Teatro Ristori – Neri Marcorè apre l’atteso cartellone di Prosa con “Gaber. Mi fa male il mondo”
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Teatro Ristori – Neri Marcorè apre l’atteso cartellone di Prosa con “Gaber. Mi fa male il mondo”
Lo spettacolo è diretto da Giorgio Gallione che riporta in scena una rilettura del teatro-canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
Un viaggio tra musica, ironia e coscienza critica, accompagnato da quattro pianoforti.
Le parole e le canzoni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini tornano a vivere sul palcoscenico conservando intatta la loro capacità di provocare, divertire e far riflettere. Mercoledì 4 e, in replica, giovedì 5 novembre, alle 20.30, il Teatro Ristori apre la rassegna Prosa della Stagione Artistica 2026/2027 con Neri Marcorè, protagonista di Gaber. Mi fa male il mondo, lo spettacolo scritto e diretto da Giorgio Gallione che riporta in scena l’universo creativo del “Signor G” tra canzoni, monologhi e riflessioni capaci di attraversare le generazioni.
Giorgio Gaber, indimenticato cantautore e attore milanese, e Sandro Luporini, pittore e autore viareggino oggi 96enne, hanno segnato la storia dello spettacolo italiano inventando, negli anni Settanta, il teatro-canzone. Un linguaggio originale che univa musica e monologhi alternando comicità, poesia e critica sociale. Gaber ne era il volto e la voce sul palcoscenico, Luporini il compagno di scrittura e di pensiero: insieme hanno raccontato per oltre quarant’anni l’Italia e le sue trasformazioni. Interrogandosi sul rapporto tra individuo, società e politica.

Dopo il successo di una tournée che ha toccato numerose città italiane, Marcorè torna a confrontarsi con l’eredità artistica di Gaber e Luporini. Non un semplice omaggio nostalgico, né il tentativo di riprodurre una voce e uno stile irripetibili, ma una rilettura di quel teatro-canzone che ha saputo mettere a nudo conformismi, ipocrisie e fragilità individuali. Un teatro capace di far ridere e subito dopo riflettere, trasformando il disagio in ironia e l’indignazione in poesia.
Libertà, democrazia, partecipazione, appartenenza, etica e ricerca di senso sono le parole chiave di uno spettacolo che sembra parlare direttamente all’oggi. Attraverso brani come Mi fa male il mondo, La nave, L’odore, La peste, Non è più il momento e Io se fossi Dio Marcorè restituisce la forza di un pensiero mai accomodante, che non offre risposte facili ma invita continuamente a interrogarsi. Perché la straordinaria attualità di Gaber risiede proprio nella capacità di mettere in discussione tutti, a cominciare da sé stessi. «Non vogliamo “tramandare” Gaber come un santino, ma usarlo come un classico come Pirandello», ha spiegato Neri Marcorè in una recente intervista. Una dichiarazione che restituisce il senso di un progetto artistico costruito sulla volontà di far dialogare il passato con le inquietudini contemporanee evitando qualsiasi celebrazione di maniera.
Lo spettacolo conduce idealmente il pubblico nel laboratorio creativo di Gaber e Luporini, tra le pagine e le suggestioni degli autori che hanno alimentato il loro pensiero: da Pier Paolo Pasolini a Italo Calvino, da Céline a Brecht. Un universo di riferimenti letterari, filosofici e politici che prende forma in una scenografia popolata da giornali, immagini e oggetti, quasi a ricostruire lo spazio in cui parole e idee diventavano canzoni e monologhi. Come ha osservato il regista Giorgio Gallione, un ritorno «forse più maturo e consapevole» a un linguaggio teatrale ancora attuale e necessario.

A rendere particolarmente originale questa produzione è anche la sua veste musicale. Quattro pianoforti diventano una vera e propria orchestra grazie agli arrangiamenti inediti e alla direzione musicale di Paolo Silvestri. Ad accompagnare Marcorè sul palcoscenico sono Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri quattro giovani pianisti che danno nuova profondità e suggestione a un repertorio nato prevalentemente con la chitarra. Una dimensione quasi cameristica, nella quale la musica non è semplice accompagnamento ma parte integrante della narrazione.
Per Marcorè e Gallione si tratta anche di un ritorno a un percorso artistico condiviso, iniziato quasi vent’anni fa con Un certo signor G e proseguito con Eretici e corsari. Un rapporto di lunga data con l’opera gaberiana che oggi trova una nuova maturità interpretativa, tra leggerezza e profondità, satira e introspezione. Prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano e dalla Fondazione Teatro della Toscana, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, lo spettacolo vede le scene e i costumi di Guido Fiorato e il disegno luci di Marco Filibeck.
Biglietti e abbonamenti sono disponibili online sul sito www.teatroristori.org oppure direttamente alla biglietteria del Teatro Ristori, in via Teatro Ristori 7, aperta il mercoledì e il venerdì dalle 17 alle 19.30 e un’ora prima di ogni spettacolo. Informazioni al numero 045 693 0001 o all’indirizzo biglietteria@teatroristori.org.
Il programma completo della Stagione Artistica 2026/27, con calendario, protagonisti e approfondimenti su tutti gli appuntamenti, è disponibile su www.teatroristori.org.
Foto in alto: GABER_MFMIM_Neri Marcorè_credit T. Le Pera
BIGLIETTERIA DEL TEATRO in Via Teatro Ristori, 7
Tel +39 045 693 0001 – biglietteria@teatroristori.org
Mercoledì e venerdì dalle 17.00 alle 19.30 e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Online sul sito www.teatroristori.org
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

















