L’Arte della Rimanenza: a Verona arriva “Indesiderate. Residui”

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L’Arte della Rimanenza: a Verona arriva “Indesiderate. Residui”

All’interno del festival Interno Verde, un’esposizione unica che trasforma l’eccedenza, lo scarto e il tempo in una forma di conoscenza generativa.

Nell’ambito del suggestivo festival Interno Verde – Giardini Aperti Verona, il chiostro San Francesco dell’Università degli Studi di Verona si prepara a ospitare un evento straordinario capace di capovolgere la nostra percezione dello scarto e del tempo: Indesiderate. Residui.

L’appuntamento, assolutamente da non perdere per gli amanti dell’arte contemporanea e dell’ecologia, è fissato per il prossimo 23 maggio, dalle ore 09:00 alle 13:00, in Via San Francesco 22 a Verona. Curata con straordinaria sensibilità da Rebecca Canavesi, Pietro Fracassi e Giacomo Segantin, l’esposizione si avvale dei preziosi contributi di Beatrice Boaretto, Caterina Daprà, Mariam Ghattas e Greta Ponzo per dare vita al secondo capitolo di un affascinante progetto articolato in seminari interdisciplinari, laboratori di foraggiamento urbano e lavorazione del raccolto.

Al centro di questo percorso c’è il viaggio imprevedibile della fitolacca: il pigmento delle sue bacche, originariamente raccolte il 5 novembre nei pressi della stazione ferroviaria di Padova e pressate nel laboratorio dell’Orto Botanico della città, era stato trasformato in una serie di filtri per un’installazione luminosa che ha illuminato il Cortile Nuovo di Palazzo Bo nel dicembre 2025.

Oggi, il chiostro San Francesco accoglie ed espone tutti gli elementi e i residui di quel processo in continua evoluzione. I visitatori potranno immergersi in una dimensione unica, osservando l’estratto di fitolacca radicalmente trasformato e ossidato dal calore dei proiettori LED, insieme a semi, ritagli, un rotolo di PET, prove tecniche e filtri in PVC. Non si tratta di una semplice collezione statica, ma di un audace tentativo di posizionarsi in quella “zona di passaggio” in cui le cose non sono ancora diventate qualcos’altro, dimostrando come la loro condizione di resti possieda una vibrante potenzialità generativa. Lavorando sull’eccedenza e su forme di vita che sfuggono al classico desiderio produzionista, la mostra riconosce nella rimanenza una vera e propria forma di conoscenza autonoma.

I materiali in mostra vivono di una natura provvisoria che privilegia la sperimentazione all’opera conclusa, sollevando interrogativi profondi su margini, resistenza, vegetalità, stagionalità e decolonizzazione attraverso un amalgama poroso di saggi e fotografie. La ricerca artistica si arricchisce inoltre della visione di Giacomo Segantin, che esplora l’ecologia e la società invertendo le gerarchie tra supporti tecnici e opere d’arte, legandosi idealmente allo spirito del Sustainable Art Prize, il prestigioso premio assegnato ad Art Verona in collaborazione con gli atenei di Padova, Verona e Ca’ Foscari Venezia per valorizzare la sostenibilità di fronte alle grandi sfide globali . Con la selezione fotografica curata da Edoardo Bonacina, Elisa Braccini, Caterina Daprà, Mariam Ghattas e Greta Ponzo (con la grafica del manifesto firmata da Lorenzo Muraro), l’evento promette di far riflettere sul tempo che si deposita sulle cose, anticipando l’evoluzione del progetto che si concretizzerà in una pubblicazione edita da Press Press nella seconda metà del 2026.

Per maggiori informazioni e per partecipare a questa imperdibile esperienza di condivisione e scoperta, è possibile contattare direttamente il team di curatela e comunicazione ai contatti ufficiali rebecca.canavesi@gmail.com e pietro.fracassi.00@gmail.com .

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  2. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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