..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…
Ordine Supremo della Milizia di Nostro Signore Gesù Cristo
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Ordine Supremo della Milizia di Nostro Signore Gesù Cristo
Anticamente nobiliare, l’Ordine Supremo del Cristo (o Milizia di Nostro Signore Gesù Cristo) sorto in Portogallo con carattere regolare e militare, è il più prestigioso fra gli Ordini equestri pontifici, riservato a sovrani e a capi di Stato cattolici.
Venne creato da Dionigi I, re del Portogallo (1279-1325), e dedicato a Gesù Cristo, riunendo in tale istituzione tutti i cavalieri dell’antico Ordine dei Templari, sopravvissuti alla soppressione.
L’Ordine comprendeva e tuttora comprende la sola classe di cavaliere, il cui numero è fissato a cento. Alla nuova istituzione vennero fatti confluire tutti i beni dei Templari nel territorio portoghese; venne confermata la stessa regola cistercense, le vesti e il mantello, mentre le nuove insegne vennero create sovrapponendo alla croce patente rossa templare una piccola croce latina d’argento.
L’Ordine, sorto con la missione di difendere il Regno d’Algarve contro gli infedeli, ottenne nel 1319, con la bolla Ad ea ex quibus, l’approvazione del pontefice Giovanni XXII, che lo assimilò allo Stato della Chiesa e si riservò il potere di conferirne le onorificenze, insieme ai sovrani portoghesi.
L’accesso era riservato ai soli nobili, dopo un noviziato di tre anni nelle campagne militari e dopo aver pronunciato i voti di povertà, obbedienza e castità, con l’obbligo di difendere la patria e la fede.
La sede originaria della milizia era situata a Castro Marim, nell’Algarve, e in seguito venne trasferita nel vecchio convento dei templari a Tomar, ribattezzato Monastero del Cristo.
Mentre i sovrani portoghesi premiarono il valore e i risultati conseguiti dai cavalieri della milizia donando possedimenti, terre e castelli, papa Eugenio IV li autorizzò a pretendere le decime, e con successiva bolla, papa Callisto III investì l’Ordine di ulteriori benefici. La potenza dei cavalieri crebbe enormemente, ma l’Ordine rimase sempre guidato dall’ideale del trionfo della fede.

Nel 1499 papa Alessandro VI esonerò i cavalieri dall’obbligo dei voti, trasformando di conseguenza l’originaria connotazione monastica; l’Ordine mutò progressivamente da cavalleria militare a cavalleria onoraria. In questa fase iniziò a prevalere la tendenza ad accogliere membri professi e nel contempo cavalieri onorari, i quali potevano essere coniugati e non erano obbligati ai voti.
Pur mantenendo intatto il prestigio di milizia della Chiesa, dal XVI secolo l’attività militare dei cavalieri del Cristo diminuì progressivamente.
Nel 1551 papa Giulio III, considerando la duplicità del titolo cavalleresco (conferito sia dai sovrani portoghesi che dai pontefici), concesse a re Giovanni III che il sodalizio fosse annesso alla Corona, rendendo ereditario il Gran Magistero. In tal modo si decretò di fatto la divisione dell’Ordine del Cristo in due rami: uno di pertinenza dei sovrani portoghesi e l’altro dei pontefici, che continuarono a creare cavalieri dando vita a un ramo autonomo dell’istituzione con carattere onorifico.
L’Ordine del Cristo, conferito dalla Santa Sede, subì nel tempo diverse modifiche e, sotto il pontificato di papa Gregorio XV, acquisì particolare pregio.
Venne ancora riformato da papa Leone XIII, che disciplinò l’assegnazione delle onorificenze. L’Ordine venne definitivamente restaurato nel 1905 con il breve Multum ad excitandos di papa Pio X, che ne fece per dignità la prima decorazione pontificia, elevandolo a “supremo fra gli Ordini Equestri della Sede Pontificia, che non cede in dignità a nessun altro di essi, ma li supera tutti per la sua grandezza e il suo lustro”.
Nel 1966 papa Paolo VI riservò l’assegnazione dell’Ordine ai soli sovrani e capi di Stato cattolici distintisi per particolari benemerenze verso la Santa Sede.
Così, attualmente, esistono due diversi Ordini, senza più alcun collegamento tra loro, con lo stesso nome e le stesse origini, ma con insegne differenti.
L’ultimo ad essere insignito dell’Ordine Supremo del Cristo (della Santa Sede) fu fra’ Angelo de Mojana di Cologna, gran maestro dell’Ordine di Malta, mentre nel 1993 morì l’ultimo cavaliere, re Baldovino I del Belgio, facendo diventare l’Ordine quiescente.
Le insegne consistono in una croce latina patente smaltata di rosso, caricata da una croce minore piana smaltata di bianco. La croce appare sormontata da una corona reale da portarsi al collo, appesa a una collana d’oro composta da piccole piastre recanti alternativamente la croce dell’Ordine e le armi pontificie in smalto, unite tra loro mediante nodi d’oro.
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Alessandro Scandola
Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).


















