Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio

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Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio

Reale e Ducale Casa Borbo­ne-Parma

Status: attivo

Gran maestro: S.A.R. il principe don Carlo Saverio, duca di Parma – duca titolare di Parma e Piacenza (n. 1970).

Competenza/autorizzazione: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

L’istituzione richiama nel nome e nelle tradizioni la Milizia Aurata Costantiniana, che, secondo la tradizione, fu creata dall’imperatore Costantino dopo la visione della santa croce. Il sodalizio viene fatto risalire alla dinastia degli Angelo Comneno, al termine della quale l’ultimo discendente, il principe Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, trasferì la dignità di gran maestro a Francesco I Farnese, duca di Parma e Piacenza, con successive approvazioni papali e imperiali.

Nel 1718, papa Clemente XI, confermando la natura dinastica dell’Ordine, sottolineò le doppie condizioni necessarie alla trasmissione del Gran Magistero: essere discendenti dei Farnese ed essere duchi di Parma e Piacenza. Nell’atto di cessione dai Comneno ai Farnese del 1697 si legge infatti: “la dignità di Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano sarà del Duca Francesco Farnese e dei suoi successori nel Ducato di Parma e Piacenza, Duchi pro tempore”. Lo stesso concetto venne ribadito nel 1699 da papa Innocenzo XII e, nello stesso anno, dall’imperatore Leopoldo I.

Nel 1731, con l’estinzione della dinastia Farnese, il ducato passò sotto la gestione dell’infante di Spagna, don Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V, re di Spagna. Quando divenne re delle Due Sicilie, trasferì il Gran Magistero da Parma a Napoli, nonostante venisse meno la condizione legata alla sovranità del Ducato di Parma e Piacenza. I duchi Filippo e Ferdinando rivendicarono la guida dell’Ordine, ma senza successo, poiché politicamente troppo deboli.

Moderne insegne di commendatore del Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio – con l’omega minuscolo sul braccio trasversale destro (Roma, Guccione). Sopra: rara placca in argento con applicazioni in oro e smalto, fattura traforata, precedente al 1859 (Torino, Aste Bolaffi)

Nel 1759, don Carlo di Borbone divenne anche re di Spagna e abdicò in favore del figlio terzogenito, trasmettendogli anche il Gran Magistero. La Santa Sede, alla luce del mutamento politico in atto, confermò nuovamente l’Ordine Costantiniano delle Due Sicilie, omettendo di annullare esplicitamente le precedenti bolle papali e concedendo al re di Napoli una sorta di “sanatoria” per il trasferimento dell’Ordine avvenuto in maniera non conforme alle prescrizioni farnesiane originali.

Dopo il Congresso di Vienna del 1815, l’arciduchessa Maria Luigia d’Austria, diretta discendente della famiglia Farnese per via della madre imperatrice, si riappropriò del patrimonio cavalleresco e assunse il Gran Magistero dell’Ordine con decreto del 26 febbraio 1816. Di fatto, più che riportare l’Ordine a Parma, l’arciduchessa ne istituì uno nuovo, fortemente ispirato alle tradizioni costantiniane. La Real Cara di Borbone delle Due Sicilie, non opponendosi, ne riconobbe implicitamente l’autorità e l’autonomia.

Con decreto del 1826, ancora oggi in vigore, la carica di gran priore fu annessa alla dignità episcopale pro tempore della diocesi di Parma.

Nel 1845 l’istituzione fu suddivisa in cinque gradi, rimasti immutati nel tempo: senatore gran croce con collana, senatore gran croce, commendatore, cavaliere di I classe e cavaliere di II classe.

Dopo la morte di Maria Luigia nel 1847, il Gran Magistero dell’Ordine, appartenente con ogni diritto ai sovrani di Parma pro tempore, fu assunto da Carlo Lodovico, già duca di Lucca, e successivamente dal figlio Carlo III. Il duca Roberto, figlio di Carlo III, dopo l’unità d’Italia, continuò a conferirlo a familiari e capi di Stato. Con il processo di unificazione italiana, i territori del Ducato furono assorbiti dal nuovo regno nel 1860. I beni dell’Ordine fra cui la Basilica di Santa Maria della Steccata, donata nel 1718 da papa Clemente XI e divenuta sede magistrale dell’Ordine, passarono sotto l’amministrazione sabauda, ma il sodalizio rimase di pertinenza dei Borbone di Parma.

Rare insegne di senatore di gran croce, in argento dorato e smalti, prima metà del XX secolo, marchiato “C.F. RHOTE” e “Wien” (Stoccarda, RFL Online Services GmbH)

Dal 1922 l’amministrazione del patrimonio costantiniano divenne definitivamente autonoma e venne gestita di concerto da prefetto, vescovo, sindaco di Parma, presidente della Provincia di Parma, magnifico rettore dell’Università degli Studi, presidente del Tribunale e soprintendente alle gallerie. Con la nascita della Repubblica Italiana, il capo dello Stato Enrico De Nicola riconfermò, con decreto, gli scopi e la personalità giuridica dell’Ordine.

Il capo della Reale e Ducale Casa di Borbone Parma è gran maestro del Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio, il quale conferisce eccezionalmente questa onorificenza a capi di Stato, ecclesiastici, diplomatici, uomini e donne di cultura, autorità civili e militari, nonché esponenti del mondo dell’economia e dell’imprenditoria.

Le insegne e il nastro di seta ondata celeste sono gli stessi dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio facente capo ai Borbone delle Due Sicilie. La croce dell’Ordine parmense, tuttavia, presenta l’omega minuscolo, come nell’epoca Farnesiana.

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Alessandro Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

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