La Pecora Brogna Presidio Slow Food, patrimonio di biodiversità

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La Pecora Brogna Presidio Slow Food, patrimonio di biodiversità

La pecora Brogna, è una razza autoctona della Lessinia (area montana in provincia di Verona), presente in Val d’Illasi, Val d’Alpone, Valle di Chiampo e Valpolicella. Conosciuta anche come Nostrana, Badiota, Sengiarola, Brognola, Prognola, Testa rossa, e altri nomi che variano di vallata in vallata, è l’unica razza autoctona della montagna veronese sopravvissuta all’estinzione. 

La Brogna è una razza di taglia media, con testa acorne in entrambi i sessi, proporzionata, con profilo lievemente montonino sia nelle femmine che nei maschi, con macchie più o meno estese di colore tendente al rosso. Ha orecchie di media lunghezza, che possono anche essere maculate, portate di norma verso il basso. Gli arti e il tronco sono proporzionato all’altezza dell’animale. Presenta un torace poco profondo, una groppa leggermente spiovente e una coda lunga sino al garretto. Il vello, generalmentebianco (ma può presentare anche tonalità tendenti al castano chiaro), copre tutto il tronco, ma non la testa e gli arti che, invece, sono privi di lana.

La pecora Brogna è allevata principalmente in greggi di piccole dimensioni con sistema stanziale (in cui gli animali rimangono nello stesso luogo per l’intero arco dell’anno, senza spostarsi in altre zone stagionalmente) principalmente in aree collinari e montane o semi-stanziale, dal momento che alcune greggi, nel periodo estivo, possono essere condotte in malga. L’alimentazione è basata sul fieno nella stagione invernale e sul pascolo in estate.

La pastorizia è sempre stata un’attività fondamentale per gli abitanti della Lessinia a partire dal Neolitico. A dare un impulso rilevante all’allevamento ovino, però, fu il il Vescovo di Verona, Bartolomeo della Scala, che nel 1287 favorì l’insediamento dei Cimbri (coloni bavaro-tirolesi) nella montagna veronese, i quali si dedicarono al disboscamento del territorio e allo sviluppo della pastorizia. Tra il XIV e il XV secolo, la lana di Verona (“panni alti veronesi”), considerata tra le migliori d’Italia, raggiunse il Nord Europa, arrivando a concorrere con le lane delle Fiandre e dell’Inghilterra. La storia degli allevamenti ovini, quindi, si è intersecata con le vicende umane e con l’economia rurale lungo tutto il Medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri. 

La pecora Brogna però ha rischiato di estinguersi, ma grazie all’impegno di alcuni allevatori e all’Università di Padova, che a partire dagli anni ‘80 – nell’ambito del progetto Sheep Up – ha avviato un lavoro di mappatura dell’intero territorio della Lessinia, volto a selezionare i capi che presentassero le caratteristiche proprie di questa razza, è stato possibile salvarla e, attualmente, la razza ha una consistenza di circa 2500 fattrici. 

La presenza secolare della pecora Brogna nei pascoli della Lessinia, recentemente iscritti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, ha fatto sì che questo animale sia stato in grado di adattarsi all’ambiente che lo circonda, rendendolo prezioso per il controllo della vegetazione boschiva e uno strumento ecologico-naturale per il mantenimento della pulizia dei prati e dei declivi.

La razza Brogna oggi viene allevata principalmente per la produzione di carne, secondariamente per latte e lana. La carne di Brogna è caratterizzata da un gusto delicato e bilanciato. Si presta per essere trasformata in prodotti, quali hamburger, luganeghe, arrosticini, costolette, arrosti, medaglioni, spezzatini e carne trita. Il suo utilizzo trova interessanti riscontri anche nella preparazione di ragù o nei ripieni di pasta fresca. Un particolare prodotto, ottenuto con il 40% di carne suina e il 60% di carne Brogna, è il “Brognolino”, un tipico salametradizionale della Lessinia. La carne di  Brogna, valorizzata da chef e macellai, si presta a lunghe cotture (anche a bassa temperatura), e può essere abbinata, in base alla preparazioni, a rossi o rosati freschi oppure a vini più corposi e importanti.

Il latte di pecora Brogna è più dolce e delicato di quello degli altri ovini, ha un grande potere nutrizionale ed è ricco di omega-3 e acidi grassi polinsaturi. La pecora Brogna, quindi, nonostante non sia particolarmente lattifera, produce un latte di elevata qualità che, grazie alle sue caratteristiche che lo rendono adatto alla caseificazione, viene utilizzato per la produzione casearia di formaggi tradizionali delle montagne veronesi come il Pastorin (100% latte di Brogna), il Mistorin (misto di latte di Brogna e latte vaccino) e il Trilatte (misto latte di Brogna, latte vaccino e latte caprino).

La lana di pecora Brogna è considerata una delle migliori lane autoctone italiane, apprezzata per la sua elasticità e lunghezza che consente un’ampia gamma di manifatture. Inoltre, il filato, robusto, finissimo, morbido e asciutto al tatto, con bassa capacità di infeltrimento, la rendono particolarmente adatta alla tessitura e alla maglieria artigiana. La lana di Brogna è utilizzata anche per la produzione di top pettinato e di falda cardata, per la lavorazione del feltro, la filatura a mano, il quilt, il patchwork e le imbottiture. 

La pecora Brogna, quindi, grazie alla sua vocazione produttiva a triplice attitudine (carne, latte e lana), rappresenta un patrimonio di biodiversità e sostenibilità, ed è riconosciuta con Presidio Slow Food dal 23 dicembre 2020, che opera, assieme all’Associazione per la Promozione e la Tutela della Pecora Brogna (nata nel 2012), per la sua tutela e per la promozione dei suoi prodotti.

Il Presidio Slow Food riunisce tutti gli allevatori che hanno sottoscritto un rigoroso disciplinare di produzione, fondato sull’allevamento al pascolo, integrato con miscele di cereali e mangimi non OGM e foraggi essiccati prodotti nei prati della Lessinia durante l’inverno, che adottano un sistema di garanzia partecipata, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera. Il Presidio è altamente simbolico perché richiama un periodo glorioso della città di Verona e della Lessinia e si propone di ridare slancio e prospettive al territorio dal punto di vista ambientale.

L’Associazione per la Promozione e la Tutela della Pecora Brogna raggruppa allevatori, tecnici del settore, ristoratori e trasformatori e si pone l’esigenza di salvare una razza autoctona, quale patrimonio di biodiversità culturale del territorio montano della Lessinia. La pecora Brogna, infatti, è un valido alleato nell’opera di salvaguardia dell’ambiente naturale, favorendo la pulizia dei pascoli scoscesi e il consolidamento dei fondi agricoli. L’obiettivo che l’associazione si prefigge è quello di promuovere e valorizzare i prodotti ottenuti dalla pecora Brogna in modo da consentire agli allevatori di tornare a ricoprire il ruolo di custodi del paesaggio rurale.

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Andrea Sansoni

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

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Commenti

  1. ..apporto a queste sentite riflessioni,che non han bisogno di aggiunte essendo solide di esperienza e di sensibilità umana( umani e…

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