..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…
LA MALATTIA CELIACA E I DISTURBI CORRELATI AL GLUTINE
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LA MALATTIA CELIACA E I DISTURBI CORRELATI AL GLUTINE
La malattia celiaca, o celiachia, è un’enteropatia infiammatoria permanente, con tratti di auto-immunità e interessamento sistemico, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. E’ una malattia ereditaria ad eziologia multiforme, ha una frequenza di 1/300 nati vivi e rientra fra le enteropatie da glutine. Il glutine è la frazione proteica alcol–solubile di alcuni cereali fra cui grano, orzo e segale.

La celiachia viene nominata per la prima volta da Areto di Cappadocia, che nel 250 d.C. scriveva dei koiliakos, “coloro che soffrono negli intestini”. Nel 1856, Francis Adams tradusse questo termine dal greco all’inglese, coniando l’espressione “celiaci”. Pochi anni dopo, nel 1888, Samuel Gee descrisse i sintomi dettagliati di questa condizione sia negli adulti che nei bambini, ma solo nel 1945 il pediatra olandese Willem Karel Dicke identificò nella farina di frumento l’agente responsabile dei sintomi nei bambini celiaci.
La sintomatologia a livello dell’apparato gastrointestinale comprende calo ponderale, distensione e gonfiore addominale, vomito, anoressia, diarrea ricorrente e alterazione del test di assorbimento. A livello ematico si riscontra anemia e a livello cutaneo può insorgere sotto forma di dermatite erpetiforme con eruzioni cutanee, papule eritematose e forte prurito. Quando la patologia insorge precocemente, nei bambini piccoli, prevale la sintomatologia gastroenterica; la sintomatologia extra-intestinale, invece, è più frequente quando la malattia si manifesta più tardivamente o in età adulta. La malattia celiaca può decorrere anche in maniera silente. Nei pazienti celiaci sono state riscontrate anche molte patologie su base autoimmune.

La diagnosi di malattia celiaca si basa sulla presenza di lesioni intestinali con atrofia dei villi e iperplasia delle cripte intestinali, che scompaiono quando il glutine viene eliminato dalla dieta. La classificazione proposta dalle linee guida ESPGHAN per distinguere l’entità del danno intestinale è quella di Marsh, che va dal grado 1 (presenza di infiltrato infiammatorio con >25 linfociti intraepiteliali/100 cellule epiteliali), al grado 2 (iperplasia delle cripte con incrementato indice mitotico) al grado 3 a/b/c (presenza di atrofia dei villi di grado lieve/moderato/grave). Inoltre, i test per rilevare le IgA circolanti anti gliadina e anti endomisio sono esami diagnostici di particolare importanza, con specificità e sensibilità molto alte.
Il glutine è una proteina che si trova in alcuni tipi di cereali: grano, di tutti i tipi, orzo, avena, segale. È presente negli alimenti che li contengono, tra cui pasta, pizza, pane, cracker, grissini, torte, snack, cereali per la prima colazione, carne e pesce impanato. È, inoltre, aggiunto a molti alimenti come additivo durante la fase di trasformazione industriale, in particolare, in salse, piatti pronti, yogurt, gelati. Anche la birra, prodotta dalla fermentazione dell’orzo, deve essere evitata dai celiaci.


Le persone celiache devono modificare la loro dieta per tutta la vita, escludendo rigorosamente tutti gli alimenti che contengono glutine ed evitando ogni trasgressione. Inoltre è necessario ridurre il più possibile le contaminazioni. Il consumo di alimenti contenenti glutine, anche in piccole quantità, può causare diverse complicazioni. Le potenziali complicazioni a lungo termine includono: celiachia refrattaria, carcinoma intestinale e linfoma non Hodgkin e iposplenismo. I celiaci hanno maggiori probabilità di sviluppare anche un’intolleranza al lattosio che consiste nella mancanza, o nell’insufficiente quantità, dell’enzima che digerisce lo zucchero presente nel latte (lattosio) e nei prodotti da esso derivati. Di solito, si tratta di una intolleranza conseguente all’atrofia dei villi che si risolve dopo qualche mese dall’inizio della dieta senza glutine.
Secondo i dati della letteratura scientifica, la celiachia interessa circa l’1% della popolazione generale a livello globale, è più frequente tra le donne (ben 2 casi su 3 riguardano il sesso femminile) e può svilupparsi a qualsiasi età.
I dati sulla diffusione della malattia in Italia sono descritti e aggiornati annualmente nella Relazione al Parlamento sulla celiachia, curata dal Ministero della Salute, che contiene anche molte informazioni utili per i celiaci. Approfondimenti sulla dieta senza glutine, sugli alimenti e sulle associazioni locali sono consultabili anche sul sito web dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC). L’AIC realizza e mantiene aggiornata, con l’aiuto di esperti del settore, una “classificazione” delle tipologie di alimenti in riferimento al rischio di contenere glutine attraverso l’ABC della dieta del celiaco.

Il marchio Spiga Barrata è il simbolo di AIC che in etichetta guida le persone celiache nella scelta di prodotti alimentari confezionati sicuri e idonei alle specifiche esigenze di un’alimentazione senza glutine: consente un’immediata riconoscibilità di prodotti senza glutine nell’ambito dell’offerta del mercato e soprattutto comunica le garanzie di sicurezza assicurate dalle verifiche di AIC.


I disturbi correlati al glutine
Le tipologie più note di disturbi correlati al glutine sono tre:
- la malattia celiaca (Celiac Disease, CD)
- l’intolleranza al glutine non-celiaca, nota anche come “sensibilità al glutine non-celiaca” (Non-Celiac Gluten Sensitivity, NCGS);
- l’allergia alle proteine del grano (e di altri cereali), compreso il glutine.
Benché indotta da meccanismi differenti, la sintomatologia dell’intolleranza al glutine non-celiaca è del tutto sovrapponibile a quella della celiachia vera e propria, soprattutto a livello gastrointestinale. Si manifesta subito dopo avere mangiato alimenti che contengono glutine e consiste in: gonfiore addominale, crampi allo stomaco, mal di testa, dissenteria e sonnolenza. Esattamente come per la celiachia, il modo migliore di evitare i disturbi intestinali ed extra-intestinali causati dall’intolleranza al glutine non-celiaca è seguire una dieta gluten free per un periodo di tempo prolungato. Al contrario della celiachia, però, la cui presenza può essere certificata attraverso l’esecuzione di esami del sangue o il prelievo e l’analisi in laboratorio di un campione di mucosa dell’intestino, l’intolleranza al glutine non è riscontrabile attraverso esami del sangue perché non sono ancora stati isolati i marcatori specifici che permettano di fare una diagnosi precisa. La NCGS non comporta la produzione degli autoanticorpi tipici della celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi, tTG; anti-gliadina, AGA; anti-endomisio, EMA), ma è innescata da meccanismi patogenetici differenti.

L’allergia al grano, infine, è una reazione avversa scatenata da specifiche proteine presenti nel grano, come gliadina, glutenina e glutine. Si manifesta come una reazione di ipersensibilità mediata da IgE, in cui il sistema immunitario identifica le proteine del grano come estranee, provocando vari sintomi allergici. Questi sintomi possono variare da lievi, come eruzioni cutanee, prurito e congestione nasale, a gravi, compresi difficoltà respiratorie, gonfiore della gola e, in casi rari, anafilassi. L’allergia al grano può colpire individui di tutte le età, dai neonati che vengono svezzati con pastina e semolino agli adulti che hanno consumato grano per anni senza manifestare reazioni avverse.
FONTI:
https://www.epicentro.iss.it/celiachia
https://www.microbiologiaitalia.it/batteriologia/celiachia-caratteristiche-generali
https://www.celiachia.it/celiachia/celiachia-e-dermatite-erpetiforme/
https://celiac.org/about-celiac-disease/what-is-celiac-disease
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/celiac-disease/symptoms-causes/syc-20352220
https://www.laevolac.it/disturbi-intestinali/intolleranza-al-glutine
https://www.sigeitalia.it/Docs/LineeGuida/Celiachia.pdf
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Silvia Stefanini
Medico Chirurgo Spec. in Igiene e Medicina Preventiva, iscritta all’OMCeO di Verona. Socio SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), EUPHA (Società Europea di Sanità Pubblica) e SIMET (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale). Ho eseguito attività di medicina territoriale per ULSS9 Scaligera di Verona e Azienda USL Toscana Sud-Est, attualmente lavoro presso AOUI Verona. Nel percorso universitario ho ricoperto ruoli di redattrice e speaker radiofonico per uRadio, web radio dell’Università degli Studi di Siena. Collaboro come co-redattrice al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.


















