La genesi di Notre Dame de Paris
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La genesi di Notre Dame de Paris
Quando l’anima batte l’estetica e la storia incontra il presente
L’atteso ritorno di Notre Dame de Paris sul palcoscenico dell’Arena di Verona dall’1 al 4 ottobre 2026 offre l’occasione per ripercorrere la straordinaria e rocambolesca nascita di un’opera popolare che continua a conquistare intere generazioni dopo oltre venticinque anni.
Durante la conferenza stampa veronese, il maestro Riccardo Cocciante ha svelato i retroscena di un capolavoro nato senza alcuna committenza o garanzia commerciale, frutto esclusivamente del desiderio di espressione condiviso con l’autore dei testi Luc Plamondon.
«Nessuno ce l’ha chiesto di comporre Notre Dame, nessuno, ci siamo messi io e l’autore perché volevamo esprimerci», ha raccontato il maestro, ricordando lo scetticismo iniziale dei produttori di fronte a un’opera così insolita e dirompente. La svolta arrivò grazie all’intuizione del leggendario produttore Talar, conquistato dall’esecuzione al pianoforte dell’intera partitura da parte dello stesso Cocciante, che non esitò a cantare persino le arie femminili pur di dimostrare la potenza espressiva del progetto.
L’opera si distingue ancora oggi per la sua unicità stilistica, collocandosi a metà strada tra passato e presente grazie a una commistione coraggiosa di linguaggi scenici, musicali e visivi.
«Non è una commedia musicale, non è un’opera, non è una canzone rock, è tutto questo messo insieme», ha spiegato l’artista, sottolineando come la forza di Notre Dame risieda nella sua universalità e nella capacità di raccontare le grandi fragilità dell’essere umano.
Al centro della narrazione c’è la figura emblematica di Quasimodo, un emarginato deforme ma dotato di un’anima profondamente nobile, specchio delle tensioni sociali e dell’accoglienza dei diversi e degli stranieri che caratterizzano drammaticamente anche il nostro presente.
«Quello che raccontiamo sempre è la difficoltà di vivere quando non si è omologati come gli altri, viviamo questa difficoltà che è desunta molto bene in Notre Dame», ha evidenziato Cocciante, citando anche il meticoloso lavoro di trasposizione in italiano condotto insieme a Pasquale Panella per rispettare lo spirito profondo dell’opera senza tradire la sensibilità della lingua italiana.
Questa ricerca costante di autenticità si riflette anche nella scelta dei cantanti, chiamati a esprimersi con una vocalità naturale e a privilegiare l’interiorità rispetto alla perfezione estetica esteriore. «Ai cantanti chiedo sempre di guardarsi dentro prima di pensare all’apparire. L’estetica passa in secondo piano se riesci a trasmettere la tua interiorità», ha concluso il maestro, ricordando che la forza dell’anima supera qualsiasi limite fisico e rende immortale ogni grande performance artistica.
In alto: Riccardo Cocciante in Sala Arazzi del municipio a Verona
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

















