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di Michela Intropido
la gazza ladra –
cerca dal ramo nudo
lucidi sorrisi
La gazza ladra: nella tradizione europea (e soprattutto italiana) la gazza è simbolo classico di
curiosità, furto, attrazione per tutto ciò che brilla. Qui non ruba oggetti, ma «lucidi sorrisi». Il furto
diventa metaforico e psicologico: la gazza cerca qualcosa di vivo, umano, effimero.
Ramo nudo: riprende il motivo della spogliazione già presente in «nudi tetti». È un elemento di
desolazione invernale o post-tempesta, che contrasta con la vitalità dell’animale e con la lucentezza
dei sorrisi. Crea un senso di vulnerabilità e di ricerca ostinata in un ambiente scarno.
Lucidi sorrisi: questa è l’immagine più originale e rischiosa. «Lucidi» evoca brillanza, umidità
(forse lacrime?), riflessi di luce, falsità luccicante o autenticità smagliante. I sorrisi diventano
oggetti preziosi, quasi gioielli emotivi che la gazza tenta di rubare. Si apre così un campo di lettura
ricco: nostalgia di gioia perduta, ricerca di autenticità, attrazione per l’effimero, oppure il desiderio
stesso che “ruba” sorrisi dal mondo.
La poesia parla, in fondo, di desiderio e mancanza: in un paesaggio spoglio, un essere istintivo
cerca avidità qualcosa di luminoso e umano. C’è una sottile malinconia, ma anche una leggerezza
ironica tipica della gazza.
Recensione di Sergio Batildi
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

















