Frutticoltura veronese – Monitoraggio costante e ricerca scientifica salvano i raccolti e spingono la qualità
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Frutticoltura veronese – Monitoraggio costante e ricerca scientifica salvano i raccolti e spingono la qualità
Coldiretti Verona traccia il quadro dell’annata produttiva di mele e pere
In attesa dei dati ufficiali che verranno resi noti nelle prossime settimane, Coldiretti Verona è in grado di delineare il quadro produttivo di mele e di pere prevedendo una stagione piuttosto positiva sia in termini di quantità che di qualità, nonostante le molteplici problematiche che anche quest’anno hanno interessato il comparto.
“La produzione – spiega Luca De Grandis che nella Giunta di Coldiretti Verona è il referente per il settore ortofrutta – è buona anche se una parte del raccolto è stato compromesso dalle recenti grandinate e da quelle primaverili facendo così aumentare l’offerta di prodotto da industria. Mentre il mercato interno sembra avere un momento di debolezza, l’export subisce le ripercussioni commerciali dovute ai conflitti in corso nelle zone tradizionalmente più propense al consumo di prodotto italiano. Data la qualità del prodotto auspichiamo che i prezzi di vendita siano congrui e consentano di sopperire a tutti i maggiori costi sostenuti dalle nostre aziende durante questa annata”.
“Le giacenze che si trovano nelle celle frigorifere di altri paesi produttori come Austria e Germania – aggiunge Andrea Sordo, Direttore della Cooperativa Lungadige Veneto – sono un ulteriore causa del rallentamento del mercato insieme alle alte temperature che oltre ad anticipare la raccolta, potrebbero influire sulla colorazione dei frutti che per pigmentarsi hanno bisogno dello sbalzo termico tra la notte il giorno. In ogni caso, i frutticoltori veronesi sono pronti alla raccolta: la settimana prossima si comincia con la varietà Royal Gala e subito dopo inizierà la Golden”.
Per quanto riguarda le pere, sebbene il settore stia attraversando un ridimensionamento strutturale legato alle complessità climatiche e fitosanitarie degli anni scorsi, la professionalità e la specializzazione delle aziende veronesi consentono di mantenere elevati standard di eccellenza qualitativa.
La stagione 2026 potrebbe in ogni caso dimostrarsi particolarmente positiva grazie alla forte connessione tra l’eccellenza dei frutti e la quasi totale assenza di cimice asiatica riscontrata nelle ultime settimane in coincidenza con la fase di maggior maturazione sulle piante.
Negli ultimi anni, infatti, partendo dal picco catastrofico del 2019, la pressione della cimice asiatica nel Nord-Est e in Veneto è progressivamente diminuita o si è stabilizzata grazie all’introduzione e al radicamento della vespa samurai (Trissolcus basalis / Trissolcus japonicus) come antagonista naturale, unita all’uso generalizzato di reti anti-insetto, trappole a feromoni e strategie di difesa integrata.
Il monitoraggio sulla cimice asiatica viene condotto da sette anni dal Centro Studi Agrea. Inizialmente le operazioni erano supportate esclusivamente da Coldiretti Verona; dal 2023 anche la Regione Veneto ha intesto dare il proprio contributo vista l’importanza del progetto.
“Le analisi svolte sul territorio – spiega Massimiliano Pasini, Presidente di Agrea – mostrano come, durante la fase primaverile, le presenze medie per sito siano diminuite di quasi il 70% rispetto alle annate precedenti. Sebbene la zona sud della provincia, maggiormente vocata alla coltivazione di pomacee, continui a registrare una presenza leggermente superiore rispetto all’area a nord-ovest, la quasi totale assenza di colonizzazioni giovanili nelle prime fasi stagionali ha permesso di contenere gli attacchi e di gestire i frutteti con interventi mirati e tempestivi. Questo risultato dimostra l’efficacia del lavoro di squadra tra tecnici, agronomi e aziende, uniti nell’uso combinato di trappole a feromoni, reti anti-insetto e tecniche di cattura massale”.
Come emerge dal Report sull’Agroalimentare divulgato nei giorni scorsi da Veneto Agricoltura, la provincia di Verona si conferma il cuore pulsante della melicoltura regionale, concentrando oltre il 70% delle superfici venete dedicate a questo frutto, per un totale di circa 4.060 ettari e una produzione che sfiora le 200mila tonnellate, garantendo un valore economico che supera la metà dell’intera produzione lorda vendibile frutticola provinciale.
“La ricerca scientifica e l’attività sul campo – conclude De Grandis – si confermano leve indispensabili per la tutela e la gestione della frutticoltura del territorio scaligero. Dopo anni segnati da forti criticità fitosanitarie, la costante osservazione delle dinamiche biologiche e l’adozione di strumenti d’avanguardia hanno consentito agli agricoltori veronesi di prevenire i danni e di salvaguardare il valore delle proprie produzioni”.
I dati relativi alla presenza della cimice nel veronese sono consultabili sul sito di Coldiretti Verona che diffonde settimanalmente ai propri associati un bollettino redatto in collaborazione con Agrea.
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

















