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L’importanza della psiconutrizione dai tredici ai diciotto anni
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L’importanza della psiconutrizione dai tredici ai diciotto anni
Riconoscere nell’alimentazione qualcosa che va al di là del semplice cibo, inteso come materia, è alla base di un primo passo verso una consapevolezza diversa: cibo come relazione, scambio, reciprocità e legame. Questo passaggio diventa fondamentale quando ci interfacciamo con ragazzi e ragazze dai tredici ai diciotto anni. Acquisire consapevolezza “emotiva” in campo alimentare è fondamentale perché consente di “nutrire” adeguatamente il corpo e la mente.
Dai 13 ai 18 anni, si inizia a voler “imporre” il proprio pensiero, le proprie emozioni e i propri comportamenti, ritenendo valido ciò che è il “mio” mondo, entrando in contrapposizione con quello adulto. Provano a “svincolarsi emotivamente” e ad affermarsi come “Altro” dai genitori cioè come persona a se stante e non un “prolungamento delle figure di accudimento”. Tutta questa “lotta interna” può portare a delle conseguenze anche sull’alimentazione che potrebbe essere vissuta come uno strumento da utilizzare come scambio relazionale.
Capita spesso di sentire genitori che lamentano di non saper più cosa fare per riportare equilibrio nutrizionale in famiglia perché i figli non ascoltano. Se consideriamo quanto affermato, ci rendiamo conto che tra i tredici e i diciotto anni diventa troppo difficile ascoltare le richieste di adulti che “guardano il mondo da un’altra prospettiva”. Una strategia utile potrebbe essere il confronto tra pari: un gruppo di dieci adolescenti che si incontrano e si confrontano su argomenti quali l’alimentazione, le emozioni e ciò che provo rispetto alle mie esperienze psicoalimentari.
I gruppi psiconutrizionali possono essere un valido supporto per ritrovare il giusto equilibrio corpo e mente. Il gruppo offre supporto, sicurezza, empatia e confronto. “Le interazioni sociali e culturali sono centrali per la formazione della personalità” (Sullivan, 1947). In questo contesto di relazioni ed esperienze condivise diventa importante sottolineare quanto affermato da Carl Rogers (1983) sull’importanza della qualità della relazione per la crescita ed il cambiamento. Il gruppo, dunque, come “contenitore sicuro” in cui ciascuno ha l’opportunità di riconoscere negli altri gli stessi vissuti, pensieri e comportamenti. Dunque, come affermava Carl Rogers, nel gruppo riusciamo a centrarci anche sull’altra persona, la rispettiamo senza giudicare, la comprendiamo empaticamente e abbiamo il coraggio di essere autentici.
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Imma Cerciello
Dott.ssa Imma Cerciello psicologa - psicoterapeuta esperta in DCA. Mi occupo, in particolare, dell'aspetto psicologico sottostante l'alimentazione accompagnando il percorso con strategie psico - nutrizionali che possano favorire il giusto equilibrio mente - corpo in collaborazione con la dott.ssa Erika Silvestri. Seguo, inoltre, chiunque senta la necessità di iniziare un percorso psicoterapico.


















