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Catari Capitolo VIII
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Catari Capitolo VIII
Maria Maddalena e il culto delle Mirofore
In Oriente, fin dal IV secolo è documentato il culto rivolto a Maria Maddalena, figura venerata dai Catari, come portatrice del messaggio di Gesù nel Cristianesimo delle origini . Si svolgeva la seconda domenica dopo Pasqua ed era dedicato alle Mirofore, quei personaggi femminili che il giorno seguente la Passione mostrarono la pietà più grande avvolgendo il corpo del Signore con balsami e unguenti. La figura più eminente del gruppo è Maria Maddalena, l’unica citata in tutti e quattro i vangeli canonici.
La chiesa di Efeso fu il primo luogo di culto: qui, narra la tradizione, c’era la sua tomba posta all’ingresso della grotta dei Sette Dormienti; la venerazione continuò a Costantinopoli, dove al tempo di Leone il Filosofo (nell’886) sarebbe stata ricollocata la sua salma. Il culto raggiunse poi la Chiesa d’Occidente, in particolare dall’anno Mille.
E proprio all’Ordine dei Frati Predicatori si deve l’estensione del culto della Maddalena in Occidente, come osserva con grande elogio Umberto de Romans: “Quando la Maddalena si è data alla penitenza, è stata resa dal Signore così grande per grazia, che dopo la Beata Vergine non si trova donna alla quale nel mondo non si renda maggior riverenza e non si dia maggior gloria in cielo”. Infatti, fu assunta fra i patroni dell’Ordine. Come si distingue la Maddalena tra le Mirofore o in qualsiasi altra rappresentazione? A partire dal tardo Medioevo è raffigurata con lunghi capelli sciolti, rossi o biondi, ma le donne “per bene” non portavano i capelli sciolti, talvolta sul corpo in parte nudo, senza il mantello che dal capo copre spalle e schiena come in Maria Santissima. A volte è ritratta da sola con il vaso del nardo, unguento profumato e costoso: un altro indizio sul fatto che appartenesse ad una classe sociale benestante. Oppure, come ipotizza Lynn Pycknett, questa Maddalena proveniva sì da Betania, ma Betania oltre il Giordanoa, luogo straordinario da visitare in Giordania. Altro segno distintivo della sua immagine è il libro che tiene in mano. Il suo Vangelo gnostico? Secondo Monsignor Timothy Verdon, docente di Storia dell’arte alla Standford University “Nell’arte del tardo Medioevo Maria Maddalena compare anche come penitente perchè, secondo una leggenda, ella era una grande peccatrice che, dopo l’incontro con il Risorto, era andata a vivere come romitessa nel sud della Francia, dove annunciava il Vangelo. Il culto della Maddalena ha affascinato molti artisti, che l’hanno considerata il corrispettivo femminile di Giovanni. La statua della Maddalena penitente di Donatello, scolpita per il Battistero di Firenze, è un autentico capolavoro”. (Nella foto la Maddalena di Donatello)
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Claudia Farina
Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medievali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino). Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”. Scrive di tutto ciò che la interessa sul blog del suo sito www.claudiafarina.com


















