..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…
Verona – Un convegno sulla bioetica personalista e le devianze digitali al Circolo Unificato dell’Esercito
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Verona – Un convegno sulla bioetica personalista e le devianze digitali al Circolo Unificato dell’Esercito
Se è vero che il campo di studio della bioetica è paragonabile a un’area di battaglia intellettuale dove due differenti visioni del mondo si scontrano per rispondere a domande difficili sulla vita, la morte e la tecnologia il luogo più indicato per trattare tali temi non potrebbe che essere uno dei luoghi più prestigiosi dell’Esercito italiano.
La bioetica è lo studio sistematico della condotta umana nell’area delle scienze della vita e della cura della salute, esaminata alla luce di valori e principi morali. Esistono due tipologie: la bioetica personalista e quella utilitarista. La bioetica personalista parte dal presupposto che la persona umana sia il fulcro di ogni riflessione morale: l’essere umano possiede una dignità intrinseca che non dipende da qualità esterne (età, intelligenza, salute), ma dal semplice fatto di esistere. Fondamentale il suo concetto di “persona” che corrisponde a quello di “essere umano” dal concepimento alla morte naturale, pertanto è lecito fare solo ciò che promuove il bene integrale dell’individuo il quale non si può mai sacrificare per il bene della collettività. Il principio cardine della bioetica personalista è la sacralità della vita: l’essere umano è un’unità indissolubile di corpo e spirito pertanto è contraria all’eutanasia e alla selezione embrionale.
La bioetica utilitarista, invece, parte dal presupposto che occorra massimizzare il benessere e minimizzare la sofferenza dell’essere umano ovvero un’azione è considerata “giusta” se produce il miglior bilancio tra piacere e dolore (qualità della vita) e non tutti gli esseri umani siano considerati persone se non sussistono specifiche funzioni: coscienza, capacità di provare dolore/piacere, razionalità e autonomia.
Essendo la bioetica una disciplina incentrata sulle scienze mediche, biologiche, sulla condotta umana e le norme che la regolano in un contesto interdisciplinare il convegno “Minori, Diritti e Cyberspazio: strumenti educativi, normativi e sociali per navigare il disagio giovanile” ha avuto un taglio multidisciplinare che ha coinvolto eminenti relatori esperti nelle scienze sociali, criminologiche, psico-pedagogiche, giuridiche.
L’evento scientifico è stato organizzato dal direttivo dal Coordinamento dei Bioeticisti e degli Psicoterapeuti Cattolici del Triveneto (BioPsiCat) con il sostegno del Comitato per la Celebrazione delle Pasque Veronesi e del Quotidiano “Libertà e Persona”. Gli interventi orientati a un vasto target di uditori sono stati: Il disagio e la devianza dei minori nell’era digitale della criminologa e docente Giusy Calabrò, L’umanità deve offrire ai minori il meglio di sé stessa, del magistrato Pino Morandini e La centralità dell’interesse del minore e il ruolo funzionale della famiglia di Stefano Valdegamberi, consigliere regionale noto nel veronese per le sue attività mirate alla protezione della famiglia naturale e nel campo delle adozioni.
Mentre la dottoressa Calabrò ha esposto e analizzato il fenomeno del disagio adolescenziale, della condotta deviante e del rischio di radicalizzazione in Rete citando l’AI Act (Regolamento UE 2024/1689), il dott. Morandini ha esposto l’importanza della tutela dei diritti dei minori citando, non soltanto la Costituzione italiana ma le Convenzioni internazionali dal quale ha ripreso il titolo del suo intervento. Nello specifico il magistrato ha parlato del diritto apicale del minore a crescere nel proprio nucleo familiare di origine e ha analizzato accuratamente il caso della “famiglia nel bosco”, evidenziando come si stia assistendo a “un attacco mirato contro la famiglia”, mentre occorre sempre tenere presente i principi legislativi fondamentali: la famiglia è l’ambito più adeguato per la crescita armonica del minore, indipendentemente dalle scelte educative e dallo stile di vita che orientano la loro condotta. Dichiara Morandini: “I nostri padri costituenti, seppure appartenenti a orientamenti politici differenti, sono stati concordi sul ritenere il matrimonio e la famiglia come gli istituti fondamentali della società e dello Stato. Il fanciullo, a causa della sua particolare condizione di fragilità, possiede maggiori diritti in seno alla società democratica, pertanto appare molto ambigua e discutibile la scelta di strappare i tre bambini Trevallion ai propri genitori senza un valido motivo: l’allontanamento dai propri genitori è possibile soltanto in casi gravi ovvero maltrattamenti fisici e abusi sessuali. Finora non si era mai assistito all’ingerenza del Tribunale dei Minori e dei sevizi sociali in modo così arbitrario e illegittimo a danno di soggetti fragili che, a causa dell’allontanamento, sono in preda a stato confusionale e chiaro disagio psicologico (addirittura è stata negata la vicinanza della madre alla figlia ricoverata)”.
Anche il Consigliere regionale Valdegamberi ha citato la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 riportando l’attenzione sul punto cruciale che stabilisce come le decisioni relative ai minori e l’interesse superiore del bambino debbano costituire considerazione preminente. “Il principio della centralità dell’interesse del minore costituisce uno dei pilastri fondamentali del diritto contemporaneo, soprattutto nell’ambito del diritto di famiglia e della tutela dei diritti umani.”
L’intervento si è concluso con la significativa citazione dell’eminente giurista Spadafora: “rompere il legame tra figlio e genitori equivale a spezzare al bambino le proprie radici.” Anche per questo motivo è stato fondamentale l’apporto sociopolitico di Valdegamberi il quale ha avuto occasione di presentare la sua proposta di legge regionale: “Disposizioni in materia di responsabilizzazione genitoriale e di raccordo con i sevizi sociali nei casi di condotte penalmente rilevanti poste in essere da minorenni”.
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.


















