Perché la formazione D.Lgs. 81/08 deve orientare i consumi e proteggere la prima infanzia

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Perché la formazione D.Lgs. 81/08 deve orientare i consumi e proteggere la prima infanzia

La tutela della salute nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni educative non può più ridursi a un mero adempimento burocratico o a una sequenza di adempimenti normativi. Per proteggere davvero i soggetti più vulnerabili, la formazione sulla sicurezza deve compiere un salto culturale profondo.

Dall’osservazione sul campo e dall’esperienza maturata nella formazione sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08), unitamente alla ricerca sulla sostenibilità tessile e all’impegno nel comitato scientifico di Microplastiche.it, emerge con chiarezza l’esigenza di una svolta: i formatori e i consulenti della sicurezza non devono limitarsi a gestire procedure formali, ma devono evolversi in veri e propri vettori di educazione al consumo consapevole e prevenzione primaria.

La figura del formatore deve diventare uno strumento operativo capace di dotare aziende, scuole, insegnanti e famiglie di linee guida concrete per scegliere materiali sicuri e adottare buone pratiche quotidiane.Una reale prevenzione primaria impone di rivolgere lo sguardo laddove finora si è guardato troppo poco: alla composizione dei tessuti, al rischio chimico invisibile e al rilascio continuo di microparticelle polimeriche negli ambienti di vita, di gioco e di studio della prima infanzia.

L’urgenza di questo cambio di paradigma trova conferma nei risultati di un importante studio scientifico pubblicato a luglio 2026 sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology, condotto dai ricercatori della Scuola di Ingegneria e Architettura di Friburgo e dell’Università di Losanna. L’indagine ha analizzato la presenza e la migrazione di PFAS nei giocattoli tessili e nei peluche destinati alla fascia d’età 0-3 anni sul mercato europeo.

I dati emersi si sono rivelati inequivocabili:

Contaminazione totale: Tutti e 18 i peluche analizzati (100% del campione) hanno rilasciato PFAS;

La minaccia dei PFAS a catena corta: Lo studio ha evidenziato una netta prevalenza di PFAS a catena corta, questi composti sono estremamente mobili e idrosolubili, caratteristiche che ne facilitano il passaggio diretto dal tessuto alla saliva del bambino;

I limiti del lavaggio: In diversi casi la degradazione meccanica delle fibre durante il lavaggio ha persino aumentato il rilascio di taluni contaminanti.

I PFAS, noti come “forever chemicals” per la loro incapacità di degradarsi nell’ambiente e nell’organismo, sono correlati a interferenze con il sistema endocrino, alterazioni dello sviluppo cognitivo e metabolico e riduzione della risposta immunitaria. I prodotti e i capi d’abbigliamento realizzati in fibre sintetiche (in particolare poliestere ed acrilico), inoltre rilasciano costantemente fibrille nell’aria e sulle superfici.

I bambini in età prescolare presentano concentrazioni di microparticelle nell’organismo significativamente più elevate rispetto agli adulti. Questa sproporzione è legata a precisi fattori comportamentali e biologici, come l’abitudine fisiologica di succhiare lembi di stoffa, portare pupazzi alla bocca o strofinare il viso sui tessuti sintetici causa l’ingestione diretta di fibrille libere. Il gattonare e il giocare su moquette e tappeti sintetici solleva la polvere domestica ricca di microplastiche depositate, facilitandone l’inalazione e il trasferimento dalle mani alla bocca.

L’impiego diffuso di biberon in plastica soggetti a riscaldamento quotidiano, unitamente a stoviglie polimeriche, costituisce un’ulteriore via d’apporto di microplastiche. Di fronte a questa realtà, la formazione sulla sicurezza deve farsi promotrice di azioni concrete sul campo e orientare le famiglie verso la scelta di abbigliamento e giocattoli tessili realizzati in fibre naturali non trattate.

È fondamentale evitare prodotti pubblicizzati come “antimacchia”, “idrorepellenti” o di “facile manutenzione”, poiché tali caratteristiche sono spesso ottenute attraverso finissaggi chimici a base di PFAS. Fornire indicazioni per effettuare sempre un lavaggio accurato di capi, coperte e peluche prima del primo utilizzo, così da abbattere la quota iniziale di residui chimici di lavorazione e di microfibre superficiali non ancorate.

Sensibilizzare i genitori sui rischi legati alla presenza di pupazzi o coperte in fibra sintetica a diretto contatto con naso e bocca durante il sonno o le fasi di dentizione. La scuola, affiancata da formatori qualificati capaci di coniugare normativa, competenze scientifiche sui materiali e sensibilità ambientale, può trasformarsi nel motore centrale di una nuova cultura dei consumi.

Significa restituire alla formazione il suo valore più alto: la tutela attiva della vita e della salute.

(photo credits: pexels.com)

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Dalia Arablu

Nata a Torre Annunziata nel 1977, studio Chimica Tintoria a Napoli, subito dopo la scuola parto per un anno di apprendimento/lavoro a Londra e da lì si aprono le porte per collaborazioni con aziende estere che mi porteranno a viaggiare per il mondo nei 15 anni successivi. Nel 2021 fondo Devalia-a scientific approach to circular economy, con l’obiettivo di sviluppare progetti di economia circolare, con un approccio scientifico. Le scelte professionali, mi hanno consentito di assecondare una delle mie più grandi passioni: viaggiare, parlare con persone nuove e confrontarmi con culture diverse. Tutto questo si fonde con il piacere di ampliare le prospettive, osservare la natura umana e studiarne le abitudini, cosa che non smette mai di affascinarmi. La svolta consapevole mi permette di assecondare una delle mie esigenze principali, esprimere amore per la natura e cercare di passare più tempo possibile all’aria aperta, a contatto con essa.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

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