DAL DIARIO PERSONALE AL JOURNALING TERAPEUTICO
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DAL DIARIO PERSONALE AL JOURNALING TERAPEUTICO
Abbiamo visto alcune tecniche di scrittura terapeutica utili per comprendere meglio
emozioni e sentimenti e per trasformare piccoli blocchi legati a tensioni o paure.
Tra questi strumenti, uno degli esercizi più semplici — solo in apparenza “scontato” —
consiste nell’affidare i propri pensieri alla pagina di un diario.
Il journaling terapeutico, però, va oltre il semplice “Caro Diario”: non si limita a
raccontare ciò che è accaduto, ma invita a esplorare ciò che quegli eventi hanno inciso
dentro di noi.
Come funziona il journaling terapeutico.
Scrivere ogni giorno anche solo qualche riga su ciò che ci ha attraversati durante il lavoro, gli incontri o le esperienze quotidiane aiuta ad approfondire il proprio stato d’animo. In questo modo, la scrittura non resta un semplice resoconto della giornata, ma diventa uno spazio di osservazione e consapevolezza.
In particolare, questo tipo di scrittura permette di:
riconoscere i pensieri più ricorrenti;
osservarli con maggiore chiarezza, per ciò che sono;
elaborare paure e blocchi emotivi;
mettere ordine tra sensazioni e reazioni;
guardare se stessi con maggiore distanza.
Un esempio pratico.
In un diario quotidiano si potrebbe scrivere: “Oggi ho discusso con un collega”.
Nel journaling terapeutico, invece, la stessa esperienza diventa un’occasione di indagine.
Ci si può chiedere, ad esempio: “Che cosa mi ha portato a discutere con quel collega?”
oppure “Che cosa mi ha infastidito più di ogni altra cosa?”.
Possibili limiti.
Questo tipo di diario può diventare frustrante se ci si aspetta un miglioramento
immediato. Inoltre, rileggere vecchie pagine potrebbe riattivare ferite o vissuti dolorosi;
allo stesso modo, alcune emozioni potrebbero emergere all’improvviso e risultare difficili
da gestire.
Richiede anche costanza: se praticato in modo discontinuo e senza una guida, potrebbe
non produrre effetti duraturi e portare a rimuginare troppo sugli stessi pensieri.
Obiettivo e risultato finale.
Lo scopo principale del journaling terapeutico è allenarsi a trasformare lo stato mentale
presente, fare chiarezza e ridurre lo stress.
Il “Caro Diario”, invece, ha soprattutto la funzione di conservare memoria degli eventi
passati e dei vissuti personali.
Il risultato finale del journaling terapeutico è quindi un cambio di prospettiva: non un
semplice resoconto della propria vita, ma un modo per comprenderla con maggiore
consapevolezza.
A presto!
Immagine dell’autrice del testo, Barbara Berton, volutamente un po’ sfocata
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Barbara Berton
Receptionist presso un Agricampeggio e operatrice in scrittura terapeutica, autrice di poesie, ha pubblicato quattro raccolte e attualmente sta lavorando a una quinta opera, intitolata “Sinfonia”. Negli anni 2022 e 2023, è stata selezionata e pubblicata nell’Enciclopedia di Poesia Italiana della Fondazione Mario Luzi di Roma. Ha partecipato al Premio Firenze, città di Firenze, ottenendo la medaglia di bronzo ex aequo nel 2021 e il Fiorino d’argento nel 2024, distinguendosi nella sezione della poesia inedita. La sua passione per la parola e il desiderio di condividere il proprio universo creativo l’hanno portata verso nuovi orizzonti: nel dicembre 2024 è stata protagonista di un docufilm prodotto dalla Casa Editrice Aletti. In questa esperienza, ha dialogato con il Maestro Hafez Haidar, due volte candidato al Premio Nobel, esplorando il senso profondo della poesia e raccontando il proprio percorso personale e artistico. Nel febbraio 2026, il suo libro “Oltre lo sguardo” è stato selezionato per la Vetrina di Casa Sanremo Writers, evento dedicato agli scrittori emergenti e noti, che si svolge durante il Festival di Sanremo.

















