Tequila: storia e origini del distillato di agave
- Home
- Tequila: storia e origini del distillato di agave
Tequila: storia e origini del distillato di agave
La tequila è un distillato nativo del Messico, che si ottiene esclusivamente dalla fermentazione e dalla successiva distillazione dell’agave blu (Agave tequilana Weber variedad azul) o agave tequilana o maguey, appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, originaria del Messico e molto diffusa nelle aree con clima tropicale.
La coltivazione della pianta dell’agave in Messico avviene grazie al lavoro con metodi manuali e tradizionali dei Jimador (coltivatori), che conoscono a fondo la pianta e come coltivarla, grazie al sapere tramandato loro di generazione in generazione. Lo Jimador è consapevole dell’esatto momento in cui deve avvenire la raccolta, che esegue tagliando con la Coa (lungo coltello a punta tonda) le foglie attorno al cuore (piña) della pianta di agave, che può raggiungere un peso di 70-110 kg. Se la raccolta avviene troppo presto, la piña avrebbe un quantitativo di carboidrati molto basso che non consentirebbe la fermentazione in maniera adeguata.
La produzione della tequila è circoscritta a specifiche regioni del Messico, quali lo stato di Jalisco e le aree limitrofe, caratterizzati da suoli vulcanici e clima caldo, che presentano le condizioni ideali per la coltivazione dell’agave blu. All’interno di questa area di distinguono due macro-aree produttive: le Highlands (Los Altos), situate a una maggiore altitudine, e le Lowlands (Valle de Tequila).
Nelle Highlands, cuore storico e produttivo della tequila artigianale di alta qualità, i suoli vulcanici rossi e la maggiore altitudine danno vita ad agavi con dimensioni e contenuto zuccherino più elevato, e a tequila più fruttate e aromatiche. Nelle Lowlands i terreni caratterizzati da tierra negra (suoli vulcanici scuri e ricchi di minerali) producono agavi che conferiscono alla tequila caratteri più terrosi e strutturati, con una maggiore componente erbacea e vegetale.

La Tequila originariamente prodotta nella località messicana di Tequila e nelle sue vicinanze, affonda le proprie origini nelle tradizioni precolombiane. Le popolazioni indigene producevano il pulque, una bevanda ottenuta dalla fermentazione della linfa dell’agave, oggi ancora diffusa in Messico dove, assieme alla tequila, è considerata bevanda nazionale.
Nel periodo Azteco, i sacerdoti consumavano un fermentato di agave, che ritenevano essere un dono degli Dei, durante i rituali religiosi per entrare in una sorta di tranche. Ma nell’antichità il “liquore bianco” veniva utilizzato anche come antidepressivo.
L’arrivo dei conquistadores spagnoli distrusse la casta dei sacerdoti e rese il consumo di questa bevanda popolare. Le tecniche di produzione, grazie all’arrivo dei primi alambicchi vennero affinate. Gli spagnoli iniziarono così a distillare le materie prime disponibili, tra cui l’agave blu, complice il divieto di piantare vigneti nelle colonie e la forte tassazione sull’esportazione di prodotti vinicoli imposta dal re spagnolo Filippo II. Nel 1512 venne fondata la città di Tequila, che diventerà la capitale della produzione di questo distillato, e nel 1521 nacque la Tequila come la conosciamo oggi.
Dal 1600 la Tequila cominciò a essere prodotta in quantità maggiori nella prima fabbrica dell’attuale territorio di Jalisco, nel quale, nel corso dei secoli, la produzione si concentra. Nel 1753 apre la prima distilleria, la Antigua Cruz, che venne chiusa dopo pochi decenni per Decreto Reale. La Corona spagnola, infatti, temeva che i propri commerci fossero sormontati dalla produzione dei distillati delle colonie.
Nel 1795 Carlo IV di Spagna concede il diritto di distillazione alla famiglia Cuervo e nel 1873 Don Cenobio Sauza, fondatore dell’omonima azienda, fu il primo ad esportare la Tequila negli Stati Uniti.
Nel 1974 vede la luce il primo disciplinare di produzione della Tequila, mente il marchio Tequila nasce nell’ottobre del 1977 come esclusiva assoluta dello stato messicano. A tal proposito, la produzione di questo distillato è regolata da un particolare organo statale, chiamato C.T.R. (Consejo Regulador del Tequila), ha il compito di supervisionare la produzione di tequila sotto ogni aspetto.
Il 9 dicembre 1974 la Tequila ottiene il riconoscimento come prodotto a denominazione di origine (DOT – Denominación de Origen Tequila), con una normativa che ne definisce rigorosamente le materie prime e i processi produttivi, registrata poi a livello internazionale nel 1978 dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI/WIPO). La Tequila è il primo prodotto messicano in assoluto a ottenere questo tipo di tutela legale e geografica.
Seguici anche su WhatsApp
Ricevi i nuovi articoli di Poliedrico Magazine direttamente sul tuo telefono.
🟢 Entra nel canale WhatsApp- Share
Andrea Sansoni
Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

















