..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…
Federica Zanetti si presenta
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Federica Zanetti si presenta
“Incontro spesso l’altra me e la ringrazio, in fin dei conti il dialogo della e sulla mia vita, è un bilancio con me stessa, e ho imparato ad ascoltarmi. L’arte, la passione per la pittura hanno fatto la differenza”.
A Valgatara di Marano di Valpolicella vive i suoi 50 anni carichi di vita e curiosità Federica Zanetti nata a Verona da una famiglia di contadini. Erano in sette in famiglia, tre sorelle, due nonni paterni, mamma e papà che lavorava nella campagna che circonda tuttora Villa Are. In questo luogo ha trascorso la sua infanzia. Fantasticava, immaginava di trovare cose nuove, la natura l’affascinava e cresceva la sua fantasia. “Per una bambina che, come me, amava mescolarsi proprio con i colori della natura, i profumi, le forme, è stato quasi naturale sviluppare il senso del colore cercando di catturare nelle foglie, nelle piante ogni singola sfumatura”. Con il tempo il padre, per varie vicissitudini, cambia casa e all’età di sedici anni Federica va ad abitare a Zevio.
Che percorso di studi intraprendi
Inizio un meraviglioso viaggio dedicato agli studi mirati per approfondire e crescere ancora di più questa passione per la pittura. Prima Liceo Artistico a Verona e poi direttamente all’Accademia di Venezia. Una bellissima esperienza, importante dove ho potuto sperimentare nuove tecniche e confrontarmi anche con ragazzi studenti che venivano dall’estero, cosa a me nuova, allora straordinaria in quanto per motivi di lavoro a mio padre non era permesso viaggiare.

E, approcci il mondo dell’arte
Si, iniziavo ad avere una visione più ampia di cosa fosse l’arte. La scelta di approfondire la pittura attraverso l’uso del pennello inizialmente, la spatola poi scoperta negli anni come gratificazione, in realtà mi apparteneva fin da piccolissima.
Cosa rappresenta per te il colore

Il colore è un’emozione, un ricordo, un sentimento, spesso un bisogno. Negli anni ho avuto la fortuna di conoscere altre forme pittoriche, altri artisti e in particolare, un incontro straordinario con l’Associazione culturale di Verona, la Macia de Color della quale sono socia da 21 anni.
Hai partecipato a mostre
Certo, collettive e personali, condividendo e osservando quanto il rapporto tra artista e pubblico sia coinvolgente e non a senso unico. Un dare e avere tra fruitore e creativo.
Cos’è la pittura per Federica
È stata in parte una vera e propria cura personale, una rinascita, un ritrovare me stessa. Spesso mi rifugio in un mondo parallelo come amo definirlo, quel particolare momento dove il mondo resta fuori e si riesce a rigenerare la nostra mente e nutrire una forma d’amore per l’arte. Non vivo di arte, ma sono riuscita negli anni a mantenere spazio e tempo per concorsi, mostre personali, per laboratori creativi per bambini sotto agli ulivi in mezzo sempre alla natura ad un cielo aperto perché così identifico il sapore della semplicità e della bellezza dell’arte immersa in altrettanta bellezza. Anche il lavoro su commissione fa parte di questo lungo viaggio, un approccio che permette di esplorare un modo diverso di interpretare le emozioni altrui dove il linguaggio non verbale acquista parola e forma con macchie di colore e linee. Accanto a questo mondo quasi irreale, continuo a lavorare nei servizi terziari.
Che ricordo hai delle tue prime opere
Le opere realizzate durante il percorso accademico a Venezia erano scure, avvolte da terre bruciate e poca luce. Sapevo di poter trovare e lavorare molto per far emergere ciò che sentivo nel profondo. Con il tempo la tavolozza si è schiarita, si è vivacizzata, ho preso coscienza di quanto fosse una porta importante del mio io il colore e così ho realizzato nel tempo opere con colori molto accesi attraverso uno strumento particolare, la spatola che oggi mi gratifica molto.

Cosa ti piace dipingere oggi
Il mondo, le difficoltà del sociale, i temi attuali che colpiscono e hanno sempre sorpreso la vita diciamo un po’ di tutti noi, in qualche modo influenzano e quando dipingo non posso non entrare con il mio colore all’interno delle trame di una tela. Sono trasportata da quelle forme, riflessioni che poi vengono trasformate, iniziano a giocare, a rincorrersi, un gioco legato ad un rosso di tramonti, spesso cerchi, sono macchie d’acqua infuocate, sono mondi circolari, sfere che racchiudono tutta la parte emozionale che ci e mi riguardano, sono finestre, aperture importanti verso la vita, vibrazioni.

Che soddisfazioni provi nel dipingere
Amando la vita ricerco sempre luce e colore. Per questa forma coloristica, messaggio carico di forza e di vita, ho sempre avuto grandi soddisfazioni. Soprattutto colpisce e gratifica quando la gente esce da una mia mostra personale trovando positiva e allegra l’esposizione, capace di rievocare ricordi e percezioni di visioni. L’immaginazione e la leggerezza devono regalare motivo di ritorno al bello, al sentire accanto alla natura e a non smettere mai di regalarci un sogno.

Una vita piena di significato, c’è spazio per gli hobby
Il teatro che frequento, un altro mondo dove c’è grande creatività e grande capacità di espressione legata al corpo, alla voce, alle scenografie e la montagna dove tutto il mio essere, vivace, carico di energia si riposa e inizia a respirare di nuovo, con calma. La montagna mi rilassa, tutto ciò che è colore assume sfaccettature diverse in base alla luce che colpisce l’interno dei boschi dove cammino. Qui mi perdo con il pensiero e mi nutro di nuove ispirazioni. Fin da piccolina la montagna ha avuto un ruolo importante nella mia vita. Ero una bambina solitaria e nei boschi entravo in un mondo magico che porto ancora con me e a cui con rinuncio. Sono aperta al mondo, mi piace stare in mezzo alla gente, osservarla, dialogare ma c’è un’altra Federica che ama ricavarsi spazi intimi legati sempre alla natura, lì sono nata e non poso che amarla.
Federica è una donna sognatrice, sensibile e, direi, audace. Sognatrice, “perché cerco sempre di creare una curiosità in cui oltre a ciò che si vede si avverte altro, e ci si perde in linee sensuali di un colore che insegue un linguaggio senza regole”. Sensibile, “è il mio essere, il mio punto debole e la mia forza, le mie forme leggere, che raccontano silenziose il loro viaggio”. Audace, “con coraggio affronto la mia libertà e mi permetto di dire e di essere attraverso l’arte, forma di libertà lontana da schemi confezionati,… serve coraggio, serve amore”.
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Direttore Claudio Gasparini
Giornalista, iscritto all'O.d.G. Veneto dal 1988, collaboro anche con altre testate giornalistiche cartacee, on-line e radiofoniche. Coautore del libro "Eccomi... una storia d'amore con Dio" pubblicato nel 2015. Cavaliere della Repubblica e dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Socio Lions, Officer e coordinatore della rivista distrettuale.


















