Note di fuoco al Teatro Romano
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Note di fuoco al Teatro Romano
Il P.A.F. Trio incanta Verona con un’esibizione “Diabolica”
Ci sono serate in cui la musica smette di essere una semplice sequenza di note e si trasforma in pura stregoneria. È esattamente quello che è successo ieri sera nella splendida cornice del Teatro Romano di Verona, dove il P.A.F. Trio – sigla che unisce tre pesi massimi del jazz italiano: Paolo Fresu (tromba e flicorno), Antonello Salis (pianoforte e fisarmonica) e Furio Di Castri (contrabbasso) – ha letteralmente stregato il pubblico.
Definire la loro performance semplicemente “convincente” sarebbe riduttivo. È stata un’esibizione che si potrebbe osare definire “diabolica”, per l’incredibile, quasi soprannaturale, intesa telepatica che lega questi tre straordinari musicisti.
Fin dalle prime battute, il trio ha messo in chiaro che non si sarebbe trattato di un comune concerto jazz, ma di un viaggio senza rete di protezione.
Paolo Fresu ha incantato con il suo lirismo sospeso, capace di graffiare e accarezzare un attimo dopo, usando l’elettronica con la consueta, raffinatissima maestria.
Antonello Salis, una vera e propria forza della natura, ha aggredito e cullato il pianoforte e la fisarmonica con quella sua fisicità straripante, infondendo al set un’energia tellurica.
Furio Di Castri ha fatto da baricentro e motore pulsante, un ponte perfetto tra il lirismo di Fresu e le svisate vulcaniche di Salis, con un suono di contrabbasso profondo, solido e incredibilmente espressivo.
La complicità del P.A.F. Trio non si poggia su spartiti rigidi, ma su un’improvvisazione totale, un “gioco di specchi” musicale dove il rischio è costante e il risultato è pura magia.
Il contrasto tra la millenaria storia delle pietre del Teatro Romano e la modernità senza confini del trio ha creato un’atmosfera magnetica. Il pubblico veronese, rapito dal ritmo e dalle continue invenzioni melodiche, ha risposto con un calore travolgente.
Il finale è stato un vero e proprio boato: un’esibizione super applaudita, con ovazioni a scena aperta. I tre maestri hanno salutato Verona lasciando dietro di sé l’eco di una notte di jazz totale, viscerale e, sì, decisamente diabolica. Una di quelle serate che chi era presente farà fatica a dimenticare.
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

















