Intervista ad una giovane emergente – Maria Luna Cattalani

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Intervista ad una giovane emergente – Maria Luna Cattalani

Non devi essere perfetta, devi essere vera

Ventiquattro anni, originaria di Castelleone di Suasa ma veronese d’adozione, Maria Luna Cattalani è una delle voci emergenti più interessanti del panorama pop-rock italiano. Formata al Conservatorio di Rovigo e forte di un talento viscerale per il palco — come dimostrato dal grande successo riscosso la scorsa estate con il suo applaudito debutto live «Cuore Pop, Anima Rock» nella cornice di Villa Venier a Sommacampagna —, Maria Luna unisce una rigorosa preparazione accademica a una grinta d’altri tempi. In questa intervista ci racconta il suo percorso, le sue sfide quotidiane e la sua visione autentica della musica.

Quali sono le tue origini? Dove sei nata, dove hai vissuto e dove vivi tuttora?

Sono nata a Senigallia ma ho vissuto per vent’anni in un piccolo paesino in collina delle Marche, Castelleone di Suasa. Da quattro anni, invece, vivo a Verona.

Qual è stato il tuo percorso di studi? Ti ha portato verso la meta iniziale o hai percorso strade diverse?

Il mio percorso di studi è sempre stato completamente incentrato sulla musica. Ho iniziato a prendere lezioni di canto in scuole private dall’età di 9 anni e, dopo le scuole medie, ho frequentato il liceo musicale di Pesaro diplomandomi. Successivamente sono entrata al Conservatorio di Rovigo, dove ho conseguito la laurea triennale e dove tutt’ora sto studiando per conseguire la seconda laurea.

Quando hai scoperto che la musica e il canto potevano essere il tuo futuro?

Non ho moltissimi ricordi di quando ero piccolissima, ma quelli più nitidi risalgono a quando ho iniziato a cantare, verso gli 8 anni, e da lì non ho più smesso. Ho sempre pensato che la musica fosse la mia strada perché cantare è sempre stata l’unica cosa che mi dava più soddisfazione e mi faceva sentire viva. Ogni volta non vedevo l’ora di salire sul palco ed esibirmi davanti a un pubblico.

Quali sono stati gli aspetti più positivi delle tue esperienze e quali le difficoltà che hai dovuto affrontare?

Gli aspetti più positivi sono stati sicuramente il contatto con il pubblico e l’opportunità di condividere la mia musica dal vivo. Vedere le persone emozionarsi o cantare le mie canzoni è la soddisfazione più grande in assoluto, insieme alla fortuna di collaborare con un team competente e musicisti professionisti che arricchiscono il mio percorso.
Per quanto riguarda le difficoltà, la sfida più grande è stata imparare a gestire la sensazione di non sentirmi “abbastanza”, abbastanza brava, pronta o all’altezza delle situazioni. La mia vittoria quotidiana sta nel trasformare questa fragilità in benzina per salire sul palco, cantare e mostrare chi sono senza filtri.

Quali progetti stai portando avanti e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Attualmente sono focalizzata al 100% sulla promozione dei miei singoli e sul far conoscere il mio show dal vivo insieme alla mia band, un set già pronto, solido e molto dinamico. Per il futuro, l’obiettivo principale è continuare a pubblicare nuova musica per definire ancora meglio la mia identità artistica e far uscire un progetto discografico più ampio. Poi, come per ogni artista che ama la musica italiana, c’è sempre quel grande sogno nel cassetto: il palco del Festival di Sanremo. L’importante per me è continuare ad ampliare la dimensione live e creare una community di persone che si riconosca e si ritrovi nelle mie canzoni.

Quali sono i tuoi hobby e le tue passioni nel tempo libero?

Sono una persona che anche nei giorni di riposo non sa stare ferma. Amo impegnare il mio tempo in modo creativo e stimolante, che si tratti di giardinaggio o cucina. Ho inoltre una grande passione per il make-up, che per me è una forma d’arte ed espressione personale, che mi piace curare nei minimi dettagli anche quando salgo sul palco per i miei show, studiando il look adatto per ogni esibizione.

Quali sono i tre aggettivi che ti caratterizzano meglio?

Empatica: riesco a sentire molto profondamente le mie emozioni e quelle di chi mi circonda.
Determinata: nonostante le mie insicurezze, non mi fermo mai di fronte agli ostacoli e lavoro ogni giorno per far crescere il mio progetto artistico.
Perfezionista: che si tratti di curare un arrangiamento, una scaletta o un look, amo curare ogni singolo dettaglio con dedizione.

Hai una frase che sintetizza il tuo essere e un mantra che ti appartiene?

La frase che mi sintetizza è: «In continuo cammino, con la voglia di superare me stessa senza mai perdere la mia autenticità».
Il mio mantra invece è: «Non devi essere perfetta, devi essere vera». In un mondo dove tutti cercano l’immagine impeccabile e la prestazione senza difetti, ho capito che l’errore fa parte del gioco ed è ciò che ci rende umani.

C’è qualche altra riflessione o messaggio che ti piacerebbe condividere con i lettori di Poliedrico Magazine?

Vorrei dire a chiunque stia leggendo di non smettere mai di inseguire i propri sogni e, soprattutto, di non ascoltare chi vi dice che non è la vostra strada. Durante il mio percorso mi è capitato di sentirmi dire che avrei dovuto fare altro, che stavo solamente perdendo tempo. All’inizio fa male e fa venire voglia di mollare, ma alla fine ho capito che le persone spesso giudicano basandosi sui propri limiti, non sui nostri. Continuare ad andare avanti a testa alta, credere nel proprio talento e dimostrare con i fatti quanto si vale è la risposta più bella che si possa dare.

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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