POETRY THERAPY – L’uso terapeutico della poesia

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POETRY THERAPY – L’uso terapeutico della poesia

 

Nei primi articoli di questa rubrica abbiamo esplorato il carattere liberatorio della scrittura terapeutica. Lasciare fluire i pensieri senza filtro, come accade nel flusso di coscienza, oppure affidare a un foglio parole inespresse, come nella lettera mai spedita, può aiutare a lasciar andare il dolore e a creare nuovo spazio dentro di sé.

La scrittura terapeutica, però, non si esaurisce in queste tecniche: assume forme diverse, ciascuna capace di aprire vie specifiche di espressione, ascolto e trasformazione interiore.

Il valore terapeutico della poesia

Senza entrare in tecnicismi o classificazioni complesse, possiamo richiamare il modello di Werlich (1982), che propone una prima distinzione tra testi letterari e testi non letterari.

In questo percorso, la poesia merita uno spazio speciale. Rientra tra i testi letterari e permette di avvicinare l’esperienza interiore attraverso immagini, ritmo e simboli, offrendo una forma espressiva capace di dare voce a ciò che spesso è difficile spiegare in modo lineare.

Già dall’inizio del XIX secolo si riconosce alla poesia, soprattutto quando scritta a mano, un possibile valore terapeutico.

Nel 1928 Eli Greifer, poeta e farmacista, utilizza, per primo, il termine “Poetry Therapy”, a partire dal lavoro e dal confronto con i pazienti nei gruppi che dirigeva a New York, assieme allo psichiatra Jack J. Leedy.

Una forma libera di espressione interiore

Nella scrittura creativa terapeutica, la poesia può essere utilizzata in una forma vicina alla prosa, senza la necessità di rispettare tutti i canoni formali della poesia tradizionale.

Ciò che conta non è il valore artistico o letterario fine a se stesso, ma la possibilità di comporre un testo intimo, capace di accogliere le emozioni, riassumere il proprio mondo interiore e dare voce liberamente a ciò che si sente, senza dover necessariamente fornire spiegazioni.

Forme poetiche e possibilità creative

Oltre alle forme tradizionali della poesia — come la poesia lirica, epica e didascalica — possono essere utilizzate anche forme più brevi e immediate. Tra queste, l’Haiku, componimento di origine giapponese scandito tradizionalmente in tre versi di 5, 7, 5 sillabe, offre una struttura semplice, ma molto evocativa.

Un esempio personale:

Fugge il tempo

ascoltando i fiori:

arte che parla.

Dall’esercizio alla trasformazione emotiva

Non occorre attendere la classica ispirazione per scrivere una poesia che parli di ciò che percepiamo dentro di noi. È possibile partire da tecniche semplici: per esempio, dopo un esercizio di flusso di coscienza, si possono individuare alcune parole particolarmente significative e usarle come base per comporre un haiku.

In questo modo, un esercizio può richiamarne un altro e l’emozione può prendere una forma più definita. Dare forma alle parole permette talvolta di alleggerire il disagio iniziale e trasformarlo in una traccia più chiara, osservabile e condivisibile.

A presto.

Immagine creata da AI

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Barbara Berton

Receptionist presso un Agricampeggio e operatrice in scrittura terapeutica, autrice di poesie, ha pubblicato quattro raccolte e attualmente sta lavorando a una quinta opera, intitolata “Sinfonia”. Negli anni 2022 e 2023, è stata selezionata e pubblicata nell’Enciclopedia di Poesia Italiana della Fondazione Mario Luzi di Roma. Ha partecipato al Premio Firenze, città di Firenze, ottenendo la medaglia di bronzo ex aequo nel 2021 e il Fiorino d’argento nel 2024, distinguendosi nella sezione della poesia inedita. La sua passione per la parola e il desiderio di condividere il proprio universo creativo l’hanno portata verso nuovi orizzonti: nel dicembre 2024 è stata protagonista di un docufilm prodotto dalla Casa Editrice Aletti. In questa esperienza, ha dialogato con il Maestro Hafez Haidar, due volte candidato al Premio Nobel, esplorando il senso profondo della poesia e raccontando il proprio percorso personale e artistico. Nel febbraio 2026, il suo libro “Oltre lo sguardo” è stato selezionato per la Vetrina di Casa Sanremo Writers, evento dedicato agli scrittori emergenti e noti, che si svolge durante il Festival di Sanremo.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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