Ordine Supremo della Santissima Annunziata

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Ordine Supremo della Santissima Annunziata

Dettaglio del medaglione del piccolo collare – ossia la riduzione del gran collare – dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, datato ca. 1860 (Genova, Wannenes Art Auctions). Sopra: gran collare dell’Ordine, in oro e smalti, XIX secolo (Torino, Palazzo Reale)

Real Casa di Savoia

Status: attivo

Gran maestro: S.A.R. il principe reale Emanuele Filiberto di Savoia, duca di Savoia e principe di Venezia – re titolare d’Italia (n. 1972)

○ S.A.R. il principe Amedeo, duca d’Aosta (1943–2021), e successivamente suo figlio, S.A.R. il principe Aimone, duca d’Aosta (n. 1967), ne hanno contestato la legittimità a partire dal 7 luglio 2006

Competenza/autorizzazione: nessuna – non autorizzabile in Italia ai sensi della legge 178/1951

Venne fondato nel 1362 da Amedeo VI di Savoia e chiamato Ordine del Collare, con lo scopo di “indurre unione e fraternità tra i potenti al fine di evitare guerre private”.

L’Ordine prevedeva, nei suoi regolamenti, che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro “fratelli” ed era riservato ai nobili più illustri e fedeli.

Le insegne originarie erano costituite da un collare d’argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I membri erano in origine limitati a quindici, compresa la guida del gran maestro, ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine.

Amedeo VIII di Savoia stabilì che nel collare fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della rosa d’oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato.

Carlo Giovanni Amedeo di Savoia riformò gli statuti rinominando il sodalizio in Ordine Supremo della Santissima Annunziata, fece inserire nel collare il medaglione con l’immagine dell’Annunziata e aumentò il numero di cavalieri a venti.

Emanuele Filiberto stabilì che per l’ammissione all’Ordine era necessaria la dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni. Successivamente Vittorio Amedeo II secolarizzò l’Ordine.

Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l’ingresso potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona. Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il collare fra quelli disponibili (che doveva essere riconsegnato alla morte del decorato) e diventava contestualmente cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Tra i privilegi vi era l’esenzione dal pagamento delle tasse, essere considerati cugini del re al quale poter dare del tu, l’attribuzione del titolo di Eccellenza, la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato e il diritto agli onori militari.

Trattandosi di una istituzione di origine antecedente la costituzione del Regno d’Italia, rimane la massima onorificenza della Reale Casa.

L’Ordine prevede la sola classe di cavaliere e dama.

Antica placca dell’Ordine, in argento e argento/dorato (Genova, Wannenes Art Auctions)

Secondo gli statuti del 22 giugno 2024, le insegne sono costituite da un gran collare e un piccolo collare.

Gran collare ossia una collana formata da quattordici maglie traforate d’oro, caricata ciascuna dalle lettere maiuscole RT e FE, anch’esse d’oro, intrecciate dal nodo sabaudo chiuso e smaltato di bianco e di rosso. Ogni maglia è accostata a quattordici rose dorate, smaltate alternativamente di rosso e di bianco. Al centro del collare è appeso un pendente in oro, racchiuso da tre nodi di Savoia dello stesso, recante al centro la scena dell’Annunciazione in smalti bianchi, rossi e azzurri.

Piccolo collare ossia la riduzione del gran collare privo delle rose, il tutto d’oro.

La placca è costituita dalla scena dell’Annunciazione racchiusa entro una cornice formata da quattro semicerchi concavi, bordati da quattro nodi di Savoia alternati a quattro rosette, accompagnati nella loro intersezione dalle lettere maiuscole F E R T, il tutto d’oro. Dalla placca fuoriescono otto gruppi di fiamme, anch’essi d’oro.

Tale Ordine, tra i più antichi e prestigiosi al mondo, è stato soppresso senza effetti dalla legge 3 marzo 1951, n. 178. Tuttavia, il porto pubblico delle relative onorificenze sul territorio nazionale non è attualmente autorizzabile dalle autorità italiane.

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Alessandro Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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