Ordine del Merito sotto il Titolo di San Lodovico

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Ordine del Merito sotto il Titolo di San Lodovico

Reale e Ducale Casa Borbo­ne-Parma

Status: attivo

Gran maestro: S.A.R. il principe don Carlo Saverio, duca di Parma – duca titolare di Parma e Piacenza (n. 1970).

Competenza/autorizzazione: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Venne fondato con decreto istitutivo a Lucca il 22 dicembre 1836 dal duca e infante di Spagna Carlo Lodovico di Borbone, che nel 1847, a seguito della morte dell’arciduchessa Maria Luigia d’Austria, divenne anche duca di Parma e Piacenza, riportando il Ducato sotto la sovranità dei Borbone.

Nel 1849, a Carlo Lodovico (Carlo II) successe il figlio Ferdinando Carlo (Carlo III), duca di Parma e infante di Spagna, che nello stesso anno rinnovò gli statuti e i regolamenti.

L’Ordine fu suddiviso in cinque gradi, rimasti invariati fino ai nostri giorni: cavaliere di gran croce, commendatore, cavaliere di I classe, cavaliere di II classe e decorato della croce.

Rara placca di commendatore dell’Ordine del Merito sotto il Titolo di San Lodovico, in argento con parti in oro e smalti, potenzialmente precedente al 1859 (Torino, Aste Bolaffi). Sopra: rare insegne di cavaliere di I classe, in argento dorato e smaltato, metà del XIX secolo (Torino, Aste Bolaffi)

Originariamente fu fissato un numero limitato di insigniti, ad eccezione dei sovrani e dei principi delle famiglie regnanti italiane e straniere, e si stabilì che la decorazione potesse essere conferita a soggetti italiani, stranieri, laici o ecclesiastici: venti cavalieri di gran croce, trenta commendatori, sessanta cavalieri di prima classe, ottanta cavalieri di seconda classe e cento decorati della croce.

Nel 1849, inoltre, si riservò il Gran Magistero al sovrano e ai suoi successori, l’amministrazione a un gran cancelliere con grado di cavaliere di gran croce, un segretario della classe di commendatore o cavaliere e un archivista, solitamente non insignito.

Il sodalizio si ispirò certamente al Reale e Militare Ordine di San Luigi (l’effigie riportata sulla decorazione è la medesima), istituito dal re di Francia nel 1696, di cui i duchi di Borbone-Parma sono diretti discendenti. Statuti e regolamenti, invece, si basarono su quelli dell’Ordine al Merito sotto il Titolo di San Giuseppe, con cui condivideva molti punti in comune, in particolare la prerogativa di concedere la nobiltà.

La decorazione fu accordata a civili e militari, principalmente di religione cattolica, che per meriti particolari e qualità morali si fossero distinti agli “occhi” del sovrano. Come recitano gli statuti, il sodalizio era “destinato nelle sue diverse classi a distinguere con decorazione esteriore le qualità pregevoli e le virtuose azioni di chiunque abbia acquistato titolo alla Nostra Sovrana Benevolenza, o per i suoi meriti personali, o per utili servigi resi allo Stato”.

Con il XIX secolo iniziarono a modificarsi le modalità di conferimento: l’Ordine di San Lodovico, conferito unicamente per merito, rompeva con la tradizione delle istituzioni cavalleresche più antiche, spesso assegnate in virtù dello stato nobiliare.

A seguito del conferimento, l’insignito aveva il diritto di essere iscritto alla nobiltà, in alternativa al tradizionale decreto sovrano ad personam, permettendo l’ingresso di nuova nobiltà, attiva nella vita pubblica. Al cavaliere di gran croce e al commendatore veniva concessa la nobiltà ereditaria trasmissibile (riconosciuta anche nel Regno d’Italia), mentre ai cavalieri di I e II classe veniva conferita la nobiltà personale.

Fascia e placca di gran croce dell’Ordine (Sugenheim, Kube Auktionen)

Il duca Roberto I, ultimo sovrano del Ducato, continuò a conferire l’onorificenza anche dopo l’unificazione italiana. Oggi, il principe gran maestro concede le insegne limitatamente ad alte personalità, per meriti acquisiti nei campi dell’economia, della cultura, della politica, dell’arte, in ambito militare o nei confronti della Casa di Borbone-Parma.

Le insegne sono costituite da una croce di forma greca, composta da quattro gigli che si legano mediante le loro foglie, unendosi al centro a uno scudo recante, sul recto, tre gigli d’oro in campo azzurro e, sul verso, l’effigie di San Luigi dei Francesi (Lodovico), attorno alla quale si trova il motto DEUS ET DIES (Dio e il tempo). La placca riprende gli stessi gigli della decorazione. Il nastro dell’Ordine è azzurro, con un palo giallo su ciascun lato.

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Alessandro Scandola

Alessandro Scandola nasce nel 1972 a Verona, dove tuttora risiede. Pubblica saggi e collabora con riviste specializzate in materia di Ordini cavallereschi e segni d’onore con articoli sul tema. È socio dell’Associazione Insigniti Onorificenze Cavalleresche e della Società Italiana di Studi Araldici di Torino. Nell’ambito del progetto Archivi politici vicentini della biblioteca Bertoliana di Vicenza, classifica e digitalizza l’intero archivio documentale delle tre Commissioni in materia di Ordini cavallereschi “non nazionali” e onorificenze, istituite presso il Governo Italiano, la prima presieduta del prof. Aldo Pezzana, la seconda e la terza dall’on. Alberto Lembo. Ultimi lavori pubblicati: Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (2025); L’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2021); Il Sovrano Ordine di Malta e l’Italia (2019).

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Commenti

  1. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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