Un incontro speciale con Marica Preto

  • Home
  • Un incontro speciale con Marica Preto

Un incontro speciale con Marica Preto

Donna eclettica, amante dell’arte in tutte le sue espressioni, con una visione poliedrica della fotografia

Il lavoro degli occhi è finito.
Ora vai e usa il cuore sulle immagini imprigionate dentro di te.
(Rainer Maria Rilke)

Nasce nell’est veronese ma non ha mai mantenuto le radici. Questa libertà di farsi trasportare senza condizionamenti le ha permesso di seguire il vento della vita. Dopo la giovinezza e la prima età adulta fatte di studi ad indirizzo economico che la volevano portare al classico “lavoro sicuro”, Marica ha felicemente ceduto alla voce interiore che le chiedeva altro.

Come ti sei avvicinata all’arte in tutte le sue espressioni, attraverso quale strumento

La curiosità verso l’arte e tutto ciò che la catturava mi hanno resa una donna eclettica, che ha scelto di lasciare le certezze per le incertezze, convinta che seguire la voce della sua anima e del cuore le avrebbero dato ragione. Il mio più grande desiderio era fondere il mio lavoro con la mia essenza, farli diventare una cosa sola. Ho trovato nella fotografia la mia espressione, il mezzo attraverso cui convergono tutte le mie passioni: la poesia, il teatro, la musica, la letteratura, l’esoterismo, la psicologia, la scrittura, per non andare oltre.

Hai seguito un percorso di studi particolari per la fotografia

“No, anzi ricordo che la prima volta in cui mi sono ritrovata con una macchina fotografica tra le mani avevo il terrore di romperla, come un cristallo fragile che non sapevo maneggiare. Poi io e lei ci siamo guardate per bene, le ho promesso rispetto e delicatezza. Giorno dopo giorno mi sono impegnata per imparare a conoscerla, a coglierne le potenzialità, a capire cosa mi mettesse a disposizione e come io potevo darle vita e interagire con lei. Fa sorridere forse, ma si doveva creare una vera e propria empatia, come con una persona. Capire e imparare i settaggi di una macchina fotografica oggi  non è un problema. C’è invece bisogno di capire qual è il nostro personale stile senza emulare altri.

Come ti atteggi in questo mondo che ti appartiene, in cosa credi

Credo nell’unicità di ogni persona, sia nella vita che nella professione. Solo così possiamo lasciare la nostra vera impronta a qualunque cosa, dalle relazioni con gli altri alle varie esperienze di vita. Questo atteggiamento mi rende serena e in equilibrio con me stessa, consapevole dei miei limiti e delle mie potenzialità, di quanto ancora e sempre voglio crescere, anche attraverso gli sbagli, per imparare, del mio bisogno di avere fame di vita ma di saper accogliere anche e soprattutto i momenti di fermo, di vuoto, di silenzio, di dolore, di nulla e…di tempo: indispensabili per creare nuovo spazio ma anche per stare con me stessa per capire, sentire e… vivere. Restare aperta e ricettiva con tutti i miei sensi e oltre. Capire se tenere o lasciare, se qualcosa mi appartiene oppure non più, in cosa mi identifico e in cosa no.

Un tempo di decluttering dunque

Si, questo processo di rimozione di oggetti superflui o non necessari da uno spazio serve per ricostruirsi in armonia con tutte sfumature di sé. In tutto questo mi è da sempre cara e preziosa la citazione di Rilke.

Inizia tredici anni fa la ricerca di Marica della sua voce, della sua espressività, nutrendosi di tutto ciò che desiderava e amava per riversare poi nel suo sguardo una visione, la sua. E dare vita a quella visione attraverso la fotografia.

La macchina fotografica è stata l’espressione di un suo tempo di dolore, di un’immagine riflessa sugli specchi che non riconosceva più, di una perdita che l’ha fatta smarrire. E stavolta è stata la macchina fotografica ad avere davanti a sé una donna fragile come un cristallo che, con la stessa delicatezza e il rispetto di cui mi ha parlato Marica, le ha ridato un’identità autentica che andava e va oltre l’immagine. Si è stabilita così una reciprocità, una relazione, una mano tesa che lei ha afferrato, come una salvezza senza sapere che sarebbe diventata una nuova opportunità che la vita le stava offrendo.

Oggi Marica vive a Verona ed esprime tutto questo con la sua fotografia e non solo.

In che modo

Attraverso progetti che nascono da gestazioni interiori, da domande e risposte così come da nessuna domanda e da nessuna risposta ma dal semplice accoglimento. Credo nel valore delle regole per poterle infrangere con coscienza.

Vive la scena in scena, nel mondo dell’arte e dello spettacolo realizzando progetti fotografici frutto di un’intensa esperienza personale nell’ambito del teatro, attraverso l’ideazione e conduzione di rassegne e contributi tecnici e artistici alle produzioni teatrali.

Da molti di questi progetti di ricerca, di concetto e artistici ha preso vita il lavoro con le donne che desiderano vivere una totale e libera manifestazione di sé, nella vita di tutti i giorni o nella propria arte e professione. Donne che desiderano concedersi un tempo in cui stare ed essere, senza condizionamenti, ruoli o etichette. Con la voglia di guardarsi e riscoprirsi. Donne che non posano ma si donano attraverso il linguaggio corporeo.

Hai diffuso una interessante iniziativa, ce ne parli

Ho sviluppato il progetto “Resta Viva” quale supporto in terapia attraverso la fotografia, rivolto a professionisti e terapeuti che si occupano della relazione d’aiuto.

“Il corpo fisico può portarci in conflitto o in armonia con la nostra identità – dichiara Marica a conclusione dell’incontro -. Amo esplorarlo e scoprirne la bellezza intrinseca per dare voce al corpo interiore. Le mie fotografie vogliono cogliere la diversità e l’inaspettato promuovendo un dialogo aperto sulla femminilità, sull’accettazione di sé e l’autoespressione. L’arte è nutrimento, il corpo è vulnerabilità e la fotografia diventa un potente strumento comunicativo per raccontare ogni volta una storia unica con immagini che restituiscono intimità e concettualità.”

  • Share

Direttore Claudio Gasparini

Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

  1. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

teatro shakespeare verona

Gli Ultimi Articoli

Cav. Claudio Gasparini

DIRETTORE

Collaboratori

Marica Preto

Alchimie Fotografiche

Claudia Farina

Cultura

Dott. essa Silvia Stefanini

In Salute

Stefano Valdegamberi

Turismo Lessinia

Maurizio Marogna

Turismo Baldo

Franco Visentini

Hobby&Arte

Paolo Forgia

Enogastronomia

Andrea Sansoni

Enogastronomia

Gerardo Decaro

Finanza

Dalia Arablu

Rivoluzione Eco Chic

Alessandro Scandola

Ordini Cavallereschi

Erika Silvestri

Psiconutrizione

Imma Cerciello

Psiconutrizione