...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…
Catari Capitolo V
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Catari Capitolo V
Nell’età dell’oro catara, tra i secoli XII e XIII, i Perfetti, uomini e donne presenti un po’ ovunque, conquistarono con l’esempio della loro vita il cuore e la mente dei cristiani dalla Bulgaria ai Balcani all’Italia settentrionale e centrale fino alla Francia del sud, sotto vari nomi a seconda della regione: Bulgari, Bogomili, Patari, Albigesi. Il loro messaggio forte era l’elevazione spirituale che, in modo palese, attraverso lo stile di vita sobrio, sincero, coerente si contrapponeva agli aspetti deplorevoli della Chiesa di Roma come simonia, ricchezza ostentata, corruzione, lussuria di certi ecclesiastici.
Centomila furono gli albigesi della Linguadoca sterminati fino al 1244, in quel progrom per cui cristiani massacrarono senza alcuna pietà altri cristiani, in una nazione cristiana, per ordine del papa. Meraviglia il coraggio, la fermezza con cui molti affrontarono la morte per autentica fede e, forse, in uno stato di trance, imparato nel periodo dell’iniziazione e nei riti di affiliazione e consacrazione. Come gli gnostici, avevano livelli di appartenenza essoterici – praticati in modo pubblico e conosciuti dalla maggior parte dei seguaci – ed esoterici, i più occulti e arcani ma così dirompenti, da essere tramandati solo da chi e per chi ne fosse degno. Meritano altrettanto ricordo e onore coloro che per proteggerli furono massacrati, senza avere la loro stessa fede o la preparazione spirituale e iniziatica, come successe a Beziers nel 1209, quando il legato papale sentenziò: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”.
Cosa fecero i bons chretiens di Montsegur (nella foto come appare oggi), ultima roccaforte catara in Francia, nelle due settimane tra la resa ai crociati e i roghi di mercoledì 16 marzo 1244? Rifiutarono l’abiura e si prepararono alla morte, con riti e preghiera in preparazione dell’agonia.
Testimoni confermarono, allibiti, che duecento tra uomini e donne, nonostante la debolezza fisica dell’assedio durato dieci mesi, si lanciarono giù dalla collina, gridando l’amore per i fratelli e per Dio, certi di ritrovarsi di lì a poco come puri spiriti nel palazzo celeste.
Ma nulla finisce, tutto torna e chi ha orecchie per intendere, intenda.
Un gruppetto di catari fuggì con il tesoro, si favoleggia da allora. Ricchezze materiali come oro, argento? Difficile scendere dal pendio scosceso della montagna sui Pirenei con sacchi in spalla! Il Sacro Graal, la coppa in cui fu raccolto il sangue di Gesù, oppure il segreto sulla stirpe sacra discendente di Gesù e Maria Maddalena, versione che ha fatto la fortuna dei libri di Baigent, Leigh, Lincoln e poi di Dan Brown?
I nazisti inviarono l’archeologo Otto Rahn a cercare quel tesoro che avrebbe dato loro una potenza invincibile, invano, per nostra fortuna. I film di Indiana Jones si ispirano proprio a questa vicenda.
Visto il sistematico massacro dei boni cristiani, né ricchi né potenti come i Templari, che subirono la stessa sorte poco più di cinquant’anni dopo e, si presume, per gli stessi segreti motivi, è ragionevole pensare che possedessero conoscenze, libri, culti che, una volta palesati in modo pubblico, avrebbero distrutto le fondamenta della Chiesa cattolica.
Si narra che i fuggitivi si divisero in modo tale da portare i libri sacri su quattro rotte europee, verso ovest, est, sud, nord. Marsiglia fu luogo d’espatrio nelle varie direzioni e, talvolta, i Templari stessi assolsero il compito di mettere in salvo la verità occulta in terre lontane. Per questo finirono perseguitati anche loro. Giunsero, si narra, fino all’Islanda. Partecipe di tale conoscenza sarebbe stato lo stesso Dante Alighieri, e le cantiche rappresenterebbero i livelli di iniziazione catara. Di questo scriverò nella prossima puntata.
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Claudia Farina
Giornalista e scrittrice, vive a Verona. Specializzata in stampa turistica, cultura del vino ed eresie medievali, è direttrice della rivista Gardamore. Ha scritto articoli e libri inerenti il lago di Garda, l’Africa, il Medio Oriente e altri Paesi. Fa parte di varie Associazioni tra cui Le Donne del vino; Wigwam (Rete associativa per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità locali); Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari ); Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino). Ultimi libri pubblicati: “Sull’onda. Intrecci d’amore e di viaggio” Delmiglio editore; per Cierre Grafica ha scritto “Catari sul Garda. Maddalena l’apostola e il vescovo donna”; “La svolta nei racconti di dieci donne”; “Boni Homini. Sulle tracce dei Catari e di Maria Maddalena”; “Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia”. Scrive di tutto ciò che la interessa sul blog del suo sito www.claudiafarina.com


















