio, destinato ad altissime personalità, anche non cattoliche, benemerite per virtù e per opere a vantaggio della Chiesa e della società.

Considerato un vero e proprio Ordine equestre, fu istituito il 17 giugno 1847 da papa Pio IX con il breve Romanis Pontificibus, per commemorare il suo primo anno di pontificato, e idealmente riallacciato al Collegio dei Cavalieri Pii, Piani o Partecipanti, fondato da papa Pio IV nel 1559.

Questi cavalieri costituivano un corpo di gentiluomini laici, equiparabili ai camerieri segreti di spada e cappa; risiedevano spesso nel Palazzo Apostolico e formavano la corte laica del pontefice. Partecipavano alla vita del papa e lo accompagnavano nelle celebrazioni pubbliche o straordinarie. I cavalieri dell’Ordine Piano godevano del titolo di conte palatino e della nobiltà personale legata al Palatinato. Portavano un medaglione d’oro recante, da un lato, lo scudo mediceo sormontato dalla tiara e dalle chiavi pontificie, e dall’altro l’immagine di sant’Ambrogio.

L’Ordine venne poi riformato in due gradi: cavalieri di prima e di seconda classe. La decorazione consisteva in una stella a otto raggi smaltata d’azzurro, caricata di uno scudetto bianco con le parole PIUS IX, circondato da un cerchietto recante il motto VIRTUS ET MERITO. La placca, sulla quale veniva applicata la stella, presentava raggi ondulati d’argento e d’oro, a seconda del grado.

I cavalieri di prima classe, che acquisivano la nobiltà trasmissibile, indossavano la stella al collo, appesa a un nastro, e, in caso di meriti speciali, anche una placca d’argento. I cavalieri di seconda classe, che ottenevano la nobiltà personale, portavano la stessa stella, ma di dimensioni minori, sul lato sinistro del petto. Successivamente, si stabilì che i cavalieri di prima classe dovessero portare la stella a tracolla, con la fascia e la placca.

Con decreto del 1856, l’Ordine venne suddiviso in tre gradi: cavalieri di gran croce, commendatori e cavalieri, mantenendo la prerogativa della nobilitazione riservata alle prime due classi. La classe di commendatore con placca fu introdotta nel 1905 con la riforma generale di restaurazione degli Ordini equestri pontifici voluta da Pio X.

Nel 1939, con la successiva riforma di Pio XII, fu soppressa la nobiltà per i decorati dell’Ordine Piano. Le nomine successive ebbero pertanto carattere esclusivamente onorifico.

Insegne di cavaliere, in oro e smalti (Torino, Aste Bolaffi)

Storicamente, il cavalierato di prima classe – poi di gran croce – ricoprì, fino al 1939, il ruolo che fu della milizia aurata, conferendo titolo di rango e nobiltà alle famiglie che potevano vantare una condizione gentilizia. L’Ordine, più vicino all’antica cavalleria pontificia che agli Ordini equestri di tipo statale, veniva conferito spesso alle guardie nobili, ai dignitari laici della corte pontificia, a esponenti del patriziato e ai membri del corpo diplomatico, generalmente di origine nobile.

Pio XII riformò nuovamente l’Ordine nel 1957, introducendo la classe di cavaliere di collare, mentre Paolo VI nel 1966 decretò che il conferimento dell’Ordine Piano fosse riservato ai sovrani e ai capi di Stato in visita ufficiale presso il Sommo Pontefice, anche non cattolici. Nel 1993, Giovanni Paolo II dispose il conferimento delle insegne anche alle donne.

Attualmente l’Ordine è suddiviso nei seguenti gradi: cavaliere di collare, dama di collare, cavaliere di gran croce, dama di gran croce, commendatore con placca, dama di commenda con placca, commendatore, dama di commenda, cavaliere e dama.

Il collare è riservato a sovrani e capi di Stato; la gran croce a capi di governo e a ministri degli Affari Esteri; la commenda con placca ad ambasciatori e ministri plenipotenziari accreditati presso la Santa Sede; la commenda a funzionari diplomatici di alto rango; il cavalierato a persone di distinta nascita.

Durante le cerimonie e le celebrazioni, i cavalieri dell’Ordine Piano – che, se in uniforme, hanno il privilegio di scortare il vescovo all’ingresso e all’uscita della cattedrale – godono di precedenza sugli insigniti dell’Ordine di San Gregorio Magno e dell’Ordine di San Silvestro Papa.

Le insegne consistono in una stella d’oro a otto punte smaltata di blu, con fiamme dorate negli spazi intermedi. Sul medaglione centrale, smaltato di bianco, è riportato il nome del fondatore, circondato dal motto VIRTUTI ET MERITO, mentre sul verso compare l’iscrizione ANNO MDCCCXLVII.

La placca è d’argento, a otto raggi, caricata dell’insegna dell’Ordine. Il nastro è blu scuro con due bande rosse ai bordi. Il collare è formato da scudetti alternati: alcuni recano l’arma di papa Pio XII, altri le chiavi pontificie in decusse; al centro si trova la tiara pontificia retta da due colombe. La stella pendente dal collare reca l’iscrizione ORDO PIANVS – A PIO XII AVCTVS.

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Alessandro Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

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Commenti

  1. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  2. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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