Scrivere a perdifiato: svuotare la mente con il flusso di coscienza

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Scrivere a perdifiato: svuotare la mente con il flusso di coscienza

Eccoci al secondo appuntamento con la scrittura terapeutica. Se ti stai chiedendo da dove iniziare, sei in ottima compagnia: succede a tutti. Oggi ti propongo una pratica semplice ed efficace: 10 minuti di scrittura a perdifiato per svuotare la mente, fare spazio e rimettere un po’ d’ordine dentro.

Che cos’è il flusso di coscienza (e perché funziona)

La scrittura terapeutica non è letteratura: è un flusso continuo di pensieri, chiamato anche flusso di coscienza. È uno spazio tutto tuo, dove puoi inchiostrare quello che hai in testa senza doverlo sistemare. Ti aiuta a liberare spazio mentale, a superare il blocco della pagina bianca e a scaricare l’eventuale ansia accumulata.

E se adesso ti stai dicendo: «Ok, ma da dove si inizia?», sappi che ti servono solo pochi strumenti e una regola fondamentale: qui non devi dimostrare nulla a nessuno.

Cosa ti serve (pochissimo)

  • Un foglio A4 bianco (senza righe o quadretti).
  • Una penna: meglio inchiostro blu, roller (es. Pilot V5), stilografica o gel.
  • Un timer: imposterai dieci minuti esatti.

Le regole del gioco (semplici davvero)

  • Grammatica e punteggiatura non contano: qui non occorre “fare bella figura”, bensì solo lasciare uscire ciò che c’è, così com’è.
  • Non rileggere e non correggere mentre scrivi: per questi dieci minuti puoi concederti di scivolare sul foglio e basta.
  • Non giudicare ciò che appare: anche le frasi più banali sono un ottimo punto di partenza, e va bene così.

Come funziona in pratica

  1. Imposta il timer su dieci minuti.
  2. Senza staccare la penna dal foglio, scrivi tutto ciò che affiora: parole, frasi, immagini, associazioni. Non serve avere un tema.
  3. Se non sai da dove partire, va benissimo scrivere: «Che bella questa penna» oppure «Non so cosa scrivere». Spesso è proprio da lì che il flusso si sblocca, un passo alla volta.
  4. Se ti fermi di nuovo, riprendi con una frase-ponte (per esempio: «Non so cosa dire») e continua finché suona il timer. Anche questo fa parte del processo.
  5. Ricorda: non esistono errori, solo emersioni. L’obiettivo non è “scrivere bene”, ma fare esperienza del processo: una piccola doccia mentale.

Dopo i dieci minuti: chiudi e lascia sedimentare

  • Posa la penna e fai un respiro profondo.
  • Se ti va, dai solo una rapida occhiata a ciò che hai scritto e nota le parole che ti saltano subito all’attenzione.
  • Poi lascia andare: l’effetto sta nel processo, non nella performance.

Mini esercizio serale (5 minuti)

  1. Stasera, prima di dormire, prendi un foglio qualsiasi.
  2. Imposta 5 minuti e scrivi tutto quello che ti passa per la testa: senza pensare, senza giudicare, senza rileggere.
  3. A fine tempo, accartoccia il foglio e riponilo in un cassetto (o dove preferisci).
  4. Prima di chiudere gli occhi, chiediti: come mi sento adesso?

Se ti va, nei giorni in cui ripeti questo esercizio, nota con gentilezza anche le piccole differenze: un respiro più libero, un pensiero in meno che pesa, un filo di calma in più, una parola che ritorna, una frase che ti stupisce. Non c’è fretta…si tratta di un viaggio per imparare ad ascoltarti.

Immagine creata da IA

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Barbara Berton

Impiegata e operatrice in scrittura terapeutica, autrice di poesie, ha pubblicato quattro raccolte e attualmente sta lavorando a una quinta opera, intitolata “Sinfonia”. Negli anni 2022 e 2023, è stata selezionata e pubblicata nell’Enciclopedia di Poesia Italiana della Fondazione Mario Luzi di Roma. Ha partecipato al Premio Firenze, città di Firenze, ottenendo la medaglia di bronzo ex aequo nel 2021 e il Fiorino d’argento nel 2024, distinguendosi nella sezione della poesia inedita. La sua passione per la parola e il desiderio di condividere il proprio universo creativo l’hanno portata verso nuovi orizzonti: nel dicembre 2024 è stata protagonista di un docufilm prodotto dalla Casa Editrice Aletti. In questa esperienza, ha dialogato con il Maestro Hafez Haidar, due volte candidato al Premio Nobel, esplorando il senso profondo della poesia e raccontando il proprio percorso personale e artistico. Nel febbraio 2026, il suo libro “Oltre lo sguardo” è stato selezionato per la Vetrina di Casa Sanremo Writers, evento dedicato agli scrittori emergenti e noti, che si svolge durante il Festival di Sanremo.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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