Bravissimo artista, con una straordinaria eleganza e delicatezza.
Stoppele/Stoppel – Un cognome tra Germania e Lessinia che ha lasciato impronte anche nella storia italiana
- Home
- Stoppele/Stoppel – Un cognome tra Germania e Lessinia che ha lasciato impronte anche nella storia italiana
Stoppele/Stoppel – Un cognome tra Germania e Lessinia che ha lasciato impronte anche nella storia italiana
Il cognome Stoppel, e la sua variante italiana Stoppele, ha una diffusione globale piuttosto limitata: si stima che nel mondo vi siano circa 2.800 persone che lo portano, la maggior parte delle quali vive in Germania, dove la concentrazione maggiore si trova nei Länder meridionali, con una significativa presenza in Baviera, seguita da Baden-Württemberg e altre regioni limitrofe. Il termine deriva dal medio tedesco stoppel, che indica un moncone o residuo di spiga, ossia la parte corta rimasta dopo la mietitura di cereali come grano o orzo. In senso più ampio, nelle varianti dialettali, stoppel può riferirsi anche a residui, ceppi o piccoli tronchi, evocando l’idea di “ciò che rimane”. In alcune zone bavarese o austriache, il termine era probabilmente associato a chi lavorava con stoppie o residui agricoli, come contadini o piccoli artigiani legati al lino e alla canapa, in analogia con il tedesco medioalto stüppe.
Dal punto di vista onomastico, Stoppel può anche avere origine soprannominale, descrivendo fisicamente una persona “piccola, tozza o corta”, seguendo l’usanza dei cognomi tedeschi derivati da aggettivi o sostantivi concreti. In Germania meridionale, in particolare in Baviera e Baden-Württemberg, il cognome si inserisce nella tradizione onomastica legata alle attività agricole, ai soprannomi e alle caratteristiche fisiche, rientrando quindi tra i cognomi professionali o soprannominali. In Austria il cognome è più raro, ma mantiene un’origine analoga e un legame con i dialetti bavaro-austriaci, specie nelle zone alpine, dove la diffusione rimane limitata ma documentata. Complessivamente, Stoppel può essere considerato sia soprannominale sia toponimico-professionale, riferendosi sia a chi lavorava con residui agricoli sia a chi abitava in una località il cui nome derivava dal termine.
Le prime attestazioni del cognome risalgono al Trecento. Una delle più antiche evidenze documentarie proviene dai registri cittadini di Lübeck nel 1312, dove compare un certo Hinrich Stoppel, a testimonianza del fatto che il cognome era già stabilito come identificativo personale in un importante centro commerciale tedesco. Questa attestazione conferma come Stoppel sia un cognome di lunga tradizione nell’Europa germanica e si inserisca nel contesto della diffusione dei cognomi tra il XIII e il XIV secolo, quando nomi descrittivi, soprannomi e designazioni professionali iniziarono a consolidarsi come cognomi ereditari. Nel corso dei secoli il cognome ha generato varianti come Stoppelmann o Stoppeln, mostrando continuità documentaria fino all’età moderna.

In Italia la forma Stoppele è documentata già nei secoli XVII–XVIII nella zona di Badia Calavena e nelle montagne limitrofe. Studi toponomastici e registri catastali attestano località denominate “Stupili” o “Stupelle”, legate probabilmente a stoppie o residui agricoli, e riferimenti a Sprea come toponimo storico, indicante terreni o valloni circostanti alle proprietà della famiglia. Estimi del 1634 e 1692 collegano questi toponimi a terreni e piccoli valloni confinanti con appezzamenti di famiglie locali, dimostrando la presenza continuativa della famiglia Stoppele nella comunità, con proprietà storiche tra le contrade Pergari, La Fieta e Sant’Andrea. Questa continuità documentaria conferma che la famiglia faceva parte del tessuto agrario di Badia Calavena fin dal Seicento, radicando il cognome alla geografia locale, in particolare al Monte di Scandolara e nelle aree circostanti. Parallelamente, nella Lessinia veronese, Stopeli, Stupeli (italianizzazione di Stoppele) è attestata come contrada minore a sud-ovest del centro di Bosco Chiesanuova, lungo sentieri e strade rurali che scendono verso il fondo del Vajo dell’Anguilla, collegando l’insediamento alla viabilità locale. Anche qui, la presenza del toponimo riflette la continuità storica dei legami tra famiglie, toponimi e attività agricole nell’area prealpina.
Tra i portatori storicamente rilevanti del cognome si ricordano Rose Stoppel (1874–1970), botanica e fisiologa vegetale tedesca, prima donna docente di botanica in Germania e pioniera nello studio dei ritmi biologici delle piante; Franz Stoppel (1930–2007), scacchista austriaco FIDE Master e vincitore di medaglie nazionali ed europee; Sergio Luis Stoppel García (1934–2014), medico e dirigente sportivo cileno, presidente del club di calcio Cobreloa e della federazione calcistica cilena; e Johann Konrad Stoppel (XVII secolo), artigiano liutaio tedesco della scuola alemannica, i cui strumenti sono conservati come testimonianza storica della tradizione musicale tedesca. Tra gli Stoppele della Lessinia vi erano pure abili artigiani che costruivano degli schioppi ad avancarica particolarmente pesanti e grandi, chiamati trombini o pistoni, usati per provocare festosi boati nelle cerimonie civili o religiose tra le valli montane. La tradizione di quelli rimasti a Badia è portata avanti da Nereo Stoppele, fondatore e presidente di una compagnia di sparatori. Suo nonno fece costruire un trombino ad ogni nascita di un figlio e uno di questi era il mitico trombino chiamato “Boca Mora”.

Non si può, infine, non citare Maria Stoppele, di Sant’Andrea di Badia Calavena, la discussa partigiana Kira, medaglia d’argento al valor militare, scomparsa a novant’anni compiuti nel 2014. Era capace di maneggiare con arte tutto, dai mitragliatori alle bombe a mano, ma lei era troppo ricercata per poter stare vicino a casa, così si decise il trasferimento a Milano. A Milano lavorò a stretto contatto con Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, due futuri presidenti della Repubblica, conobbe Giovanni Spadolini e Nilde Iotti, tutti importanti figure della ricostruzione democratica dell’Italia. Arrivate le informazioni che il duce stava preparando la fuga verso la Svizzera, lei era già a Dongo, sul lago di Como travestita da crocerossina a cavallo di una mitragliatrice. Quando i partigiani bloccarono il convoglio con il duce, fu lei con altri tre a salire sul camion dove era nascosto Mussolini. Quando il duce fu prelevato con il pretesto di essere interrogato – ma in realtà per essere fucilato da altri partigiani arrivati da Milano – fu Kira a custodire Claretta Petacci, l’amante che aveva seguito il duce nel suo destino e che lo voleva accompagnare fino alla morte. Kira raccontò che aveva cercato di tranquillizzarla perché a lei non sarebbe stato fatto del male, ma la donna sfuggì alla sua custodia, gettandosi addosso a Mussolini mentre partiva la raffica del plotone di esecuzione. Questa è stata la versione raccontata da Kira che aggiunse anche di aver chiuso la gonna di Claretta con due spille da balia quand’era appesa senza mutande in piazzale Loreto ed aver chiesto a Pertini di far finire quello scempio.
In sintesi, il cognome Stoppele/Stoppel combina origine linguistica, storia familiare e geografia locale: derivato da un termine medio-tedesco legato ai residui agricoli, diffuso in Germania meridionale e in Austria, attestato già nel Trecento e presente in Italia fin dal Seicento, con portatori di rilievo nei campi della scienza, dello sport, della musica e della gestione sportiva e nell’artigianato artistico. Il legame tra cognome, toponimi come Sprea, e attività agricole evidenzia una continuità storica e culturale che unisce la tradizione medievale tedesca con la storia delle comunità della montagna veronese di origine teutonica.
Foto in alto: La partigiana Maria Stoppele, di Sant’Andrea di Badia Calavena, che partecipò alla cattura di Mussolini, insieme all’ex Presidente della Repubblica Pertini.
Immagini fornite dall’autore Stefano Valdegamberi
- Share
Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi, nato a Tregnago il 6 maggio 1970. Dopo il diploma di Maturità Classica, si è laureato in Economia e Commercio. È conosciuto principalmente per la sua figura di politico-amministratore in quanto già sindaco di Badia Calavena, comune ove risiede con la moglie e i tre figli e, in seguito, Assessore e Consigliere della Regione Veneto. Fin dagli anni del liceo ha sempre coltivato la passione per la storia, la linguistica e la cultura locale. Tra i suoi lavori ricordiamo “I nomi raccontano la storia” (2015), “De decimis novalibus” (2018), “Alle origini degli antichi comuni di Saline, Tavernole e Corno” (2021), “Le origini del linguaggio” (2022). È cultore della lingua cimbra, il Taucias Gareida, un tedesco medievale parlato dai suoi antenati della montagna veronese e tuttora usato da pochissimi parlanti del borgo di Giazza (Ljetzan). Il suo ultimo lavoro “Castelvero, la storia millenaria di un feudo vescovile e dei suoi abitanti”


















Mi piacerebbe sapere quali sono le origini della famiglia CICHERI di cogollo
Buongiorno Sig. Stefano, giro la richiesta a Valdegamberi
Stefano Valdegamberi mi comunica che è documentato su Cicheri, cognome molto interessante legato all’abbazia di Calavena. Il capostipite è di Campofontana. Mi dice di comunicarle che la prossima volta racconterà la storia dei Cicheri in quanto ben documentato. Un cordiale saluto, Claudio Gasparini, Direttore.
Stefano Valdegamberi mi comunica che è documentato su Cicheri, cognome molto interessante legato all’abbazia di Calavena. Il capostipite è di Campofontana. Mi dice di comunicarle che la prossima volta racconterà la storia dei Cicheri in quanto ben documentato. Un cordiale saluto, Claudio Gasparini, Direttore.