I messaggi in bottiglia di Giovanni Gastel

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I messaggi in bottiglia di Giovanni Gastel

È in corso a Palazzo Citterio di Milano fino al prossimo 26 luglio 2026 la mostra fotografica “Rewind” dedicata a Giovanni Gastel (1955-2021), realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Giovanni Gastel in ricordo del grande maestro della fotografia contemporanea a cinque anni dalla sua scomparsa.

Vivo il dispiacere per non aver colto la mia occasione di poterlo incontrare e così… mi restano i suoi libri, le sue mostre, le sue interviste: scrigni di poesie, fotografie, testimonianze di vita e perle del suo pensiero. Infine, un incontro con il figlio alla Fondazione Gastel lo scorso anno a Milano. Non staccavo gli occhi da quel giovane che tanto gli somiglia, cercando il padre, l’uomo, l’artista. Ho immortalato in me quel mattino come uno degli scatti più lunghi della mia vita per percepire la presenza del maestro e riverberare nel domani il mio e suo eterno istante.

Poeta e artista nell’anima, sensibilità e visione che gli appartenevano per diritto di nascita, di rara grazia e gentilezza, voci interiori che ha assecondato contro ogni aspettativa diversa dalla sua.

Uomo solitario, nato e cresciuto senza essere attrezzato per vivere in questo mondo, come egli stesso non mancava di sottolineare. Eppure, la sua carriera lo ha portato a doverci vivere in questo mondo dimostrando una profondità umana e un’empatia verso il prossimo che lo hanno circondato di tanto affetto, quasi a volergli porgere una carezza di sollievo.
Pensava che avrebbe scritto poesie per tutta la vita. Lo ha fatto. Ma l’inaspettato incontro con la fotografia è stato tanto casuale quanto fatale: non si sono più separati. Da qui in poi la fusione tra poesia e fotografia è diventata inevitabile, inscindibile. Una rima perfetta, una rima che amo.

“Approdato in questa epoca
come un naufrago
in una terra sconosciuta
ho misurato il territorio
e appreso la lingua dei nativi.
Sono invecchiato raccontando
del mio mondo lontano.
Ma ancora la notte nel buio
sogno navi amiche
che mi riportino a casa”

(G. Gastel 2014)

fotografia di Giovanni Gastel

La sua avventura fotografica è nata dal taglio del cordone ombelicale con il padre che aveva ben altre aspettative per Giovanni. Da un garage, dove ha iniziato la professione, alle luci della notorietà il passo è stato breve grazie soprattutto al boom della moda italiana negli anni ’70, periodo in cui Giovanni Gastel si è fatto trovare pronto per cogliere le grandi occasioni ed affermarsi . Ma come lui stesso sosteneva, una persona già affermata deve riaffermarsi sempre, interrompere il flusso del tempo perché è solo il presente che va vissuto. Quanto è accaduto un attimo fa è già scivolato via, è passato. Così come una fotografia: una volta fatta – diceva – dimenticala, non è più tua. Tutto va dimenticato subito, per fare spazio all’inesauribile fonte della creatività.

C’è in tutti noi
non solo in me, lo sai
questa sottile noia del domani,
ed è per questo che ritorno ancora
su questa banchina vuota di stazione
per risentire, come in un sorriso,
la tua voce di ieri,
“Tornerai?”

(G. Gastel 1979)

Superato il momento trendy come un passaggio generazionale obbligato, la decisione era tra scegliere di adeguarsi alle aspettative del mercato o diventare autore. Quest’ultima è la strada che Giovanni ha scelto, abbracciando in pieno la sua vocazione artistica, incarnandosi come filtro dei suoi soggetti fotografati, diventando l’interprete che restituiva loro una rilettura attraverso il suo mondo e l’eleganza che lo abitavano.

fotografia di Giovanni Gastel

Senza dubbio, come tutti i grandi artisti, un uomo contro l’ordinarietà. Un dettaglio in cui personalmente mi sono ritrovata è che non portava mai con sé la macchina fotografica. Non è necessario mostrare lì fuori chi sei o cosa fai. Saranno le nostre creazioni a parlare di noi e per noi.
Se vedeva qualcosa di interessante non pensava di fotografarlo ma lo portava con gli occhi e la sensibilità dentro al suo luogo interiore per poi… rifarlo. Non era il possedere la tecnica a renderlo un professionista. Ancor più in quest’epoca dove la tecnologia sta mettendo tutti in grado di auto-produrre, ad esempio, una fotografia o un catalogo.
Al cliente devi offrire qualcosa che lui non ha – diceva Gastel – e cos’è che lui non ha?
Non ha TE , che sei unico al mondo!

fotografia di Giovanni Gastel

Giorno dopo giorno le sue visioni artistiche, il suo sguardo, il buio, il vuoto, l’assenza, la gioia, la paura di non essere, sono finiti nei suoi “messaggi in bottiglia” attraverso le sue poesie e le sue fotografie, la sua intera vita, il suo essere tutto ciò che ha desiderato essere. Messaggi che non sono serviti a salvarlo qui, ma che ci ha lasciato come inconfutabile certezza del suo passaggio e della sua impronta indelebile in questo mondo dove è naufragato un dì.

Fotografie e poesie citate © Image Service / Archivio Giovanni Gastel

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Marica Preto

Marica Preto vive a Verona dove si dedica alla fotografia e alle sue contaminazioni attraverso una costante ricerca di concetto fondata su introspezione, identità e consapevolezza. Si ispira d’arte, scrittura, poesia, teatro, danza e quant’altro fondendo insieme il proprio essere con la propria professione. Realizza progetti fotografici specifici per le donne e non solo, collabora con realtà teatrali e artistiche attraverso i suoi contributi tecnici e creativi. Fondatrice del progetto Resta Viva, un ausilio ai professionisti impegnati nella relazione di aiuto attraverso la fotografia. I suoi progetti sono di carattere sperimentale-personale, sociale, culturale ed artistico. Organizza e conduce incontri di formazione sull’arte visiva e la fotografia terapeutica.

One thought on “I messaggi in bottiglia di Giovanni Gastel

  • ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per “annusarne” lo sguardo,affilato e altrove di chi cerca amicizia con la luce mentre abbraccia le ombre. Voglio terminare con un auspicio, ma che non stona con questo ottimo articolo: ” Meno profeti più poeti”

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Commenti

  1. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  2. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

teatro shakespeare verona

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