Fiera dell’Asparago Bianco e Verde di Verona

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Fiera dell’Asparago Bianco e Verde di Verona

Al ‘via’ la seconda edizione

Il Consorzio per la Valorizzazione dell’Asparago di Verona presenta la Seconda Edizione della Fiera dell’Asparago Bianco e Verde di Verona, un appuntamento che celebra una delle produzioni più identitarie della pianura veronese, simbolo di qualità agricola, tradizione culinaria e sviluppo sostenibile del territorio.

L’evento è stato ufficialmente presentato nel corso della conferenza stampa nella Sala Rossa della Provincia di Verona, alla presenza delle autorità istituzionali, dei rappresentanti del Consorzio e degli organizzatori.

Organizzato dalla Pro Loco Carpanea APS di Casaleone in collaborazione con il Consorzio dell’Asparago Bianco di Verona e con il patrocinio della Provincia e della Camera di Commercio, la Fiera si conferma un appuntamento strategico per la promozione del territorio.

Pozzani
Gallo
Mauro Pozzani
Enrico Pozzani

Alla conferenza stampa, aperta con i saluti del Consigliere Provinciale e Sindaco di  Bovolone Orfeo Pozzani   hanno presenziato l’assessore alla cultura  del Comune di Casaleone Veronica Gallo, il presidente del Consorzio per la Valorizzazione dell’Asparago  Bianco di Verona Mauro Pozzani,  il presidente della Pro Loco Carpanea Casaleone Aps Enrico Pozzani, il Presidente dell’Esu Università di Verona Claudio Valente, il coordinatore della segreteria organizzativa della Pro Loco Carpanea Casaleone Gianpietro Bernardi e l’organizzatrice delegata per la cultura, tradizioni e turismo esperienziale nella Pianura dei Dogi Enrica Claudia De Fanti, con il coordinamento della conferenza stampa da parte del giornalista enogastroturista Maurizio Drago.

Valente
De Fanti

L’asparago Bianco di Verona: un’eccellenza unica

L’Asparago Bianco e Verde di Verona si distingue per le sue caratteristiche organolettiche uniche: colore candido, gusto delicato e leggermente dolce, consistenza tenera e assenza quasi totale di fibrosità. Queste qualità derivano da specifiche tecniche di coltivazione – in particolare la crescita interrata che impedisce la fotosintesi – e dai terreni sabbiosi e ben drenati della pianura veronese, ideali per ottenere un prodotto di alta qualità.

Ricco di proprietà nutrizionali, l’asparago è apprezzato per il suo contenuto di vitamine, sali minerali e composti benefici, rendendolo non solo un ingrediente della tradizione gastronomica, ma anche un alleato per il benessere.

Il programma del 9 aprile a Casaleone

Il cuore della manifestazione si terrà giovedì 9 aprile 2026 a Casaleone (VR) con un programma ricco di contenuti scientifici, culturali ed enogastronomici:

  • Ore 18:00 – Tavola rotonda / Convegno
    Presso la Sala Consiliare del Comune di Casaleone
    Tema: “Neuroscienze, tradizioni e alimentazione – Beneficia et Salus nel corpo e nella mente”

Interverranno esperti del settore agroalimentare, enogastronomico e marketing, tra cui:

  • Dr. Claudio Valente – Presidente ESU Università di Verona
  • Dr. Enzo Gambin – Direttore AIPO Verona (“L’asparago, le sue origini”)
  • Chef Andrea Cesaro – Presentazione della cena di gala
  • Dr. Maurizio Drago – Giornalista enogastroturista
  • Dr. Alessandro Norsa – Psicologo antropologo
  • Dr.ssa Claudia Barbera – Consigliera Regione Veneto

Seguirà, alle ore  19.00  l’inaugurazione ufficiale della Fiera per culminare con la  cena di Gala, un momento esclusivo dedicato all’asparago bianco veronese, con piatti che uniscono tradizione e innovazione culinaria, realizzati da chef del territorio e accompagnati da vini locali selezionati.

I giorni successivi della fiera

La manifestazione proseguirà:

  • 10 e 11 aprile: stand gastronomici serali con piatti tipici a base di asparago ed esposizione delle eccellenze agroalimentari locali
  • 12 aprile: giornata esperienziale tra turismo, cultura e degustazioni, con visite ai campi di coltivazione e alle bellezze architettoniche della pianura veronese

L’iniziativa mira a valorizzare la cultura gastronomica locale, sostenere le produzioni tipiche e favorire un turismo enogastronomico sostenibile, capace di coniugare tradizione, innovazione e identità territoriale.

L’Asparago: Tra Storia, Letteratura e Tradizione

Sintesi dell’articolo di Enzo Gambin

L’asparago non è un semplice ortaggio, ma una “creatura deliziosa” che, come descritto da Marcel Proust, incanta con le sue sfumature celesti e i colori nascenti dell’aurora. L’intervento di Enzo Gambin ne ripercorre il lungo viaggio, dalle origini mitiche fino alle tavole contemporanee.

Un Viaggio Millenario: Dalle Origini alla Storia Antica

Le radici dell’asparago affondano nel Vicino Oriente antico, probabilmente in Mesopotamia, terra da cui iniziò il suo viaggio storico.

  • Egitto: Nelle corti faraoniche l’asparago ebbe un ruolo di primo piano; si narra che il consumo frequente alimentasse la passione amorosa tra Nefertiti e Akhenaton.
  • Grecia: Qui fu oggetto di studi botanici e filosofici da parte di Teofrasto, che lo considerava più un prodotto medicinale (diuretico e depurativo) e afrodisiaco che un vero e proprio cibo.
  • Roma: I Romani lo accolsero con entusiasmo nelle cucine e nei trattati agricoli. Marco Porzio Catone ne descrisse le tecniche di coltivazione nel suo De agricoltura, mentre Plinio il Vecchio alimentò leggende sulla sua origine dalle corna di montone.

Evoluzione e Colori: Il Ruolo del Nord Europa

Grazie alle legioni romane, l’asparago si diffuse in tutta Europa. Fu proprio nelle terre fredde del Nord che avvenne una “trasformazione”: coprendosi con foglie ed erbe per proteggersi dal gelo, il turione rimaneva bianco, acquisendo un sapore dolce anziché erbaceo. Ancora oggi, la tradizione vede la prevalenza degli asparagi bianchi in regioni come il Veneto e il Piemonte, mentre quelli verdi dominano nel resto d’Italia.

L’Asparago nella Cultura e nell’Agronomia Veneta

Il legame con il territorio veneto è profondo e documentato:

  • Rinascimento: Autori come Agostino Gallo ne lodavano le virtù salutari per lo stomaco e la bellezza del corpo.
  • Serenissima: A Venezia era una specialità nei banchetti di riguardo; nel 1534 se ne acquistavano mazzi per cifre considerevoli.
  • Bassano: Meta prediletta per i prelati in viaggio verso il Concilio di Trento, desiderosi di gustare i celebri “sparasi e ovi”.
  • Verona: Ciro Pollini, nel XIX secolo, descriveva minuziosamente la coltivazione dello “spáreso” nel veronese, distinguendo tra varietà coltivate e specie spontanee come la “sparaghella”.

Gastronomia e Spirito

L’articolo si conclude citando due grandi figure:

  1. Pellegrino Artusi: Fondamentale per la codifica della cucina moderna, i cui suggerimenti (come l’uso della parte finale del turione per il brodo) restano la base per un risotto perfetto.
  2. Achille Campanile: Con il suo celebre paradosso sul rapporto (inesistente) tra “gli asparagi e l’immortalità dell’anima”, lo scrittore ci ricorda che, sebbene le anime siano eterne, gli asparagi hanno il vantaggio di essere una certezza tangibile e deliziosa per il palato.

In definitiva, l’asparago si conferma un “frutto sano e delicato”, capace di attraversare i secoli unendo scienza, arte culinaria e un pizzico di ironia letteraria.

Foto in alto: il primo a sx Maurizio Drago

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. ..apporto a queste sentite riflessioni,che non han bisogno di aggiunte essendo solide di esperienza e di sensibilità umana( umani e…

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