SPAZIO D’AUTORE

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Intervista a Giancarlo Volpato

“Profili Veronesi”

Abbiamo incontrato il professor Giancarlo Volpato, autore del libro Profili veronesi per intervistarlo e conoscere di più sul suo ultimo lavoro editoriale e il suo grande amore per la cultura e Verona

Potrebbe parlarci di Profili veronesi e del significato di questa opera?

Innanzitutto, desidero chiarire che questo libro di profili veronesi non può avere e non ha una pretesa altamente scientifica: una biografia, per essere tale, deve essere ampia, certificata, precisa e soprattutto legata alla persona di cui si parla. I miei profili biografici, pubblicati originariamente a cadenza mensile sul web, sono nati per invogliare i lettori a dare alle persone delle quali io parlo, una dimensione corretta, giusta e per invogliare, eventualmente, a ulteriori studi: la bibliografia legata a ogni mio profilo potrebbe aiutare il lettore interessato. Tutto è nato per il sito ilcondominionews.it, dove alcuni studiosi scrivono solo ed esclusivamente momenti ed elementi legati alla cultura veronese, sino a poco fa piuttosto trascurata; essendo un documento digitale, facilmente leggibile, nessuno di noi vuole tediare il lettore, ma si vuole stimolare il desiderio, la curiosità, la voglia di lettura a chi crede – come noi – che sia la cultura ad aprire la mente, non le “notizie” degli influencer pagati.

Quali motivazioni l’hanno spinta a raccogliere esclusivamente profili di personaggi veronesi?

Per le ragioni sopraddette, era ovvio che io scegliessi dei profili di personaggi veronesi piuttosto vicini a noi dal punto di vista storico poiché, sulle grandi persone dei secoli passati, la storia aveva già parlato per loro. Ma, anche in questi profili, dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri, ho effettuato delle scelte: ho escluso i politici (eccetto Guido Gonella, per la sua straordinaria attenzione alla scuola e alla cultura), ho volontariamente escluso i militari (eccetto Napoleone Darra, perché era un medico militare che salvò migliaia di persone durante la Prima guerra mondiale), ho volontariamente non voluto calciatori, professionisti delle ricchezze. Ho spesso dato rilevanza a persone assai poco note.

Nelle biografie raccolte si nota una presenza limitata di figure femminili. A cosa è dovuta questa scelta?

Non è una mia scelta: la presenza femminile importante è stata ed è certamente minore rispetto a quella maschile. La colpa è solo degli uomini per i quali le donne avevano altre cose cui guardare; inoltre, le donne avevano minori possibilità di acculturarsi, assai minori attività da scegliere al di fuori di quelle della famiglia, dei figli, della cura degli uomini vicini a loro. Tuttavia, vi sono anche delle donne che hanno portato ottime cose, grandi attività. Un’altra ragione è a discapito del sesso femminile: di alcune di loro – straordinarie e importanti – nessuno si è occupato e, quindi, non esistono sufficienti conoscenze. Sto cercando, comunque, notizie su alcune di loro.

Qual è la principale ragione che l’ha portata a realizzare questo libro?

L’unica ragione vera fu quella di mettere a disposizione delle notizie per coloro che non hanno letto né leggono il sito ilcondominionews.it. Inoltre, ritengo la carta stampata un veicolo di conoscenza non superficiale; sono poco attratto da un video dove notizie, non sempre vere né corrette, sono legate a soldi, commerci e via discorrendo.

Potrebbe raccontarci qualcosa di sé e del suo percorso?

Sono un vecchio pensionato dal lungo percorso; cercherò di sunteggiare. Sono figlio di un operaio e di una mamma dolcissima: nella mia casa, senza acqua, senza luce, senza servizi igienici, tre adulti non raggiungevano la quinta elementare; un nonno analfabeta, una mamma e un papà che avevano fatto la seconda. Ho studiato fino alla quinta ginnasio nel Seminario Vescovile di Verona, poi sono uscito, ho concluso con il liceo, ho fatto l’ufficiale per la leva obbligatoria. Durante gli studi universitari ho abbinato questi con il lavoro continuo e di qualsiasi tipo per mantenermi e per aiutare la famiglia colpita da una disgrazia paterna. Dopo la laurea, mi sono occupato di libri; ho diretto biblioteca centrale dell’ateneo veronese, ho impiantato tutte le altre; ho lavorato per il Sistema Bibliotecario Nazionale. Sono stato il primo professore di ruolo di Bibliografia, Biblioteconomia, Storia della stampa e dell’editoria e di Archivistica dell’Università di Verona (bibliotecari/e, giornalisti anche noti, professionisti di case editrici, ecc. sono usciti dai miei insegnamenti). Dirigo ancora (quale pubblicista per avere scritto solamente nella terza pagina culturale, com’era una volta) due riviste internazionali che si occupano di ricerche biblioteconomiche e di sociologia. Pubblico saggi e libri. Dirigo ancora alcuni convegni. Sono un membro, da quasi quarant’anni, dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona e, da una ventina d’anni, della Deputazione di Storia Patria, con sede a Venezia. Ho rifiutato, per lontananza e poiché mi parevano improprie, altre richieste di enti non culturali.

Al di là – e, confesso, con maggiore amore – ho cercato di dare qualcosa di più; sono stato il primo segretario della Fidas del mio comune e della provincia, mi sono occupato molto dell’Aido provinciale e nazionale (e, per questo, ho girato l’Italia); con Lina Marazzi Chiaffoni e altri ci siamo occupati dell’affermazione di Telethon in Italia; fino a tre anni fa, passavo almeno mezza giornata ogni settimana negli ospedali per stare con malati oncologici, malati bisognosi di dialisi, di aiuti di ogni altro genere.

Quale contributo ritiene di aver dato a Verona attraverso il suo lavoro e le sue ricerche?

Spero e credo di non avere dato poco alla cultura di Verona, al di là – e ben oltre – questi profili: ho diretto corsi, ho insegnato – e lo faccio ancora – nelle cosiddette Università della Terza Età a Verona e in provincia. Con Giuseppe Franco Viviani abbiamo pubblicato 11 volumi della Bibliografia veronese (1974-2015), opere fondamentali per gli studi; Emeroteca veronese (1674-2009) (tutti i periodici usciti a Verona); ho pubblicato e diretto convegni su personaggi veronesi: I Massalongo, Francesco Fontana scopritore della salicina (l’ultimo volume, su di lui, uscirà entro il 2025), Lavagno, Vago, Sommacampagna, i Cimbri, ecc.

Ha pubblicato altre opere oltre a questa? Se sì, quali?

Alcuni li ho appena citati; nella realtà ho pubblicato 18 volumi, 74 saggi in periodici, almeno una quarantina di articoli in terza pagina; ho diretto 14 convegni nazionali e due stranieri. Sono stato ospite in dieci università straniere, ho scritto e insegnato alla biblioteca della Comunità Europea di Bruxelles e a Strasburgo.

Ha mai considerato la possibilità di realizzare un secondo volume di Profili veronesi?

Penso proprio di farlo.

By Edizioni Zerotre

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Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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