“Formazione retribuita in azienda, stop a stage e tirocini. Stato e impresa uniti per il lavoro stabile dei giovani”.

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“Formazione retribuita in azienda, stop a stage e tirocini. Stato e impresa uniti per il lavoro stabile dei giovani”.

La proposta del Consigliere Regionale Stefano Valdegamberi

Obiettivo. Evitare che i laureati emigrino all’estero

Basta con tirocini e stage inutili che, invece di avvicinare i giovani al lavoro, li allontanano da prospettive occupazionali concrete. Il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi ha lanciato una proposta coraggiosa “per abolire definitivamente stage e tirocini extracurricolari, strumenti ormai svuotati di efficacia, spesso utilizzati per coprire manodopera non pagata, e sostituirli con un nuovo modello di formazione interna retribuita, basato su contratti veri e percorsi formativi personalizzati, costruiti direttamente con l’imprenditore”.

Base di partenza del consigliere sono i dati che “confermano l’urgenza di un cambio di passo: tra il 2013 e il 2023, 29.158 laureati veneti sono emigrati all’estero, con un saldo negativo di oltre 14.000 unità. In tutta Italia, il saldo negativo è di 169.132. Chi lascia il Paese lo fa attratto da condizioni migliori: stipendi più alti (oltre 2.000 euro netti al mese all’estero contro 1.400 in Veneto), più contratti stabili (50% contro 26%) e maggiore flessibilità (60% lavora in smart working all’estero, solo il 22% in Veneto). I più propensi a partire sono i laureati in discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) ed economico-sociali, ovvero i profili più richiesti anche dalle imprese venete. È un paradosso. Solo il 15% di chi lavora all’estero ritiene probabile un rientro. Importiamo personale non qualificato e facciamo fuggire quello qualificato”.

Continua il consigliere Valdegamberi: “L’attuale sistema formativo è inefficace e scollegato dal mondo reale. È tempo di dire basta alla formazione generica e al precariato mascherato da stage. Serve una formazione su misura, operativa, fatta in azienda, che porti a un inserimento stabile e retribuito. Il modello prevede che il neolaureato o neodiplomato venga assunto regolarmente fin da subito, completando la propria formazione direttamente all’interno dell’impresa, dove è pagato come un lavoratore a tutti gli effetti. I contenuti della formazione sono operativi, concreti e legati all’attività aziendale: gestione dei processi, uso di tecnologie, sicurezza, produzione, sviluppo progettuale. Ogni piano è costruito su misura in base alle esigenze dell’impresa”.

Spiega Valdegamberi: “Il cuore della proposta è un patto tra Stato e imprese: lo Stato, attraverso la Regione Veneto, finanzia il percorso formativo con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), coprendo tutti i costi legati alla formazione (materiali, tutoraggio, certificazioni) e parte del salario del giovane durante il periodo di formazione; le imprese investono nel formare personale qualificato e fidelizzato, pronto a essere integrato stabilmente nell’organico. È una strategia condivisa per rafforzare la competitività aziendale e garantire ai giovani un lavoro vero.

“Formare un laureato – conclude – costa allo Stato e alla famiglia tra 50.000 e 70.000 euro (o più, considerando anche magistrale e costi indiretti). Formare un diplomato costa tra 20.000 e 30.000 euro. “Non possiamo più permettere che i nostri giovani migliori si formino qui e poi portino competenze all’estero. Con questa proposta vogliamo trattenere i talenti, offrire loro stabilità, retribuzione e prospettive reali. Stato e impresa devono investire insieme per creare valore condiviso”, sottolinea Valdegamberi. In questa visione, l’impresa diventa luogo di formazione e assunzione, non più semplice “ospite” di stagisti, e il giovane viene trattato da subito come risorsa professionale da valorizzare. La proposta mira a sostituire il precariato con un nuovo modello veneto di inserimento lavorativo, capace di garantire dignità, competenze e sviluppo economico. Una visione concreta e sostenibile per contrastare la fuga dei cervelli, rafforzare il sistema produttivo e costruire un futuro fondato su lavoro vero e formazione efficace”.

Immagine di creativeart su Freepik

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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